Medardo Rosso, le copie e la dignità

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Le riflessioni di Alfonso Maurizio Iacono a margine della mostra, a Palazzo Altemps a Roma, dedicata al grande scultore

Alfonso Maurizio Iacono

Sono andato a vedere a Roma, al Palazzo Altemps, la mostra di Medardo Rosso, grande scultore, uno dei miei eroi del non finito. Il tema era la copia, il copiare. Medardo Rosso studiava i modelli antichi, che erano a loro volta delle magnifiche copie, e li “copiava”. Faceva dunque copie delle copie, qualcosa che avrebbe fatto incavolare Platone, per il quale fare la copia di una copia era, come è risaputo, una caduta e un allontanamento dalle purezza delle idee.

Ma che cos’è una copia? Si tratta di un’imitazione così ben riuscita da confondere l’osservatore, il quale non è più in grado di distinguerla dall’originale? Su una confusione del genere fecero notizia molti anni fa i falsi di Modigliani, di cui ora si celebra a Livorno una mostra che intende restituire il maestro alla sua città, ma che ancora non ho avuto il bene di vedere. La copia però non è l’imitazione. Come osservò una volta il grande poeta Coleridge, l’imitazione si distingue dalla copia perché segnala la differenza da ciò a cui somiglia. Ma quelle di Medardo Rosso non sono copie, sono imitazioni e, come tali, segnalano consapevolmente una differenza dalle opere dell’antichità. E, in quanto imitazioni, sono interpretazioni e una interpretazione non può mai essere identica alla cosa interpretata. I bambini che giocano alla guerra e le bambine che fanno le mamme imitano gli adulti, ma non li copiano, per questo imitandoli sono creativi. I bambini sanno che quell’arma portata a tracolla è solo un giocattolo e le bambine sanno altrettanto bene che quella neonata che tengono amorevolmente tra le braccia è solo una bambola. Fanno finta, come si dice, perché fingere in origine non voleva dire ingannare, ma plasmare, formare, creare.

In politica non sappiamo più fare come Medardo Rosso e neanche come i bambini. Non si finge nel senso di formare, ma si finge nel senso di ingannare gli altri e noi stessi. Ci si comporta come il vituperato rapsodo condannato da Platone o come il drammaturgo detestato da Goethe: si ammicca al popolo, se ne saggiano gli umori del momento, si modifica la performance in base a ciò che al popolo piace. In un altro mondo, che non c’è più, l’atteggiamento del rapsodo e del drammaturgo in politica veniva chiamato opportunismo, ma oggi questa parola è stata dimenticata per il semplice fatto che è diventata la regola. Quando non ci sono alternative ferme, coerenti e convinte, ma soprattutto capaci di farci sognare un futuro diverso stando però con i piedi per terra, ammiccando senza alcun principio al popolo, si ottiene il consenso. E lo si ottiene perché chi sente in pericolo la propria dignità e non trova la possibilità di un riscatto, prova rabbia e delusione. Sentendosi snobbato, sottovalutato, cancellato, va a cercare la speranza e il futuro altrove. Ne ha talmente bisogno che è disposto a trovarlo persino in un mondo falso. Di contro, il realismo della sinistra di oggi, che è il risultato del patto con Mefistofele-Neoliberismo, forse può andare bene ad un ceto medio malconcio, un po’ presuntuoso e un po’ perbenista. Ma  esso non è Faust, anche se vuole sentirsi giovane come lui grazie al patto col diavolo. Non ha la capacità di fregare Mefistofele. Invece i lavoratori, gli sfruttati, i disoccupati alla fine preferiscono Mefistofele a un Faust che è una brutta copia del professore di Goethe.

Una brutta copia si distingue da una copia perché fa percepire la differenza dall’originale, ma non come l’imitazione che contiene in sé la creatività, bensì come una cosa malfatta, degenerata, scadente. Per accettare la sfida di Mefistofele e vincerla ci vuole ben altro che una brutta copia di una sinistra che non c’è più. Il riscatto e la dignità si restituiscono non con il realismo di una politica degradata, ma con la realtà di un futuro che è già oggi.

Da Il Tirreno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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