“Noi non dimentichiamo”. E Porto Empedocle diventa palcoscenico di legalità e di antimafia

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Gli alunni delle scuole “Falcone-Borsellino” e “Livatino” scelgono un tema di Carnevale sicuramente non canonico, e nel cuore della vecchia Marina sfilano magistrati, poliziotti, giudici, giornalisti, preti vittime di Cosa Nostra. 

Da teatro di spietate guerre di mafia negli anni Novanta a palcoscenico di legalità e di antimafia.

A Porto Empedocle, nella centrale via Roma, sotto l’occhio attento del Commissario Montalbano che osserva ogni giorno lo “struscio” nel cuore della vecchia Marina, questa mattina hanno sfilato magistrati, poliziotti, giudici, giornalisti, preti vittime di Cosa Nostra per aver combattuto o cercato di estirpare la mala pianta della organizzazione malavitosa che ancora avvolge pezzi della Sicilia, della sua imprenditoria, della politica, dei colletti bianchi.

Una sfilata tra due ali di folla. Personaggi interpretati dai bambini della classe IV A del plesso “Falcone Borsellino” dell’I.C. “Livatino” di Porto Empedocle. Proprio per restare in tema con la denominazione del plesso e dell’Istituzione scolastica gli alunni guidati dall’insegnante Mariuccia Bruccoleri hanno scelto l’edizione 2018 del Carnevale empedoclino per lanciare un chiaro messaggio a tutti: “Per non dimenticare”. Ed allora da Piazza Kennedy al Palasport Hamel hanno compiuto più di cento passi Peppino Impastato, don Pino Puglisi, Mario Francese, Emanuela Loi, Vito Schifani, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, con in mano la sua inseparabile agenda rossa, la cui sparizione è ancora avvolta in un mistero, poliziotti, carabinieri, sindaci che hanno combattuto la Piovra, ognuno nei rispettivi ruoli sociali.

Un tema di Carnevale sicuramente non canonico, che ha superato i clichè delle maschere burlone, che ha colpito soprattutto gli anziani che nelle giornate assolate sorseggiano un caffè nei tanti bar della centrale via Roma. Molti di questi hanno ancora in mente le scene da far west “vero” e non carnascialesco che hanno caratterizzato la Vigata cara a Camilleri nel cuore degli anni Novanta, per via di una faida tra le famiglie mafiose di Cosa Nostra e gli Stiddari. Questi stessi anziani oggi sicuramente hanno respirato un anticipo di aria primaverile, grazie alla freschezza dei volti e dei sorrisi degli alunni dell’istituto diretto dal Preside Claudio Argento.

Una bella pagina di “buona scuola”, quella dai messaggi chiari e diretti, coraggiosi e precisi, si è scritta oggi all’ombra della torre Carlo V, con il sottofondo di colonne sonore diventate ormai icone dell’impegno antimafia, come “Pensa” e “I cento passi”.

Nella sfilata, animata dai bambini di scuola dell’infanzia e primaria dei plessi “Falcone Borsellino” e “Montessori” e degli alunni della media “Vivaldi”, tra i vari costumi che rievocavano i buoni frutti della terra e del mare ed i  cibi sani, oggi Porto Empedocle ha messo in strada il volto bello e genuino della cittadina marinara, per la soddisfazione della sindaca Ida Carmina che nel suo saluto ai docenti, familiari ed alunni ha sottolineato il messaggio di legalità e di antimafia partita proprio oggi dal vecchio Molo di Girgenti.

 

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