Magalli for president. Uno showman al Quirinale. E se fosse vero?

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QUIRINALE. Il nome del conduttore televisivo Giancarlo Magalli spopola su facebook. “Il Fatto Quotidiano” lancia un sondaggio e lo showman riceve migliaia di consensi. E pian piano lo stesso Magalli comincia a crederci e già si vede tra i corazzieri. Storia di un “caso” mediatico

Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli

Partita come uno scherzo, la candidatura di Giancarlo Magalli al Quirinale sta diventando un fenomeno virale. La pagina di facebook con la proposta di portare il presentatore sul Colle più alto ha già miglia di “mi piace”. E il conduttore Rai è il personaggio più votato al secondo turno del sondaggio de ilfattoquotidiano.it, con 17mila voti, seguito a 6mila voti di distanza da Stefano Rodotà. “Se domattina doveste leggere sui giornali che mi ritiro dal ballottaggio o che regalo i miei voti, non credeteci!”, ha scritto Magalli su facebook.Per qualcuno è uno scherzo, ma il diretto interessato ci crede. Eccome se ci crede. Giancarlo Magalli, infatti, non ha nessuna intenzione di ritirare una sua eventuale candidatura al Quirinale. La campagna mediatica che il suo nome ha innescato con le Quirinarie del Fatto sta avendo effetti inaspettati.

“Mi ha chiamato anche un giornalista de Il Fatto – ha scritto il conduttore televisivo sul suo profilo Facebook – Ha scherzosamente cercato di farmi dire due cose: la prima è che sarei pronto a ritirarmi dal ballottaggio, poi che i miei voti se li potrebbe prendere Rodotà che a me è persona che non dispiace. Ecco, io ho detto di no ad entrambe le proposte, perché sarebbe stato prendere in giro le migliaia di persone che hanno sostenuto questa pazza idea, pur sapendo tutte perfettamente che si tratta solo di un gesto simbolico. Quindi, se domattina doveste leggere sui giornali che mi ritiro dal ballottaggio o che regalo i miei voti, non credeteci!”

Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli

La chiamata del Fatto, in realtà, aveva l’obiettivo di raccogliere le sue impressioni riguardo al risultato ottenuto. Proprio durante quella telefonata, Magalli ha confessato: “Decidessi io voterei per Stefano Rodotà”. Ma poi continua: “Dovrebbero chiedersi gli altri perché i lettori del Fatto hanno scelto me. So che alcuni lo fanno per provocazione, ma tanti voti mi arrivano come attestato di stima, perché sono una persona perbene e, probabilmente, quando si parla di questa politica la parola perbene è più unica che rara. Probabile che non ne possano più”.

Se al primo turno Magalli aveva ottenuto “soltanto” 1.867 voti, contro i 17.367 di Rodotà, la campagna mediatica ha ribaltato il risultato: il volto della Rai sta battendo la concorrenza con oltre 17mila voti, seguito dal giurista a 6mila voti di distanza. Nell’intervista rilasciata al sito on line del Fatto Magalli aveva avvertito che “al Quirinale mi farò i fatti vostri“.

“Io sono stato scelto da tanti amici del web come volto di questa insurrezione sorridente, come ho voluto chiamarla – ha continuato nel post – ma avrebbero potuto scegliere molti altri volti al posto del mio e la protesta sarebbe stata egualmente efficace, perché la faccia da mettere è, sì, importante, ma quelle che contano sono le facce da togliere. La mia faccia è e resta a disposizione di chi vuole usarla per esprimere il suo sdegno, la sua indignazione, ma soprattutto la sua speranza“.

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