Lo scherzo del Ministro

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Pianeta Scuola. Esami, quando anche la prof. ha voglia di “babbiare”

Angela Mancuso

Angela Mancuso

C’era una volta, in un paese ricco, libero e democratico, un Ministro dell’Istruzione allegro e buontempone, che decise un giorno, così, di punto in bianco e su due piedi (perché su uno solo perdeva l’equilibrio), di realizzare  una Riforma degli Esami di Stato. Siccome non aveva fatto in tempo ad  attuare la solita illuminante Riforma della Scuola e non sapeva come fare per farsi ricordare dai posteri (quelli dell’ardua sentenza), mise mano alle prove di  Maturità.

“Ma Signor Ministro” dissero gli studenti in coro polifonico “Siamo già ad Ottobre, mancano pochi mesi…”

“Silenzio!” rispose democraticamente il Ministro. “Dovete essere pronti al cambiamento!”

“E in cosa consiste questo cambiamento, Signor Ministro?”

“Per prima cosa cambiano i crediti scolastici. Non saranno più 25 ma 40”

“E quelli degli anni precedenti?”

“Li convertiremo con Youtube converter. Inoltre non dovrete più avere la sufficienza in ogni materia, sarà sufficiente avere la media sufficiente derivante dalla somma sufficiente di tutte le materie non necessariamente tutte sufficienti”

“Viva il cambiamento!” urlò uno studente che di matematica prendeva sempre 4.

“Cambierà anche la prima prova, niente saggio breve”

“Ma Signor Ministro, sono quattro anni che i nostri professori ci fanno esercitare sul saggio breve”

“Bene, adesso vi faranno esercitare su testi espositivi, argomentativi, riflessivi, contemplativi, concessivi, esplicativi. E anche sulla prova INVALSI”

“Va bene, Signor Ministro, c’è altro?”

“Cambierà anche la seconda prova”

“Ma Signor Ministro!”

“Dovete essere pronti al cambiamento. Dunque, al Classico latin-greco; allo Scientifico mate-fisica; all’Alberghiero minestrone di verdure grigliate con polpettine di carne aromatizzata. Però vi tolgo la Terza Prova”

“Grazie, Signor Ministro, com’è umano lei!”

“Prego. Ah, dimenticavo, cambia anche la prova orale”

“No, questo no, la prova orale no!”

“Non comincerete più il colloquio con la tesina. Ci saranno delle buste e…”

“Buste? Che buste? Quali buste? Le buste della spesa? E di che colore? E dentro che ci sarà? Soldi? Quiz? Domande trabocchetto? “

“Niente domande. Dentro le buste i Commissari predisporranno testi, documenti, progetti, esperienze, problemi…Poi voi sceglierete fra tre buste e…”

“Non abbiamo capito”

“Fatevelo spiegare dai vostri professori”

“Anche loro non hanno capito”

“I soliti professori comunisti disfattisti stalinisti che si oppongono al cambiamento!”

“C’è altro, Signor Ministro?”

“Sì, dovrete esporre in forma di elaborato multimediale o di tesina scritta la vostra esperienza di Alternanza Scuola Lavoro, che non si chiama più Alternanza Scuola Lavoro ma Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento. Per gli amici “ciccina”. E poi dovrete rispondere a domande su nozioni di una cosa bellissima che si chiama Cittadinanzecostituzione in base al programma svolto durante l’anno”

“Durante quale anno? Ma se mancano pochissimi mesi. Non abbiamo avuto il tempo…”

Fu allora che il Ministro iniziò a ridere, e ridere, e ridere, tra lo sgomento generale di studenti, docenti, psicologi e psichiatri. E quando finì di ridere, con l’espressione di un angelo appena sceso dal Paradiso, esclamò:

“Su ragazzi, era solo uno scherzo, un babbìo, un gioco innocente.  Ma vi pare possibile che possa io essere così sadico?”

“Ah, allora va bene, Signor Ministro. C’eravamo cascati. Che birboncello! Quasi quasi la mandavamo a…”

“Ma ragazzi!”

“Tutto bene. La perdoniamo. Ma per l’anno prossimo niente scherzi, ok?”

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Angela Mancuso è docente di lettere al Liceo Classsico Linares di Licata

 

 

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One Response to Lo scherzo del Ministro

  1. Lib Rispondi

    23/06/2019 a 11:37

    Geniale!! Bellissima favoletta da raccontare ai nostri nipoti se avremo la fortuna di andare in pensione, (anche questa sarà un’altra bella favoletta)

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