L’ingiusta reclusione degli Italo-Canadesi durante la seconda guerra mondiale

di | 23 Set 21

Hamilton in linea. Il racconto di un periodo buio

Abbiamo già fornito, in altri articoli, una panoramica storica sulla prigionia degli Italo-canadesi durante la Seconda guerra Mondiale. Nel secondo articolo, pubblicato lo scorso 21 giugno, vi abbiamo introdotti alle vite dei prigionieri e delle loro famiglie con particolare riferimento ad uno di loro ( https://www.malgradotuttoweb.it/la-storia-del-calzolaio-imprigionato-durante-la-guerra/ ). In questo articolo esploreremo la storia degli sforzi compiuti per riparare ai torti subiti dagli Italo-canadesi dal Governo canadese durante questo periodo buio della storia della nostra nazione.

Per comprendere il percorso di questi sforzi è importante comprendere l’impatto che la prigionia ebbe sulla psiche degli Italiani dopo la guerra. Prima della seconda guerra mondiale, gli Italiani in Canada avevano iniziato ad emigrare dalla fine dell’800, portando con sè una solida etica del lavoro e la volontà non solo di di creare una vita migliore per se stessi ed i loro figli, ma anche di integrarsi nella vita Canadese. A dispetto delle difficoltà economiche e linguistiche, perseguirono tenacemente gli obiettivi che si erano prefissati al loro arrivo. I progressi compiuti subirono un duro colpo per via della prigionia.

A causa di ciò, molti Italiani svilupparono un atteggiamento paranoico e sospettoso. Ciò in parte è giustificato dalle tattiche usate dal Governo nel sollecitare la gente a spiare ed identificare i compagni italiani che sarebbero stati individuati come nemici stranieri e internati. Per questo motivo i Canadesi di discendenza Italiana cercarono di evitare di attrarre l’attenzione su di sè dopo la guerra e preferirono mescolarsi agli altri e ”non creare problemi”. L’impatto di cui abbiamo parlato sulla loro psiche fu la causa del silenzio su ciò che avevano subito coloro che erano stati imprigionati e dichiarati nemici. Continuarono il corso della loro vita stoicamente e tranquillamente. Solo quando i loro figli e figlie furono cresciuti, istruiti, e raggiunsero il successo e posizioni agiate, finalmente riuscirono ad attuare un cambiamento psicologico. Un gruppo dei membri di queste famiglie decise di rimediare ai torti che i loro genitori avevano subito. Negli anni ‘70 e ‘80 iniziò lentamente a formarsi un movimento e si diffuse rapidamente negli anni ‘90.

La prima volta che il Governo presentò una scusa non ufficiale fu nel 1990, quando l’allora primo ministro Brian Mulroney parlò ad un pranzo ufficiale del congresso di Italo-Canadesi, affermando “Per conto del governo e del popolo canadese, offro una scusa piena e senza riserve per il male fatto ai nostri compagni canadesi di origine italiana durante la seconda guerra mondiale. ”Charles Criminisi era presente a questo evento storico, avendo accompagnato Francesco Zaffiro al pranzo, cosicché ha potuto ascoltare di persona il capo del nostro paese porgere le scuse. E realmente fu un testimone perché , subito dopo che il Primo Ministro fece il discorso di cui si è parlato, Mr Zaffiro, accompagnato da Charles, venne scortato fino all’ingresso della sala banchetti e fu fotografato con Mr. Mulroney . Questa foto è stata in prima pagina su molti quotidiani locali e Nazionali il mattino successivo.

L’atto di scuse di Mulroney è stato un grande gesto, ma tecnicamente non aveva la forza di una legge e non è stata approvata dal Parlamento. Molti nella comunità volevano che si facesse un passo ulteriore che fosse significativo e portasse ad una riparazione. Il Governo si oppose poiché non voleva che si aprissero le porte ai reclami. Questa posizione si è ammorbidita da quando sono iniziate le scuse verso gli altri gruppi etnici per i torti perpetrati contro di loro durante la Guerra: in particolare gli Ucraini ed i Giapponesi.

Durante gli anni ‘90 sono stati intrapresi passi significativi per cercare giustizia, attraverso un atto di scuse e altri mezzi. Sono stati fatti vari tentativi di portare avanti l’azione legale, ( che sono stati respinti per motivi tecnici), incitando il governo a compiere altri passi. Durante il proprio incarico come Presidente Nazionale dell’Ordine dei Figli d’Italia e del Canada, Charles Criminisi ed altri hanno profuso i propri sforzi in questa direzione, formulando un documento in 5 punti con le richieste al Governo, che includeva una richiesta al Parlamento di scuse e di inserimento della vicenda della prigionia nei curricula di storia del Canada. Nell’inverno del 1999, Charles insieme a Nicholas Zaffiro, figlio di Francesco ed altri intrapresero un viaggio verso la nostra capitale Ottawa, dove incontrarono un gruppo di Membri del Parlamento di origine Italiana ed il futuro primo Ministro Paul Martin. L’unico scopo di questo viaggio fu di perorare la causa che il nostro Governo facesse giustizia per quello che era successo durante la seconda Guerra Mondiale. Lasciammo quell’incontro ed altri affini con un senso di speranza. Allo stesso tempo altre organizzazioni in Canada stavano portando avanti campagne simili alla nostra e si fecero diversi accordi per coordinare tutto, cosicché si costituisse un fronte unito.

Nonostante la speranza degli anni ‘90, non accadde nulla. C’è stato un breve periodo durante il mandato del Primo ministro Stephen Harper in cui alcuni dei passi intrapresi sembravano fruttuosi, ma ancora non arrivava il sospirato atto di scuse formali. La fiamma che aveva ruggito ora si era ridotta a poche braci. L’argomento languì, finché una volta ancora negli ultimi anni, riprese vigore. Ma di questo parleremo in un articolo successivo.

Traduzione: Adele Maria Troisi

Charles Criminisi

A Dark Period in Canadian History: The Internment of Italian-Canadians during World War II (third in a five-part series) by Joe Baiardo and Charles Criminisi

In the first segment of this three-part series, we provided a historical overview with regard to the internment of Italian Canadians during the Second World War. That article can be found here.

In the second piece, we took you into the lives of internees and their families with particular focus on one of them. We explored the impact the internment had on these people. This article can be found here.

In this, our third article, we will explore the history of efforts made to right the wrongs perpetrated on Italian Canadians by the Government of Canada during this dark period in our nation’s history.

In order to understand the path of these efforts, it is important to learn something of the impact the internment had on the psyche of Italians after the War. Prior to WWII, Italians had been immigrating to Canada since the latter part of the 1800s, bringing with them a solid work ethic and a willingness to not only make a better life for themselves and their children, but also to assimilate into Canadian life. Notwithstanding economic and linguistic challenges, they persevered and were achieving the goals they had set for themselves in coming here. The progress they had made was dealt a severe blow with the internment. It caused many Italian Canadians to become paranoid and suspicious. Some of this was justified given the tactics used by the Government in soliciting people to spy and identify fellow Italians who would be identified as enemy aliens and / or interned. As such, Canadians of Italian descent did not wish to bring attention to themselves after the War and simply wanted to blend in and “not cause trouble”.

The above noted impact on their psyche caused most of those impacted by the internment and declarations of enemy aliens, to not want to talk about what had happened to them. They carried on the rest of their lives stoically and quietly. It was not until their sons and daughters grew up, became educated, achieved success and power, did the psychological dynamic change. A number of these family members took up the challenge of redressing the wrongs that had been visited upon their parents. A movement started slowly in the 70s and 80s and picked up momentum in the 90s.

The first informal apology by a government official was in 1990 when former Prime Minister Brian Mulroney spoke at a lunch meeting of the National Congress of Italian Canadians, stating “On behalf of the government and the people of Canada, I offer a full and unqualified apology for the wrongs done to our fellow Canadians of Italian origin during World War II.” Charles Criminisi was present at this historic event, having accompanied Francesco Zaffiro to the luncheon so that he could witness first-hand the leader of our country make this apology. He truly was a witness in that, immediately after the Prime Minister made the above noted statement, Mr. Zaffiro, accompanied by Charles, was escorted up to the front of the banquet hall and had his photograph taken with Mr. Mulroney. This photo was on the front page of many of the national and local newspapers the next morning.

Joe Baiardo

Mulroney’s apology was a grand gesture but technically did not have the force of law as it was not made in Parliament. Many in the community wanted to achieve this further step as it would be significant and perhaps lead to redress. The Government was resistant as they did not want to open the floodgates to claims against it. This position softened somewhat as it went through an era of apologies to other ethnic groups for wrongs perpetrated upon them during the War: Japanese and Ukrainians in particular.

Throughout the 1990s significant efforts were undertaken to seek justice via an apology and by other means. This included attempts to bring legal action (which were dismissed on technicalities), lobbying of government, and other steps. During Charles Criminisi’s tenure as National President of the Order Sons of Italy of Canada he and others on the National Executive worked on these efforts, formulating a 5-point package of requests to the Government, which included an apology in Parliament as well as the incorporation of the internment in Canadian history curriculums. In the winter of 1999, Charles together with Nicholas Zaffiro (Francesco’s son) and others travelled to our nation’s capital in Ottawa and met with a group of Members of Parliament of Italian descent as well as future Prime Minister Paul Martin. The sole purpose of this trip was to make the case that the time had come for our Government to make right what had happened in WWII. We came away from this and other similar meetings with a sense of hope. At the same time other organizations in Canada were conducting similar campaigns and efforts were made to coordinate all of these so as to present a united front.

Notwithstanding the hope of the 1990s, not much happened. There was a brief period during the tenure of Prime Minister Stephen Harper in which some token steps were taken but still no formal apology. The fire that had once roared was now reduced to a few embers. The issue languished until it caught fire once again in the last few years. This will be covered in the fourth part of this series.

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