Nelle case degli scrittori del cuore

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La casa di Alessandro Manzoni, a Milano, e quella di Racalmuto, in cui dal 1923 al 1959 abitò Leonardo Sciascia

Nella foto la Casa Manzoni di Milano e CasaSciascia a Racalmuto

Trovo in una libreria Le case dei miei scrittori, della francese Èvelyne Bloch-Dano, in Italia pubblicato da add. Ad attrarmi l’aggettivo possessivo “miei”, segno che l’autrice non intende descrivere le case in cui hanno vissuto, o abitato per qualche tempo, scrittori e scrittrici celebri, ma quelle dei suoi autori preferiti, che le hanno arricchito la vita. Così, sfogliando il volume , laddove è possibile ritroviamo, nella loro intimità, George Sand e Allan Poe, Èmile Zola e Charles Dickens, Friedrich Nietzsche e Jules Verne. Chi legge i libri e impara ad amare coloro che li hanno scritti, non può invidiare Èvelyne Bloch-Dano per essere riuscita a rintracciare e visitare le dimore dove i suoi idoli hanno trascorso il loro tempo, costruendo i propri libri, leggendo quelli degli altri, conversando con gli amici, giocando con i loro bambini, oziando in giardino.

Matteo Collura

Nel mio piccolo, anch’io ho cercato di farlo, ma non sempre le case degli scrittori hanno saputo parlarmi di loro, aggiungendo quel di più di intimo che l’ambiente domestico non manca di suggerire. Il più delle volte mi sono trovato a visitare dei musei, più che delle abitazioni. Musei zeppi di oggetti che nelle intenzioni dei curatori avrebbero dovuto accrescere  la suggestione dei visitatori. Mi spiego con un paio di esempi: la casa di Alessandro Manzoni, a Milano, e quella di Racalmuto, in cui dal 1923 al 1959 abitò Leonardo Sciascia.

Nella prima, la cameretta dove l’autore dei Promessi sposi morì, è stata lasciata così com’era in quel momento, ed è grande l’emozione che si prova visitandola.

Nella seconda, appena messa a disposizione del pubblico dall’attuale proprietario, è come se si respirasse l’aria di quando Sciascia vi abitava con la famiglia, i nonni paterni, le zie, la moglie, le figlie. La casa di un paese siciliano povero, in cui un ragazzetto, prima, e un giovane dopo, fecero arrivare i libri di Montaigne e di Voltaire.

da Il Messaggero del 19 gennaio 2020

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One Response to Nelle case degli scrittori del cuore

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    Salvatore Venezia Rispondi

    20/01/2020 a 23:34

    Interessante riflessione sulle case e i luoghi di scrittori a Milano e a Racalmuto così distanti così diversi ma così importanti per i tempi trascorsi e dedicati alla scrittura.

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