L’importanza dei piatti italiani per i tanti emigrati canadesi

da | 28 Mar 22

Letture. “Il Gusto: la mia vita attraverso il cibo”, di Stanley Tucci

Mentre scrivo questo articolo, ho appena finito di leggere il libro di Stanley Tucci “Il Gusto: la mia vita attraverso il cibo”. Devo ammettere che da molto tempo che non mi gustavo così tanto un libro. Penso che uno dei motivi sia il fatto che Tucci mette insieme due mie passioni, i film e la letteratura, con altre due, il cibo e la cultura italiana. E lo fa in modo molto eloquente ed ironico. Ha un grande senso dell’humour ed anche un meraviglioso stile di scrittura.

Essendo un attore americano di origine calabrese, possiede un’ottica davvero unica: mette insieme storie intriganti sui set dei film, pranzi con altri attori, come Marcello Mastroianni e racconta di nuovo i cibi della sua infanzia. Anche se lui stesso è un personaggio famoso, nel farlo ci mostra come tutto abbia origine da un ambiente semplice con delle forti radici. Ci racconta di come il suo amore per il cibo e la cucina provengano da sua madre che preparava i pasti per suo marito e i tre bambini quasi virtualmente dal nulla, visto che la famiglia aveva mezzi limitati, ma appetito robusto.

Uno degli aspetti positivi di questo libro è il fatto che contiene diverse ricette sue, della madre e di amici: tutto quello che va da un Negroni&Martini, alla pasta con aglio ed olio, agli spaghetti con lenticchie, al Ragù alla bolognese. Sono troppe per farne una lista in così poco spazio, basti dire che questa non è solo un’autobiografia, ma un interessante libro di ricette.

L’unicità del libro di Tucci è che mentre apprendiamo i particolari della sua vita in maniera talvolta divertente, altre molto triste, allo stesso tempo apprezziamo ciò che il cibo ha significato per lui. In qualche modo egli riesce ad intrecciare indissolubilmente la narrazione con la letteratura gastronomica. Mostra di possedere una cultura enciclopedica della storia del cibo. Inoltre, in un modo squisitamente italiano, non accetta compromessi sul modo in cui il cibo e le bevande dovrebbero essere preparati e consumati. Basti dire che non ama le persone che si sbizzarriscono con ricette antiche e consolidate. Nel libro l’autore lamenta anche il fatto che molti grandi ristoranti abbiano chiuso, vittime della globalizzazione e delle catene gastronomiche.

In maniera molto simile al libro di Luzzi, “Le mie due Italie” che ho recensito nella parte precedente di questa serie, Stanley Tucci esplora la propria identità culturale e ci fornisce un contesto più realistico attraverso il racconto della sua vita e del mondo in cui è vissuto. Egli prova a dargli un senso ed una collocazione nelle dinamiche culturali del mondo moderno.

Questo è un libro davvero molto godibile che vi farà ridere e piangere e al tempo stesso vi darà degli insegnamenti. Cosa chiedere di più?

Traduzione: Adele Maria Troisi

My Life Through Food by Stanley Tucci

As I write this article, I have just finished reading Stanley Tucci’s “Taste: My life through food.” I must say that I have not enjoyed a book this much in quite a long time. I think one of the main reasons for that is that Tucci combines two of my passions, film and literature, with two other passions of mine, food and Italian culture. He does so in a very eloquent and often hilarious way. He has a great sense of humor and also a wonderful writing style.

Being an American actor, born of parents of Calabrese descent, He has a very unique perspective. He combines juicy stories of being on film sets, dining with other actors such as Marcelo Mastroianni, and simple retelling of food during

his childhood. In so doing he gives us a sense that, even though he is a famous person, he comes from simple and solid roots. He tells us how his love of food and cooking came from his mother who managed to prepare meals for her husband and three children out of virtually thin air as the family had limited means but great appetites.

One of the bonuses of this book is that he sprinkles it with a number of recipes from his mother, himself and friends: everything from Negroni & Martini drink mixes, to pasta con aglio a olio, spaghetti con lenticchie and Ragout alla Bolognese. There are too many to list in this limited space, suffice it to say that not only is this an autobiography but it is a worthwhile book of recipes.

The unique aspect of Tucci’s book is that we learn of his life in sometimes very funny and other times very sad details while at the same time learning the significance that food has had to him. He somehow seamlessly weaves storytelling with gastronomical literature. He appears to have an encyclopedic knowledge of the history a food. He also, in typical Italian fashion, is uncompromising in how food and drink should be prepared and consumed. Suffice it to say that he is not a fan of people who tried to play around with established recipes. Also, he laments that many great restaurants have closed, victims to globalization and chain eateries.

Very much like the Luzzi book, “My Two Italies” that I reviewed as part of this series, Stanley Tucci explores his cultural identity and provides context for it in the greater reality of his life and the world in which he has lived. He attempts to make sense of it and his place in the dynamic of culture in the modern world.

This is a book that is very enjoyable, makes you laugh and cry, and teaches at the same time. What more can we ask?

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Archivi


Facebook


Articoli Recenti: Malgrado Tutto Web

Ai nostri lettori

Ai nostri lettori

Ristrutturazione del sito. Da oggi, 4 agosto, sospendiamo la pubblicazione di nuovi articoli, la riprenderemo quando l’intervento di restyling sarà definitivamente completato

L’Estate di Regalpetra

L’Estate di Regalpetra

Racalmuto, le iniziative culturali organizzate dalla Fondazione Sciascia con il patrocinio del Comune

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Bianca Bianchi ed Elettra Pollastrini

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

Benito Cacciato, dopo trent’anni dall’ultimo libro, pubblica il suo nuovo romanzo “Iaco”, uno spaccato della Sicilia dell’entroterra tra gli anni ‘70 e ‘80. «Non ci vedo più, ma la memoria mi si è fatta sottile e precisa»

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

Ieri la cerimonia di consegna al Tempio di Giunone