“Noi liberi dalle mafie”

da | 23 Mag 21

L’incontro con Caterina Chinnici e Gaetano Savatteri degli studenti e dei docenti dell’Istituto “Lorenzetti” di Sovicille (Siena)

Nel nostro fotomontaggio Caterina Chinnici, Gaetano Savatteri e l’Istituto “Lorenzetti”

”Si sa che le organizzazioni mafiose non sono soltanto un fenomeno locale, non più ormai da lungo tempo, ma è importante che di questo ci sia percezione anche là dove il problema non è endemico e rimane forse più sottotraccia, perchè senza percezione non può esserci reazione sociale, né prevenzione.

Così Caterina Chinnici, magistrato, scrittrice, europarlamentare, nell’incontro con gli studenti e docenti dell’Istituto Comprensivo “Ambrogio Lorenzetti” di Sovicille (Siena), organizzato nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della “Settimana della Legalità”

“È stato bellissimo ritrovare stamattina – scrive Caterina Chinnici sul suo profilo facebook – questa sensibilità nell’incontro “Noi liberi dalle mafie” promosso dall’Istituto Comprensivo “Lorenzetti” di Sovicille-Chiusdino-Monticiano, del quale sono stata ospite con il giornalista Gaetano Savatteri e con esponenti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Nelle parole e negli elaborati audiovisivi dei ragazzi toscani oggi una dimostrazione di quanto fertile e solida sia l’eredità morale lasciata da chi, in un periodo storico già lontano, ha sacrificato la propria vita per combattere le mafie e difendere la tenuta democratica del Paese. In questa battaglia i giovani e la loro istruzione rappresentano l’autentica prima linea: straordinario il lavoro fatto dagli studenti del “Lorenzetti” sotto la guida del loro gruppo docente, un lavoro per costruire consapevolezza e cultura della legalità, che è cultura del rispetto, dei diritti, della libertà. Grazie per questa bella giornata”.

Marinella Milanese, docente referente del progetto

Numerose le domande dei ragazzi, sulla sua vita privata e da magistrato, sull’ attività che svolge come parlamentare e sul libro che ha scritto “ E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte” per raccontare suo padre, il giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia, e schiette le risposte da lei date. Profonda e piena di significato la risposta data ad uno studente che le ha chiesto se avesse perdonato chi le ha portato via il padre. “Il Perdono – ha detto – è una scelta personale. Il rancore avrebbe continuato a farmi essere vittima. Io sono libera” .

Di grande attualità il tema dell’ identità culturale di cui ha parlato Gaetano Savatteri rispondendo, tra le altre, alla domanda di uno studente della classe III E della Secondaria di Monticiano: “Sappiamo che lei è nato a Milano, città in cui ha vissuto per dodici anni, finché la sua famiglia è ritornata in Sicilia. Come ha vissuto questo trasferimento proprio nell’età dell’adolescenza? Questo suo “venire da fuori” ha in qualche modo condizionato le sue scelte di vita e quelle professionali? ”

“L’identità culturale – ha spiegato Savatteri – non è e non può essere un concetto fisso ma dinamico, in quanto è in continua evoluzione, si nutre e si trasforma continuamente in relazione ai contesti in cui si vive. Un ragazzo di genitori marocchini che nasce in Italia, qui vive e studia e parla benissimo la nostra lingua, perché non può definirsi italiano? Cosa gli serve per dire di essere italiano? Gli adolescenti stranieri di seconda generazione sono integrati e sentono la società italiana simile alla propria. Tuttavia loro sono sottoposti ad un processo che determina una lacerazione dell’Io, diviso tra istanze culturali e affettive in conflitto: quella dei genitori e quella del Paese d’arrivo. Il problema dell’ identità culturale è uno dei temi importanti da dover affrontare nei prossimi anni”.

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