“Morfologie del mito”, le opere di Stefano Lo Cicero al Museo Archeologico di Agrigento

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Sarà inaugurata il prossimo 12 dicembre al Museo Archeologico Regionale  “Pietro Griffo” di Agrigento la mostra  “Morfologie del mito” Stefano Lo Cicero. Metalli e marmi. La mostra è curata da Giuseppe Cipolla. Pubblichiamo la presentazione di Gabriella Costantino, Direttrice del Museo Archeologico.

MORFOLOGIE DEL MITO per cs

La mostra “Morfologie del mito” Stefano Lo Cicero. Metalli e marmi nasce in occasione della celebrazione degli ottanta anni del maestro Stefano Lo Cicero, poliedrico artista palermitano protagonista della scultura siciliana del Secondo Novecento. Nato a Palermo nel 1934, negli anni cinquanta inizia a dipingere un figurativo accademico, ma presto diviene preminente l’impulso di dedicarsi ad una pittura informale di ricerca finché approda a nuove forme di espressioni più avvertite dove l’impianto cromatico enuncia atmosfere dense di visioni fantastiche e neo-metafisiche.Frequenta l’ambiente artistico della sua città ed è sempre presente nelle varie manifestazioni di pittura e di poesia dove si fa notare per la sua spiccata versatilità e, impegnato in più fronti, partecipa a varie rassegne d’arte.

Gabriella Costantino

Gabriella Costantino

Nel 1965 esordisce a Palermo con la sua prima mostra personale che dà avvio a tante altre mostre, allargando così il raggio espositivo oltre l’isola. Negli anni settanta incontra Pedro Portugal, pittore boliviano che vive in Francia, artista di indiscussa personalità, che viene ad esporre a Palermo. È un incontro proficuo per lo scambio delle esperienze maturate da entrambi e di opinioni sull’arte contemporanea. Insieme all’artista boliviano ed in collaborazione con altri artisti e critici, Lo Cicero ha l’opportunità di esporre le sue opere, con mostre personali itineranti in alcune città della Francia e in Rassegne Internazionali e mostre collettive anche in alcune città della Bolivia.

Nel 1971 inaugura il suo Centro d’Arte “Lo Scoglio” alla presenza di autorevoli critici d’arte, con una esposizione di opere sue e del pittore Alfredo Avitabile di Napoli. In seguito lo stesso Centro d’Arte ospiterà in permanenza le sue ultime produzioni, unitamente ad opere di altri noti artisti, per una selezionata cerchia di collezionisti ed estimatori. Nel 1974, in occasione di un gemellaggio avvenuto a Firenze, tra artisti siciliani e toscani, ha modo di intrattenersi con Ruggero Orlando, Renato Guttuso, Leonardo Sciascia ed altri prestigiosi esponenti della cultura. Dagli anni ottanta al duemila espone dipinti e sculture in varie città italiane (Viterbo, Livorno, Brescia, Genova, Arezzo, Milano), in alcune  francesi (Paris, Nice, Nantes, Angers, La Rochelle, Cholet, Montecarlo) e in alcune tedesche (Köln, Düsseldorf, München, Frankfurt). In quegli anni è preda di una inspiegabile crisi che lo tiene lontano da Palermo e gli impedisce di presentare nella sua città natale le sue opere pur restando forte, in lui, il desiderio di proporsi agli estimatori ed ai cultori d’arte.

Giuseppe Cipolla

Giuseppe Cipolla

Nel 2004 la Fondazione Sicilia gli organizza una importante rassegna antologica a Palazzo Branciforti a Palermo, mostra che segna il ritrovato legame con la sua terra e la riscoperta della sua vasta produzione. L’evento Morfologie del Mito si pone quale momento di riflessione critica, con particolare attenzione ai suoi ultimi lavori inediti, tra cui marmi e una serie di metalli lavorati a caldo e a freddo e incentrati sul tema delle metamorfosi.

La mostra, curata da Giuseppe Cipolla, storico dell’arte e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, sarà ospitata presso la prestigiosa sede del Museo Archeologico “P. Griffo” di Agrigento  (Sala Lizzi, ex Coro della Chiesa di San Nicola) dove saranno esposti fino al 18 gennaio 2015 circa quaranta sculture in marmo e metallo. In continuità con l’attività espositiva del Museo, che negli ultimi anni ha volutamente sondato quell’area del Secondo Novecento siciliano poco nota, come nel caso delle mostre di  Salvatore Cipolla e Leonardo Fisco nel 2010, la scelta di omaggiare Stefano Lo Cicero, poliedrico artista palermitano, rappresenta un proseguimento di tale ricerca in questo ambito che potremmo definire, nell’ottica di una visione storicizzabile, non tanto “Arte contemporanea” ma bensì quasi un “Terzo Novecento” ancora da scoprire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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