Nato a Grotte, residente a Racalmuto: Felice Cavallaro è già cittadino di Regalpetra

di | 13 Dic 17

UNITI INDIVISIBILI, VICINI E IRRAGGIUNGIBILI.  Felice Cavallaro spiega perchè l’unione tra i due Comuni già esiste. Sicuramente nei suoi ricordi, come in quelli di molti altri. Grotte e Racalmuto prima tappa della Strada degli Scrittori

Nato a Grotte, residente a Racalmuto. Madre alla Scintilia, padre alla Noce. Nel cuore l’abbeveratoio della prima contrada e i pini del secondo buen retiro.

Pasqua a Grotte, festa del Monte a Racalmuto

Pasqua a Grotte, festa del Monte a Racalmuto nel nostro collage fotografico

Dichiaro subito generalità e coordinate topografiche perché subito si capisca come abbia sempre considerato un unico indissolubile luogo i due paesi, i due territori incatenati a doppia mandata nella memoria. Da quando mia madre raccontava delle corse in bici avanti indietro, lungo quei pochi chilometri, fatte da mio padre per raggiungerla a Grotte dove la conquistò portandola a Racalmuto. Ma a Grotte tornando quando dovevo nascere io. A casa della nonna materna. Su un tavolone della cucina. Come usava allora. Con la famigliola rientrata dopo venti giorni nella casetta a due passi dalla Madonna del Monte. E lì sgranai gli occhi di bimbo spaventato davanti ai cavalli affannati sulla scalinata. Come li spalancai sul Calvario del Venerdì Santo a Grotte soffrendo per Cristo davanti ai luccichii delle spade, assordato dagli ottoni.

La festa del Monte di Racalmuto e la Pasqua grottese nel nostro fotomontaggio

La festa del Monte di Racalmuto e la Pasqua grottese nel nostro fotomontaggio

Andate e ritorni di una vita. Avanti indietro per feste e vacanze, pranzi e mercanti in fiera fra parenti e amici, da una campagna all’altra, fra istantanee che miscelano qualità e debolezze, bisogni e ristrettezze, sorrisi e dolori che non lasciano spazio alla traccia di un confine, di una demarcazione, di una trincea. Convinto piuttosto della necessità di dovere miscelare sempre di più quello spirito intraprendente di commercianti che tornavano a Grotte da India e Cina già quarant’anni fa insieme con la sapienza dei concittadini di Sciascia, esperti in chiacchiere e letteratura, svelandone spesso lo scrittore un’arbitraria superbia.

Con questi ricordi, da nativo grottese, poi cittadino onorario ed infine racalmutese residente, non posso associarmi a chi contrasta l’ipotesi di una unione fra i due Comuni. Pur comprendendo la diffidenza nell’operazione, anche nello stesso cambio del nome che, in memoria di Sciascia e diciamolo pure sfruttandone il marchio d’origine, non potrebbe non chiamarsi Regalpetra.

Felice Cavallaro, ideatore del progetto "La Strada degli Scrittori"

Felice Cavallaro, ideatore del progetto “La Strada degli Scrittori”

Capisco. Cambiare nome può sembrare roba da latitanti. E’ scelta spesso riservata a criminali in fuga. Ovvero ad eroi costretti a sfuggire a ritorsioni o nemici subdoli. Legittimo il dubbio di chi rivendica identità. Ma qui nulla di tutto questo è in discussione. Prevalendo una scelta, direi obbligata, anche e soprattutto per raccogliere le esigue forze delle due comunità provando a resistere alle tempeste in corso. Voluto ogni riferimento alle finanze, alle casse vuote, ai precari, ai servizi che non si riesce ad assicurare mentre le imposizioni tributarie debordano oltre misura. Senza rinunciare alla storia dei campanili, alla memoria, all’identità di ognuno di noi, urge fare fronte comune costruendo una comune cassa, ancor prima di un unico municipio.

Ed è questo il tema da affrontare, come correttamente auspicano in tanti. Forse cominciando ancor prima del referendum prospettato dall’ex sindaco di Racalmuto Lillo Sardo con le assemblee indicate dal suo successore Lillo Bongiorno, ma tenendo conto di quella graduatoria di ragioni che renderebbe necessaria la scelta, così come l’ha stilata da Siena Salvatore Filippo Vitello, il procuratore della Repubblica che al primo posto non a caso piazza l’economia. Condivido e mi compiaccio scoprendo che, come me, il procuratore è nato a Grotte, guardando credo con altrettanto trasporto ad una Racalmuto che per me coincide con il buen retiro della contrada dove Sciascia scriveva. Tappa fondamentale di una Strada degli scrittori immaginata pensando non a un campanile, ma a un’area dove prevalgono le convergenze, fuori da ogni trincea, da ogni orticello.

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Felice Cavallaro L'OPINIONE di FELICE CAVALLARO. Giornalista e scrittore. Interventi, articoli e riflessioni di un inviato da prima pagina.

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