L’ultimo “custode” del Circolo dei Ddo’

di | 6 Giu 21

Racalmuto, è morto Melino Campanella, il custode del sodalizio amato da Sciascia. Se ne va un altro pezzo di storia del Circolo Unione

Carmelo Campanella (Foto di Salvatore Alfano)

Un altro pezzo di storia del Circolo Unione se n’è andato. Se ne è andato Melino Campanella, l’ultimo custode – nel vero senso della parola – dell’antico Circolo di Racalmuto. Colui il quale, negli ultimi trent’anni, ha aperto e chiuso le porte. Comprava giornali e riviste e si univa alla conversazione dei soci che colmavano il vuoto delle sale con racconti e chiacchiere.

Una figura d’altri tempi per un posto d’altri tempi. Carmelo Campanella era l’essenza del Circolo: si occupava di distribuire i buoni ai soci, contattandoli uno per uno, e sapeva dare alla sede del sodalizio quel decoro cui fa cenno Leonardo Sciascia nelle Parrocchie di Regalpetra. Melino Campanella è stato anche l’amico fidato del presidente del sodalizio Francesco Marchese, dei vari componenti della Deputazione. E di tanti di noi che, giovanissimi, sono stati accolti una ventina di anni fa, nell’ultimo atto della vita di un circolo rimasto ormai luogo di memoria e di storia.

Quando il Circolo Unione di Racalmuto cominciò ad aprire le porte alle iniziative culturali, Melino si rimboccò le maniche, sempre a disposizione nell’organizzazione delle manifestazioni. E lo fece fino a quando la pandemia non ha costretto tutti ad annullare iniziative ed eventi.

Da sinistra: Francesco Marchese, Salvatore Picone, Melino Campanella. (Foto di Pietro Tulumello)

Era consapevole, lui che aveva raccolto le testimonianze dell’ultimo gruppo di soci rimasti, che il Circolo non poteva avere altro futuro se non quello di farsi promotore di manifestazioni socio-culturali. Mantenendo sempre quel decoro e quell’identità che lo ha contraddistinto in più di centottant’anni di storia.

Negli ultimi anni si sentiva affaticato. Ma continuò a stare lì, unendosi alle conversazioni dei pochi rimasti.  II signor Campanella si univa alla conversazione. Ascoltava. Rideva alle fulminanti battute di Guglielmo Schillaci, dopo il consueto caffè pomeridiano col presidente Marchese e con altri più assidui frequentatori del Circolo.

19 dicembre 2020. La Deputazione del Circolo ringrazia Carmelo Campanella per la collaborazione svolta in tanti anni (Foto di Pietro Tulumello)

Capitava spesso di vederlo solo con un libro in mano, nella penombra della piccola biblioteca, ed era sempre lui ad aprire le porte a fotografi e giornalisti, viaggiatori e appassionati che arrivavano fin qui per assaporare il fascino della Sicilia di un tempo. Un fascino che il luogo ancora emana, sempre apprezzato da coloro che arrivano per scoprire quest’angolo di pianeta legato alla letteratura e alle pagine di uno dei più grandi autori del Novecento. Una memoria da mantenere viva, nel ricordo di quanti hanno dato un contributo per farci arrivare e vivere un pezzo di secolo scorso dentro pagine di un libro con tanti personaggi come Melino Campanella.

2 Commenti

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    Una brava persona.
    .i dispiace

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    Bellissimo questo ricordo di Melino. Manca solo un piccolo dettaglio.Melino era anche, per noi frequentatori assidui della ” Noce “,uno dei più anziani che giornalmente si recava nella sua casa della Noce da diverse generazioni. E guarda caso, la loro casa era dirimpetto proprio a quella dello Scrittore Leonardo Sciascia che con i suoi scritti ha immortalato i luoghi del Circolo degli “ddo”, dove Melino è stato testimone degli ultimi trent’anni. Quindi Custode dei luoghi del Circolo e contemporaneamente Custode dei luoghi della Noce tanto cari allo Scrittore.Ciao Melino,riposa in Pace.

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Salvatore Picone PIAZZA REGALPETRA di SALVATORE PICONE. Cronista . L'attualità, la Sicilia come metafora. Storie e microstorie raccontate nella piazza di ieri e di oggi.

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