Ogni anno un miliardo di fumatori “bruciano” 6mila miliardi di sigarette

|




Le statistiche relative al fumo sono impressionanti. L’ Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha rilevato che il 12% delle morti nel mondo tra gli adulti over 30 sono attribuibili al tabacco.

Le IQOS. sono molto ricercate dai fumatori ed hanno registrato un’ascesa dopo il consistente calo delle vendite delle sigarette elettroniche ed anche perchè si è molto parlato della presenza nelle IQOS di prodotti meno dannosi per la salute. L’ IQOS è una piccola sigaretta, diciamo un ibrido, di tre centimetri, che ha un filtro ed il tabacco. Riscalda ma non brucia e l’inalazione dura non più di cinque minuti. L’ IQOS brucia il tabacco a 350 gradi , temperatura inferiore rispetto alle sigarette tradizionali  e non rilascia cenere.Una ricerca australiana appena pubblicata su ERI organo ufficiale della European Respiratory Society (ERS), riapre il dibattito sulla possibile nocività delle IQOS. Sono state utilizzate in vitro cellule di epitelio bronchiale umano e delle cellule muscolari lisce di vie aeree umane. Le cellule sono state sottoposte a concentrazioni crescenti di vapore, aerosol ed estratto di fumo di sigaretta per 72 ore; al termine di questo ‘trattamento’ i ricercatori sono andati a misurare i fenomeni di citotossicità. Sia l’esposizione al fumo di sigaretta, che alle IQOS, che al vapore,  alle medie e alte concentrazioni, inducono comunque infiammazione polmonare; l’esposizione alle IQOS invece si è rivelata altrettanto dannosa del fumo di sigaretta nell’indurre il rilascio di chemochine, anche a bassa concentrazione,circa 1%.

Le chemochine sono un gruppo di proteine appartenenti alla famiglia delle citochine caratterizzate da una buona omologia di struttura. La loro funzione principale consiste nell’attivazione e nel reclutamento dei leucociti, le nostre cellule della difesa, nei siti alterati dalla presenza di sostanze estranee all’organismo, anche se alcune di esse svolgono e vengono prodotte in assenza di infiammazione o infezione per regolare il traffico dei leucociti nell’organismo. Servono ovviamente nuovi studi  a lungo termine, nel senso che ci vorranno molti anni per evidenziare e constatare gli effettivi danni indotti. Ma di fatto si parla di danni dall’utilizzazione delle IQOS tanto quanto quelli prodotti dalle sigarette senza escludere le sigarette a vapore soprattutto se usate a media ed alta concentrazione.

I giovani bevono. I giovani fumano. Sull’evidenza di queste abitudini, oltre cultura e non debellate dalla informazione e dal dialogo positivo fra genitore e figlio, cosa dobbiamo aspettarci dall’utilizzazione delle sigarette a vapore o altro, consigliato come alternativa al consumo delle bionde? Il fumo di sigaretta è una delle cause più importanti di morti evitabili nel mondo. Almeno 14 milioni di casi di morbilità sono attribuiti al fumo, come broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattie cardiovascolari, ictus, tumori, e come il consumo spropositato dell’alcol, organi e tessuti rimangono danneggiati permanentemente e i tumori, possono colpire oltre i polmoni, la bocca, il laringe, la vescica, la mammella. Ma non finisce qui. Sembra esistere un certo consenso sui rischi di malattie neuro degenerative creati dal fumo, come la demenza.

Simona Carisi

Tuttavia, finora solo pochi studi, che hanno analizzato l’associazione fumo-demenza, hanno esaminato anche da quanto le persone avevano smesso di fumare. Inoltre, la maggior parte degli studi è stata condotta su popolazioni occidentali; pochi, invece, in Asia. Dal momento che la prevalenza e la distribuzione della demenza tra popolazioni occidentali e asiatiche sono diverse, gli effetti del fumo sul rischio di demenza potrebbero differire a seconda dei gruppi etnici. Sicuramente emerge da studi condotti e  altri studi ancora in corso, che i fumatori che hanno smesso di  fumare per un lungo periodo di tempo potrebbero beneficiare di una riduzione del rischio. Per questi motivi, i fumatori dovrebbero essere incoraggiati a smettere, soprattutto nelle popolazioni più anziane, già soggette al rischio di demenza.

Un miliardo di fumatori, per un totale di 6mila miliardi di sigarette e 6,5 chili di tabacco a testa ogni anno. Le statistiche relative al fumo sono impressionanti. E i numeri, purtroppo, sono in costante aumento. Non solo, nei paesi del terzo mondo, dal 1970 il consumo di tabacco è cresciuto del 67%, ma anche in tutto il mondo industrializzato. Una vera e propria emergenza sanitaria, se si pensa che l’ Oms: Organizzazione Mondiale della Sanità, ha rilevato che il 12% delle morti nel mondo tra gli adulti over 30 sono attribuibili al tabacco.

Nel 2004 sono morte 4 milioni di persone a causa del tabacco. Più o meno, una vittima ogni sei secondi. L’OMS ha indetto la giornata dell’astensione nei confronti del fumo per almeno 24 ore per stimolare i fumatori a pensare quanto danno provochi il tabagismo e indurli alla riflessione che non fumare potrebbe essere una nuova buona vita senza il rischio di malattie invalidanti, disabilità, morte, malattie lunghe e dolorose. Io mi sono sempre chiesta se davvero durante la “Giornata Mondiale Contro il Fumo”, i fumatori smettano  di fumare per un giorno. La volontà è tutta la nostra storia attorno al fumo di sigaretta, non c è dubbio, ma sembra che nella stragrande maggioranza degli individui domini invece la “cattiva volontà”, che non fa percepire i reali rischi a cui si va incontro a causa del tabagismo per poi  trovarsi di fronte ad una strada senza uscita e ad un pentimento che non troverà più pace.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *