Nicola Cino, l’artigiano dei cannoli e dei taralli ad Hamilton

di | 5 Apr 21

HAMILTON IN LINEA Da ragazzo, prima di emigrare in Canada, aveva lavorato nell’antica Pasticceria Taibi di Racalmuto. Se ne è andato lo scorso 31 marzo. Il ricordo del nipote Charles Criminisi: “Accese in me anche la passione per la cultura”

Nicola Cino, da giovane a Raacalmuto

Mio zio Nicola Cino è venuto a mancare il 31 marzo scorso ad Hamilton. Era un artigiano ed un amante della sua cultura. Era uno dei tre fratelli di mia madre Grazia. Lei lo aveva incoraggiato a venire in Canada da Racalmuto nel 1964, quando aveva appena 17 anni. Arrivò insieme al fratello Santo e vennero a vivere da noi per alcuni anni ,quando io ero ancora piccolo. Ai miei occhi di bambino quesiti zii apparivano come qualcosa di molto diverso da ciò a cui ero abituato. Si vestivano in un modo che non avevo mai visto, si comportavano in una maniera assolutamente non canadese, si lavavano persino il viso con dei gesti che mi sembravano molto particolari. Era come se qualcuno ,arrivato un altro pianeta, fosse atterrato in casa nostra. La mia giovane mente impressionabile captava tutte queste sensazioni e ne restava affascinata.

Nicola e suo fratello Salvatore avevano iniziato a lavorare da piccoli nel Bar di Taibi a Racalmuto in Sicilia, dove si preparavano e si servivano delle prelibatezze siciliane quali gli squisiti cannoli e la cassata. Vennero qui per sfuggire ad una situazione economica difficile, perché i loro genitori erano poveri, ma l’esperienza che avevano fatto gli servì per dar l’avvio ad una lunga carriera piena di gioie e successo.

A seguito del loro arrivo in Canada (Salvatore giunse nel 1973) ciascuno di loro mise su la propria pasticceria; Nicola, in particolare riuscì a collocare la propria pasticceria Sicilia in uno dei grossi quartieri di Hamilton, a Barton e Sherman. La sua attività, rinomata in tutta la zona, attirava la clientela anche dagli USA per comprare le sue delizie. Con la moglie Lina e le figlie Vincenza e Serafina riuscì a creare un mondo ricco di prodotti artigianali, fatti esattamente nel modo che aveva appreso e con quei procedimenti lenti che andavano svanendo velocemente nella società di massa del nostro mondo moderno , sempre più automatizzato. Era quello che potremmo definire un vero artigiano, nel vero senso della parola. Non accettò mai di scendere a compromessi nella scelta degli ingredienti o nei metodi di cottura. Rimase fermo e risoluto lungo tutta la carriera che si era scelto. Un Maestro!

I cannoli di Nicola Cino

La sua maestria e dedizione non erano rivolte soltanto al lavoro ma le adoperava con egual cura nel conservare il suo patrimonio culturale. Molto di tutto ciò è rimasto impresso anche in me. La passione che ho per il mio patrimonio culturale Italiano e siciliano è profonda. Mio zio Nicola è responsabile di aver acceso per primo la fiamma nel mio cuore e nella mia anima. Alcuni dei miei primissimi ricordi d’infanzia mi riportano una scena: lui che accompagna me e mia sorella al PLayhouse cinema, proprio all’angolo della sua pasticceria. Lì abbiamo visto molti spaghetti – western di Sergio Leone così come le commedie musicali di Bobby Solo. Alla fine della strada in cui si trovava la pasticceria “Sicilia”, c’era il Forum, un’arena da Hockey che a volte ospitava anche concerti. Lì ho assistito alle performance di molti giovani e famosi cantanti italiani, tra cui Rita Pavone.

E poi… la musica: mio zio conosceva ogni nuova canzone non appena appariva al Festival di Sanremo…ne abbiamo cantate tante insieme… le sue preferite erano quelle di Gianni Morandi. Essere parte di tutto quello che ho descritto è stato, per un bimbo nato in Canada, un risveglio culturale.

In seguito è iniziata la “Grande avventura” che ha influenzato tutta la mia vita. Nell’estate del 1970, quando io avevo 10 anni e mia sorella Lucy 9, mio zio Nicola ci portò in Italia per tre mesi. Aveva appena 23 anni. Mi chiedo quanta fiducia i miei genitori riponessero in lui da permettergli di portarci con se in un viaggio così lungo e lontano da loro! Non mi rendevo conto di ciò a quell’età, ma poi ho capito che amore e fiducia incondizionata sono molto potenti e possono avere un effetto meraviglioso su coloro che ne beneficiano.

Per tre gloriosi mesi sperimentammo di persona il luogo in cui erano nati i nostri genitori, incontrammo i nostri nonni materni e una quantità enorme di parenti che neanche sapevamo di avere. Viaggiammo nelle più belle città del Sud Italia e gustammo tutto ciò che di buono questa terra meravigliosa avesse da offrirci. Lo zio ci incoraggiò a parlare ed imparare l’Italiano durante tutto il nostro soggiorno. Io mi ci misi d’impegno, iniziando a leggere i quotidiani in italiano per migliorare le mie abilità linguistiche. Fui così ossessionato da questa cosa che iniziai a dare il tormento a mio zio finché non capitolò e mi compro un enorme e pesantissimo dizionario Zanichelli che, fino all’avvento di Google traduttore, ho continuato ad usare con regolarità. Ancora oggi occupa un posto d’onore nella mia libreria. Nell’arco dei miei 60 anni e più ho fatto diversi viaggi in Italia ed in Sicilia. Durante ciascuno di questi viaggi ho ripensato e spesso ridiscusso di questo viaggio particolare con chiunque si prestasse all’ascolto. Che grande dono! Che benedizione da parte di uno zio per i suoi nipoti!

Oggi dell’ Italia amo la musica, il cinema, l’arte, la letteratura, il cibo ed i viaggi! Questa è una delle costanti della mia vita e mi ha sostenuto in tutti questi anni. La mia passione oggi brucia forte e sicura, ma la prima scintilla di quella fiamma è stato Nicola. Grazie Zio.

Traduzione di Adele Maria Troisi

Nicola Cino, da giovane ad Hamilton, a casa della sorella Grazia

My uncle Nicola Cino died March 31 in Hamilton. He was an artisan and lover of his culture.

He was one of my mother’s Grazia three brothers. She sponsored him to come to Canada from Racalmuto in 1964 when he was in his 17th year. Arriving with his brother Santo, they came to live with us for a number of years when I was a young child. To my young eyes, ears, nose and brain they were something very different than I was accustomed to. They dressed in a way I’d never seen before, acted in a distinctly non-Canadian way, even washed their faces in a manner that seemed very peculiar to me. It was as if someone had come from another planet and landed in our house. My impressionable young mind took this all in and was intrigued.

Nicola and his brother Salvatore had worked from a very young age at Taibi in Racalmuto, Sicily, a café that made and served delicious Sicilian delicacies such as cannoli and cassata. They went to work out of necessity as their parents were poor, but the experience left them with a lifelong career filled with success and joy. Upon their respective arrivals in Canada (Salvatore came in 1973) each of them established their own “Pasticceria” with Nicola’s being Sicilia Bakery located in one of the great Italian neighbourhoods in Hamilton, Barton & Sherman. His business was famous throughout the area and people came from as far away as the United States to buy his delicious treats. With his wife Lina and daughters Vincenza and Serafina he created a world filled with artisanal goods made in the way he had learned and using methods that are quickly dying out in today’s fast paced, mass produced, automated modern world. He was a true artisan in the purest sense of that word. He never compromised on his ingredients or baking methods. He was stubborn and resolute in the pursuit of his chosen career. A master.

His mastery and drive were not only devoted to his work but extended to his heritage and culture. Much of this rubbed off on me. The passion I presently have for my Italian / Sicilian heritage and culture is deep. My Uncle Nicola is responsible for igniting its first flame in my heart and soul. Some of my earliest memories are of him taking my sister and I to see Italian films at The Playhouse Cinema just around the corner from his bakery. There we saw many films including Sergio Leone’s spaghetti westerns as well as the lighter films of Bobby Solo. Down the street from Sicilia Bakery was The Forum, a hockey arena that sometimes transformed itself into a concert venue, where we saw young Italian singing stars such as Rita Pavone. And the music…he knew every new song as soon as it came out at the annual Sanremo festival…signing along to many of them…his favourite being Gianni Morandi. Witnessing this was, for a young kid born in Canada, a cultural awakening.

Then came “the big adventure” that was to have a lasting effect on my life. In the summer of 1970, when I was 10 and my sister Lucy was almost 9, Zio Nicola took us to Italy for 3 months. He was only 23. What trust and faith our parents had in him to take us for that long and so far away from them? I didn’t appreciate it then but have come to fully realize that love, trust and faith are very powerful and can have a wonderful impact on those that receive their benefits. For three glorious months we got to see first-hand the place of our parents’ birth, met our maternal grandparents and a host of relations we didn’t even know we had, traveled to many of the grand cities of Southern Italy, and tasted all that this wonderous place had to offer. Our uncle encouraged us to speak and learn Italian while we were there. I took this to heart and started to read Italian newspapers to improve my language skills. I became so obsessed with this that I harassed and bothered Zio Nicola until he relented and bought me a very large, very heavy Zanichelli dictionary which, until the dawn of Google Translate, I used regularly, and which still has a place of honour on my bookshelf. I have travelled Italy including Sicily many times in my 60 plus years. On each one of those visits I have thought about, and often discussed, that trip with whomever would indulge me. What a gift. What a blessing for an uncle to give to his niece and nephew!

Today I love Italian music, cinema, literature, art, food and travel. This is one of the great constants of my life and has sustained me all these years. My passion burns warm and steady. But the first flicker of that flame was Nicola.

Grazie Zio

7 Commenti

  1. Giovanni Mantione

    Gran belle parole calogero

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    • Giuseppa Schillaci

      Sentite condoglianze a tutta la famiglia. Dalla famiglia Sole Calogero,,,,Lillo ai scritto delle belle parole,,,

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      • Charles

        Grazie Giuseppa

        Rispondi
      • Sam and Lora Mattina

        A beautiful tribute to your Zio ❤️Heartfelt condolences to you all.

        Rispondi
    • Charles

      Grazie Giovanni

      Rispondi
  2. Claudio Andreis

    Sentite condoglianze a tutta la Famiglia

    Rispondi
    • Charles

      Grazie Claudio

      Rispondi

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