“Ognuno di noi ha dentro due patrie”

da | 24 Feb 22

HAMILTON IN LINEA Attraverso la lettura de “Le nostre due Italie”, di Joseph Luzzi, Charles Criminisi rivede con più chiarezza il rapporto degli emigrati con la terra d’origine.

Charles Criminisi

Ho incontrato per la prima volta Joseph Luzzi mentre stavo cercando qualcosa da leggere su Dante per commemorare il 700esimo anniversario della sua morte. Un professore universitario, mio amico, Franco Gallippi  mi raccomandò la lettura del libro di Luzzi dal titolo: “Nella selva oscura: ciò che Dante mi ha insegnato sul dolore, la guarigione ed i misteri dell’amore”. Un libro che ho molto apprezzato. Mi è venuta voglia di leggere molto di più su Luzzi, un professore universitario americano di origine calabrese. Di conseguenza, ho rivolto la mia attenzione al suo libro del 2014 “Le mie due Italie”, scritto prima di “Nella selva oscura”.

Questo libro ha raccolto molte delle tematiche che hanno occupato miei pensieri nell’arco di un’intera vita. Nato da genitori del Sud d’Italia, entrambi con poca istruzione e oriundi di un piccolo paese, sono cresciuto, imparando ciò che loro conoscevano sia del mondo che della loro cultura. Quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo esterno, completando gli studi universitari, mi sono reso conto di quanto nella cultura italiana ci fosse molto più di ciò che avevo imparato da ragazzo.

Luzzi segue un percorso intellettuale molto simile al mio, descrivendo la sua infanzia in una famiglia calabrese con le sue tradizioni, pregiudizi e modi di pensare e di vivere. Molte di queste cose fanno parte del suo DNA e di conseguenza sono imprescindibili. D’altro canto, quando anche egli lasciò il nido per completare la sua istruzione e divenne, infine, Professore di Letteratura, iniziò a riflettere sulla cultura Italiana e su come le sue origini si adattassero ad un mondo più grande. Le sue ricerche sono molto interessanti perché è nato negli States, dove l’idea che la maggior parte della gente si è fatta sugli italiani si basa sugli italiani del Sud. Per gli Americani, per lo meno in termini di cibo e musica ed altra cose quotidiane, gli italiani sono quelli del Sud. La verità è che la cultura Italiana ha molti elementi che la contraddistinguono, ivi compresi quelli del Nord. Luzzi esplora e descrive il tempo trascorso a Firenze e la ricaduta che ha avuto sul suo modo di comprendere il mondo e la sua stessa “Italianità”.

E’ meraviglioso leggere libri come “Le mie due Italie”, poiché non solo confermano la mia visione del mondo, ma mi spingono ad approfondirla e suscitano in me il desiderio di provare a comprenderla meglio. E’ un dono per noi figli di emigranti, poiché ci fornisce un contesto, ci permette di approfondire e di fare chiarezza in noi in una maniera insperata.

Ho notato che molti scrittori, figli di emigranti, si stanno dedicando a questi viaggi nei meandri del proprio essere: che cosa li ha resi ciò che sono e le loro prospettive future. A mio parere, ciò è da apprezzare e ci spinge a condurre una vita più completa e ricca di significati. Al mio ritorno in Italia ho compreso meglio tanto le persone che ci vivono quanto quelle che sono andate via.

Traduzione: Adele Maria Troisi

My Two Italies by Joseph Luzzi

I first encountered Joseph Luzzi when I was looking for something to read involving Dante to commemorate the 700th anniversary of his death. A university professor and friend, Franco Gallippi, recommended Luzzi’s “In a Dark Wood: What Dante taught me about Grief, Healing, and the Mysteries of Love”, a book I very much enjoyed. I wanted to read more from Mr. Luzzi, an American university professor of Calabrese descent.

As such, I turned to his 2014 book, “My Two Italies” which was written before “In a Dark Wood”. This book captured many themes that I have been thinking about during my lifetime. Being born to southern Italian parents both of whom had very little education and came from a small town I grew up knowing what they knew both in terms of the world and in terms of their culture. As I ventured out into the world, gaining an education up to university, I came to realise that Italian culture was much more than what I had been exposed to as a young boy.

Luzzi follows a very similar intellectual path as I have, describing his growing up in a Calabrese family with its traditions, prejudices, and ways of thinking and living. Many of these are part of his DNA and inescapable. On the other hand, as he ventured out, obtained an education, and eventually became a literature professor he came to think about Italian culture and reflect on how his culture of origin fit into the greater world. His exploration of this is very interesting in the sense that, he was born in the United States where most people’s idea of what it means to be Italian is derived from southern Italians. For Americans, at least in terms of food and music and other daily endeavors, Italian equals southern Italian. The reality in the world is that Italian culture has many constituent elements including those of the north. He explores and describes his time in Florence and the impact that that had on his understanding of the world and of his own “Italianness”.

Books such as “My Two Italies are wonderful to read as they not only confirm my worldview but also make me think deeper about it and give me an appetite to try to understand it better. This is a gift to children of Italian immigrants as it gives us context, brings us deeper, and enlightens us to a greater extent than previously thought. I have noticed that more writers of immigrant parents are doing this deep dive into themselves, what makes them the way they are, and what lies ahead for them. In my view this is commendable and leads us to lead a fuller and more meaningful life. When I returned to Italy I do so understanding better who the people are that live there as well as who the people were that left.

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