Maddalusa. “Quei rifiuti che la soffocano e ne offendono la bellezza”

di | 17 Mag 21

Ieri pulizia straordinaria e volontaria dell’arenile. All’opera i soci del Circolo Rabat e gli operatori delle riserve naturali “Macalube di Aragona” e “Grotta di Sant’Angelo Muxaro”

 Agrigento, domenica di pulizia “straordinaria ieri nel tratto dell’arenile in località Maddalusa. All’opera .i soci del Circolo Rabat e gli operatori delle riserve naturali “Macalube di Aragona” e “Grotta di Sant’Angelo Muxaro”.   .

“E come purtroppo era facilmente intuibile – viene spiegato in una nota del Circolo Rabat – dopo le attività di monitoraggio e classificazione dei rifiuti condotte quindici giorni addietro anche l’operazione di raccolta ha confermato che il pericolo numero uno per le nostre spiagge sono i rifiuti di plastica, una vera e propria invasione di oggetti più o meno integri, di svariate dimensioni e forme, alcuni con evidenza rigettati in spiaggia dal mare, altri scelleratamente abbandonati sul posto dagli incivili.

“E’ per un verso desolante – dice Daniele Gucciardo, presidente del Circolo – dover ripetere sempre le stesse cose a commento della conduzione di queste iniziative che di fatto evidenziano un malcostume ancora troppo diffuso, nonostante sia risaputo che dall’abbandono indiscriminato dei rifiuti derivano danni per l’ambiente che inevitabilmente si ripercuotono sulla salute umana. Dal canto nostro, però, sappiamo che è necessario continuare a diffondere questa consapevolezza e che bisogna farlo non solo a parole ma piuttosto con atti concreti, come trascorrere una mattinata in spiaggia per liberarla dai rifiuti che la soffocano e ne offendono la bellezza”.

Liniziativa di Maddalusa, come tutte quelle che sono state realizzate su tutto il territorio regionale, rientra nel programma della terza edizione di “Sicilia Munnizza Free”, la campagna nazionale messa in campo da Legambiente in Sicilia che quest’anno pone al centro dell’attenzione la pianificazione per lo sviluppo dell’economia circolare nella nostra regione.

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