“Non abbiamo bisogno di eroi ma, semplicemente, di persone oneste”

da | 21 Mag 21

Settimana della Legalità. Ieri l’Istituto Comprensivo “Ambrogio Lorenzetti” di Sovicille Siena) ha dedicato una intera giornata, coordinata dalla Professoressa Marinella Milanese, al ricordo delle vittime di mafia. Ospiti, in collegamento, Caterina Chinnici, europarlamentare, magistrato e scrittrice, e Gaetano Savatteri, scrittore e giornalista (dei loro interventi daremo conto in altri articoli),pubblichiamo oggi quello della Preside dell’Istituto Maria Giovanna Galvagno. 

Maria Giovanna Galvagno. Preside Istituto “Lorenzetti” Sovicille (Siena)

“Rivolgo un caloroso benvenuto a tutti gli intervenuti, alle autorità civili e militari presenti e agli insegnanti che hanno collaborato attivamente alla realizzazione di questa iniziativa.

Ringrazio il Dott. Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, per avere accolto il nostro invito e per il contributo qualificato che porterà al dibattito di oggi.

Un saluto e un ringraziamento di cuore va alla Dottoressa Caterina Chinnici, che ha avuto la forza di trasformare il grande dolore che ha colpito la sua famiglia in una straordinaria energia civile, facendosi, in questi anni, testimone di “legalità” nel senso più autentico.

E permettetemi di rivolgere un saluto caloroso, e un ringraziamento speciale, ai miei ragazzi, che sono i veri protagonisti di questa iniziativa.

Siamo qui per fare memoria dei tragici eventi, che hanno segnato la recente storia italiana, inferendo una profonda ferita allo Stato democratico. Io appartengo a quella generazione di italiani, e di siciliani, che portano ancora impresse nella memoria e negli occhi, come un tatuaggio indelebile, le terribili immagini dell’attentato di via Pipitone, di Capaci, così come quelle, altrettanto sconvolgenti, di via D’Amelio. I nomi, i volti, gli esempi di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino sono indissolubilmente legati dal comune impegno e dai valori che, insieme, hanno testimoniato e dalla coraggiosa battaglia, per la legalità e la democrazia, che hanno combattuto, affidando a tutti noi il compito di proseguirla.

E desidero che, neanche per un attimo, nel ricordo, venga collocato in secondo piano il martirio degli altri servitori dello Stato e degli agenti di scorta che persero la vita insieme a loro.

E a questo ricordo intendo unire quello di tutte le vittime delle mafie, che rimangono nel cuore e nella coscienza di tutti noi.

Fare memoria però non è soltanto un omaggio doveroso a donne e uomini di grande valore. La memoria di uomini come Chinnici, Falcone, Borsellino, deve essere un tutt’uno con l’impegno quotidiano di ciascuno di noi. Non possiamo rinunciare, non potete rinunciare ad essere costruttori di una società migliore.

Nel nostro fotomomontaggio l’Istituto “Lorenzetti”, Caterina Chinnici e Gaetano Savatteri

E mi rivolgo soprattutto a voi, care ragazze e cari ragazzi. Dopo di me la coordinatrice del progetto, la Prof.ssa Milanese, illustrerà il lavoro che avete svolto, ma voglio ringraziarvi personalmente e a nome dell’Istituto Comprensivo “A. Lorenzetti”, che mi pregio di rappresentare, per essere qui presenti, attenti e coinvolti sul tema della legalità.

Siamo qui, oggi, proprio per dare il nostro contributo fattivo, affinché la scuola riesca a proporsi come interlocutore credibile e ad essere punto di riferimento nella vostra formazione a 360 gradi.

E mi vengono in mente le parole di Antonino Caponnetto, proprio sul ruolo della scuola: egli affermava che “la mafia teme la scuola più della giustizia, perché la mafia prospera sull’ignoranza della gente sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo cosi mafia e illegalità possono prosperare”.Voi siete, quindi, al centro assoluto della lotta per la legalità.

Alla scuola è affidato questo edificante e delicato compito e ognuno di noi, nessuno escluso, deve lavorare con responsabilità e onestà intellettuale per negare il consenso all’illegalità.

Non abbiamo bisogno di eroi ma, semplicemente, di persone oneste, educate al rispetto delle regole e delle leggi. Perché la legalità è anche e, soprattutto, quotidianità; è una questione di scelta: siamo noi a decidere cosa saremo da grandi, siamo noi a scegliere se rispettare le regole o meno.

Questo nostro incontro deve servire a tutti come stimolo alla riflessione e al confronto: a chi ci vuole prevaricare, rispondiamo con il nostro diritto di essere liberi, a chi vuole vilipendiare la legalità, rispondiamo che il rispetto delle regole è la forma più alta di giustizia sociale.

Concludo citando le parole, di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano ma le idee restano, e camminano sulle gambe di altri uomini e altre donne”. E Noi vogliamo e dobbiamo essere quegli uomini e quelle donne”.

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