Metti una sera d’estate con Nanà FOTO





EVENTI. In una sera d’estate, in una campagna di Racalmuto, torna Leonardo Sciascia per un’intervista impossibile, a trent’anni dalla morte. Un gioco letterario, scritto da Gaetano Savatteri (in collaborazione con Gigi Restivo e Giovanni Taglialavoro). E interpretata, con affetto e passione, da Ignazio Marchese e Gigi Restivo. Venerando Bellomo ci racconta le sue impressioni. Angelo Pitrone ha fotograto un evento irripetibile

Nella prima metà degli anni Settanta del novecento, andava in onda una trasmissione radiofonica,  sul secondo canale della RAI, dal titolo Le interviste impossibili, dove persone di cultura contemporanei intervistavano personaggi noti appartenenti ad un’altra epoca: fantasmi e come tali, privati ormai dell’umana dimensione spazio temporale, che erano in grado non tanto di divinare il futuro, almeno per l’intervistatore, ma di rappresentare quel che loro potevano direttamente osservare.

Un continuum tra passato e presente, che l’assenza del tempo, privava di ogni possibile distinzione cronologica: non più oggi, non più domani, ma ora: eternamente. Ed era davvero bizzarro vedere come i fatti di prima, si ripetevano, mutandone magari gli interpreti o gli elementi di contorno, immutabilmente.

In una libreria,  casualmente in un pomeriggio di vago diporto, senza alcuna precisa idea di cosa cercare, mi imbatto  in un  volumetto scritto da Leonardo Sciascia: Napoleone. Intervista immaginaria.

Una bella edizione su carta pregiata delle Edizioni Henry Beyle. Un libro dalla foggia antica con le pagine attaccate, che poi con pazienza si dovevano tagliare o far rifilare dal tipografo. Un’intervista, com’è nello stesso titolo, immaginaria, frutto quindi della fantasia, risultando improbabile che qualcuno all’epoca avesse potuto intervistare l’imperatore o, in opposto, questi ne avesse rilasciata qualcuna. Ma ciò implica che in ogni caso che l’intervista é naturalmente impossibile, non foss’altro per il fatto che non può esservi contemporaneità tra l’intervistato e l’intervistatore ovvero per non avere Napoleone rilasciato interviste.

Ed in una sera di fine estate nella sua campagna di Racalmuto, Gaetano Savatteri ha avuto il piacere di intrattenere gli appassionati sciasciani con la messa in scena di un suo scritto: Ce ne ricorderemo di questo pianeta. Intervista impossibile a Leonardo Sciascia. Che paradossalmente diventa l’intervistato di una giornalista (chiaro emerge il riferimento a Marcelle Padovani). Ed ancor più paradossalmente sia l’intervistato che l’intervistatrice hanno la piena consapevolezza che lo scrittore è morto e lui stesso sa che è tale, ma risponde alle domande come se tale fatto fosse marginale: come se la vita, la sua, non si fosse fermata con la morte, ma che vi sia una continuità spazio-temporale che rende possibile allo scrittore di poter continuare nel suo impegno civile. E la sua voce non è più una ragionevole predizione, ma diventa monito, diventa avveramento, se qualcuno ne avesse all’epoca avuto dubbio.

Ed i fatti all’epoca scandagliati dallo scrittore con l’animus del giallista tornano a ripetersi nella loro schematicità che costantemente si ripete come in un  moto perpetuo, nella secolare imperturbabilità dei siciliani. Il sei-settecento che racconta le stesse cose, per gli occhi di chi sa vedere,  di estrema attualità. Attori che recitano la stessa parte con mutata scenografia. E se qualcuno curiosamente mi chiedesse di cosa abbiamo parlato, con estrema serenità risponderei: della vita e della morte, senza passioni, con serenità appunto.

 

FOTO GALLERY di ANGELO PITRONE

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