Montevago, torna fruibile la zona archeologica della Villa Romana

di | 19 Giu 21

Entro l’estate sarà restituita ai visitatori. In corso i lavori di riqualificazione del sito

Montevago, Zona Archeologica

Da anni si trovava in stato di abbandono, ma entro  l’estate la zona archeologica della Villa Romana di Montevago tornerà fruibile grazie ad un progetto di riqualificazione del sito e delle aree limitrofe. La spessa  prevista per l’intervento è di 100mila euro interamente a carico del bilancio comunale,

Nel sito archeologico – spiega il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo –  si trovano i resti di una villa rustica romana risalente secondo gli esperti al II secolo a.C. ed era funzionale allo sfruttamento del territorio circostante per la produzione di cereali. L’area, situata sotto il costone tufaceo che sovrasta la media Valle del Belìce – aggiunge il sindaco di Montevago – è stata scavata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento a partire dal 1988.  Oltre alla riqualificazione del sito, il comune di Montevago, in collaborazione con il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, porterà avanti progetti di agricoltura didattica: sono già stati impiantanti un vigneto e un uliveto che si aggiungono alle piante di fichi d’india, limoni e altri frutti già presenti nella zona archeologica”.

Il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo

“L’intervento  di riqualificazione del sito archeologico e del percorso ludico-sportivo nell’area di sua pertinenza – sottolinea inoltre  il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – assume una marcata valenza urbanistica e ha una duplice finalità: da una parte vuole intervenire prettamente in chiave di riqualificazione di un’area urbana, dall’altra vuole rispondere ad un’esigenza concreta da parte di cittadini, visitatori, turisti di poter fruire del sito archeologico da anni abbandonato. I nostri obiettivi sono la salvaguardia, il decoro, la messa in sicurezza e la fruizione pubblica di uno dei siti archeologici del territorio della Valle del Belìce”.

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