Nicolò Giangreco, quando un Maestro ti fa amare la scuola

di | 11 Giu 21

Storie. Nicolò Giangreco, insieme a tanti altri suoi colleghi, è stato un importante protagonista della storia della scuola elementare di Racalmuto, negli anni in cui in quella scuola insegnava anche Leonardo Sciascia, che lo volle tra i correttori di bozza della rivista “Galleria”, della quale lo scrittore era direttore 

Il prof. Giangreco (primo a sinistra) con i colleghi Calogero Savatteri ed Eugenio Messana

Il prof. Giangreco (primo a sinistra) con i colleghi Calogero Savatteri ed Eugenio Messana

Aveva 89 anni quando il Maestro Nicolò Giangreco se ne è andato. E’ stato, insieme a tanti altri suoi colleghi, un importante protagonista della storia della scuola elementare di Racalmuto. Quella scuola dove Leonardo Sciascia insegnò per diversi anni e che ispirò le sue “Cronache scolastiche”.

Nicolò Giangreco apparteneva a quella formidabile squadra di insegnanti che, a partire dagli anni Sessanta, hanno formato intere generazioni di studenti. Erano ancora gli anni del “maestro unico“, la riforma della scuola elementare che inserirà il modulo con più maestri nella stessa classe arriverà molti anni dopo.

Erano anche anni difficili, con classi numerosissime e con pochissimi sussidi didattici a disposizione. In Italia la percentuale di analfabeti era ancora altissima, e, soprattutto nel meridione, terra di emigrazione, non tutti i genitori avevano la possibilità di seguire i figli nel processo di apprendimento.

Il Prof. Nicolò Giangreco

“La miseria è il fattore che, più di altri, non consente alla scuola di essere efficace” –  scriveva Sciascia nelle sue “cronache” –  ragazzi che vengono fuori da un ambiente inconcepibile, tagliato fuori da ogni sviluppo…lo studio ritenuto pressoché inutile non fosse per quelle quattro parole da dover inviare a casa quando si è soldati o per quella licenza necessaria per arruolarsi…” . Era, in estrema sintesi, questo il contesto sociale in cui operavano gli insegnanti di quel tempo, e non solo a Racalmuto, nonostante tutto quei maestri hanno decisamente lasciato, come in tanti in seguito testimonieranno, un’impronta indelebile nell’educazione dei loro alunni.

Nicolò Giangreco è sempre stato un autentico campione della didattica, quando spiegava affascinava letteralmente i suoi alunni. Insuperabile, poi, nell’insegnamento della matematica, che ha avuto la grande capacità di far digerire, e bene, anche a quanti avevano un rapporto non proprio idilliaco con questa disciplina. Compresi i tantissimi studenti di scuola superiore, e universitari, ai quali dava lezioni private.

Grande amico e collega di Leonardo Sciascia, Giangreco parlava sempre con discrezione di questa amicizia, raccontando di tanto in tanto, con il garbo e la simpatia che lo contraddistinguevano, qualche aneddoto. E pochi sanno che di Sciascia fu un prezioso collaboratore. Lo scrittore lo volle, infatti, tra i correttori di bozza della rivista “Galleria”, della quale in quegli anni era direttore.

Tra i tanti,  un ricordo personale. Sono stato alunno del Maestro Giangreco in seconda elementare. E allora, come ancora oggi del resto, avevo un rapporto molto tormentato con la matematica. Ma lui riuscì a fare di me un autentico campione delle tabelline, che è quanto dire nella seconda classe delle elementari. E tale sono rimasto. Oggi, nonostante la mia età, ho la presunzione di affermare che in questo campo resto imbattibile.

Caro Maestro Giangreco, oggi la nostra “storia” l’abbiamo voluto dedicare a lei, sicuri che chi leggerà coglierà tutto l’affetto e la stima che da sempre accompagnano il suo ricordo, certi anche di interpretare l’unanime sentimento di quanti l’hanno ammirata e apprezzata in tanti anni di lavoro, a cominciare dai suoi tantissimi alunni, che sempre potranno dire: abbiamo avuto il privilegio di essere stati allievi del Maestro Giangreco. E ne siamo orgogliosi.

 

 

 

4 Commenti

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    Racalmuto ha perso anche l’ultimo dei galantuomini nati nei difficili ma generosi anni venti… Qualcuno se ne e’ andato davvero prematuramente, qualcuno soltanto un po’ dopo, chi tanto tempo dopo, in eta’ matura, altri ancora in rispettabile eta’ avanzata…. Se ne sono andati via tutti,e mi auguro siano andati in un posto migliore di quello che hanno lasciato.
    Amici tra di loro, molti accomunati dalle poltrone e dal fumo del “Circolo Unione”: Lillo Fuca’,Fofo’ Farrauto, Nicolo’ Macaluso, Lillo Savatteri, Lillo Castiglione e ora, Nicolo’ Giangreco…; li ho citati in ordine di scomparsa, se la memoria non mi inganna, e mi scuso se ho omesso qualche nome…: il mio personale ricordo di ciascuno di loro e la mia naturale inclinazione ad abbandonarmi alle emozioni possono avermi giocato brutti scherzi. Nicolo’ Giangreco, “Nicu” per gli amici, “lu pressuri”, con la dovuta grande riverenza, per lo stuolo di tutti quei ragazzi che lo avevano avuto come maestro di scuola o come bravissimo e paziente impartitore di lezioni private di matematica. E forse non e’ un caso che le sue esequie si siano tenute proprio oggi, a Racalmuto, nella ricorrenza dell’anniversario della scomparsa di un altro dei suoi grandi amici, l’indimenticabile Nana’. Ciao, “pressu'”.

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    Grazie a Malgrado tutto per avermi fatto ritrovare il volto del mio giovane professore, una delle persone più importanti della mia vita.
    Laura Sciascia

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      Caro Egidio, grazie per avere riproposto il profilo di mio suocero. Hai avuto belle parole per una persona specialissima a cui io ho voluto molto bene.

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    Grazie Egidio per questo bellissimo ricordo di mio padre. Bello anche il commento di Laura Sciascia che, come te,lo ha conosciuto da giovane. Sono felice perché mi accorgo che la sua memoria ha un posto di riguardo nei ricordi di molte persone

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