L’Europa tra storia, presente e futuro. Pandemia Covid e Programmazione

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L’Italia, tra stanziamenti e prestiti, il maggiore Paese beneficiario. Ma deve rispettare delle condizioni

Olindo Terrana

Il documento “Un’Europa più ambiziosa” del 16 Luglio 2019 di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, individua “sei tematiche ambiziose per l’Europa per i prossimi cinque anni” in modo che la stessa possa “guidare la transizione verso un pianeta in salute e un nuovo mondo digitale. Ma per farlo deve unire le persone e adeguare la nostra economia sociale di mercato unica alle nuove ambizioni dell’epoca attuale.”

Le tematiche da perseguire per conseguire tali lungimiranti obiettivi sono:

  • Un Green Deal europeo: finalizzato ad un’Europa che si adoperi per diventare il primo continente a impatto climatico zero attraverso una diversa strategia di crescita imperniata su un’economia moderna in cui nel 2050 non vi siano emissioni di gas a effetto serra, una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse e una più attenta e completa attenzione verso le persone e i luoghi dell’UE;
  • Un’economia che lavora per le persone: per conseguire l’equità sociale e la prosperità rafforzando le PMI che sono la struttura portante dell’economia dell’UE e completando l’Unione dei mercati dei capitali;
  • Un’Europa pronta per l’era digitale: per far cogliere a tutti i cittadini e le imprese le maggiori opportunità derivanti dalla nuova generazione di tecnologie e contribuendo contemporaneamente a raggiungere l’obiettivo, entro il 2050, di un’Europa neutra dal punto di vista climatico;
  • Proteggere il nostro stile di vita europeo: attraverso la tutela dei cittadini e dei valori dell’UE ponendo lo Stato di diritto quale perno centrale di un’Unione che sia all’insegna della parità, della tolleranza e dell’equità sociale ed attraverso un nuovo approccio in materia di migrazioni;
  • Un’Europa più forte nel mondo: rafforzando il ruolo guida dell’UE attraverso il multilateralismo e un ordine mondiale basato su un’Europa quale luogo attraente per le imprese e dove vengono rispettati i più elevati standard di protezione del clima, dell’ambiente e del lavoro;
  • Un nuovo slancio per la democrazia europea: coltivando, proteggendo e rafforzando la democrazia attraverso un approccio congiunto e norme comuni per affrontare problemi quali la disinformazione e l’odio razziale, consolidando il partenariato con il Parlamento europeo, ascoltando la voce dei cittadini e assicurando, ai vari livelli, il loro coinvolgimento in tutte le fasi dei negoziati internazionali e indicendo una conferenza sul futuro dell’Europa che consentirà ai cittadini europei il loro specifico pronunciamento.

A seguito dei danni e della crisi causati dalla pandemia Covid-19 e nel quadro dei positivi e straordinari provvedimenti posti in essere dalla Banca Centrale Europea, è la stessa Von der Leyen, nel “Discorso al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, sul pacchetto dell’UE per la ripresa” del 27 maggio 2020, a riassumere lo sforzo straordinario che compirà l’Unione Europea per la ripresa dai danni causati dalla pandemia e per il rilancio della stessa UE sulla scena mondiale attraverso la proposta del nuovo strumento di ripresa “Next Generation EU” del valore di 750 Mrd di euro, che si aggiunge al Bilancio dell’UE 2021-2027 di circa 1.100 Mrd di euro, ai quali si aggiungono le tre reti di sicurezza per 540 Mrd di euro di prestiti già approvate dal Parlamento, per un totale complessivo di 2.390 Mrd di euro.

Gli obiettivi e le finalità di spesa di “Next Generation EU”, ribattezzato dalla stampa italiana “Recovery Fund”, sono riconducibili a tre macro ambiti:

  • sostegno alla ripresa degli Stati;
  • aiuto agli investimenti privati;
  • prevenzione delle nuove crisi (rafforzando i sistemi sanitari, i programmi per la ricerca ecc.).

In sostanza si tratta di investire, nella realizzazione dell’indirizzo programmatico preannunciato nel documento “Un’Europa più ambiziosa” (16/7/2019), per un’Europa green, digitale e resiliente.

Per assicurare la realizzabilità dei tre obiettivi ognuno di essi è dotato di una serie di strumenti che mettono a disposizione finanziamenti sotto forma di prestiti e di aiuti a fondo perduto.

In particolare 500 miliardi sono destinati a stanziamenti (grants) agli Stati membri e ai loro settori più colpiti dagli effetti del Coronavirus, mentre altri 250 miliardi sono destinati a prestiti (loans).

Il sostegno agli Stati dell’UE è garantito da due strumenti: “Recovery and Resilience” e “React-Eu” e dal rafforzamento di due programmi esistenti quali “Sviluppo rurale” e “Just transition mechanism”, per una transizione verde equa.

“Recovery and Resilience” è lo strumento principale per sostenere la ripresa degli Stati membri e prevede aiuti finanziari per investimenti e riforme finalizzati ad accelerare la ripresa, rendere le economie dei Paesi dell’UE più resilienti e meglio preparate al futuro. La dotazione finanziaria di tale strumento è di 560 Mrd di euro di cui 310 per trasferimenti e 250 per prestiti. I singoli Governi dell’UE, per poter accedere a tale dotazione finanziaria, hanno l’obbligo di presentare dei Piani Nazionali di Ripresa che dovranno essere in linea con gli Obiettivi e le Raccomandazioni specifiche per ogni Paese, con i Piani sull’Energia ed il Clima e con la programmazione dell’UE.

Lo strumento “React-Eu”, che impegna una finanza di 55 Mrd di euro, interverrà attraverso la Politica di coesione e, quindi, attraverso programmi a gestione indiretta, per sostenere aiuti alle Regioni, ai territori, alle città e alle imprese con specifica attenzione verso i settori del turismo e della cultura. I criteri di allocazione delle risorse, pur trovandoci in ambito di Politica di coesione, terranno principalmente conto dell’impatto della crisi determinata da Covid-19.

I principali Paesi beneficiari di questo imponente aiuto finanziario, che per quantità di risorse non ha precedenti nella storia dell’UE, saranno l’Italia con 81,8 Mrd di euro di stanziamenti e 90,9 Mrd di euro di prestiti, la Spagna con 77,3 Mrd di euro di stanziamenti e 63,10 Mrd di euro di prestiti, la Francia con 38,8 Mrd di euro di stanziamenti e 0,00 Mrd di euro di prestiti, la Polonia con 37,7 Mrd di euro di stanziamenti e 26,1 Mrd di euro di prestiti, la Germania con 28,8 Mrd di euro di stanziamenti e 0,00 Mrd di euro di prestiti, la Grecia con 22,6 Mrd di euro di stanziamenti e 9,4 Mrd di euro di prestiti, il Portogallo con 15,6 Mrd di euro di stanziamenti e 10,9 Mrd di euro di prestiti e a seguire tutti gli altri Stati membri con una finanza inferiore ai 10 Mrd di euro per ogni singolo Stato.

Entro questo quadro complessivo di riferimento l’Italia, con il totale di 172,70 Mrd di euro fra stanziamenti e prestiti, è il maggiore Paese UE beneficiario a condizione, però, che rispetti le raccomandazioni poste dalla Commissione e cioè di intervenire all’ammodernamento e all’efficienza del  sistema sanitario per rendere più equilibrato il sistema nel Paese, modernizzando e valorizzando la ricerca ed eliminando gli squilibri territoriali fra le diverse regioni con particolare riguardo a quelle del Mezzogiorno, garantendo al mondo del lavoro un’adeguata protezione dei lavoratori, con particolare riguardo agli atipici e incentivando politiche attive,  rafforzando l’insegnamento e le competenze a distanza e assicurando l’applicazione di misure che forniscono liquidità all’economia reale, promuovendo gli investimenti per la ripresa con riguardo all’energie pulite, alla ricerca e innovazione, ai trasporti pubblici sostenibili, alla gestione dei rifiuti e al rafforzamento dell’infrastrutturazione digitale del Paese e migliorando l’efficienza del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione.

Per la risoluzione di queste raccomandazioni l’Italia è chiamata a elaborare il “Piano per la ripresa” che a seguito dell’approvazione da parte dell’UE, potrà dare il via all’accreditamento delle risorse finanziarie secondo modalità che allo stato odierno non sono ancora stabilite e che, presumibilmente, si avvarranno, in parte, delle procedure finora sperimentate in ambito di programmazione comunitaria e nuove forme procedurali e/o strumentali specifici ancora da stabilire.

A conclusione di questa serie di articoli, desidero ringraziare i lettori che mi hanno seguito e “Malgrado Tutto” che mi ha consentito di informare, se pur per grandi linee e con molte dimenticanze, l’affascinante e complesso mondo delle politiche comunitarie, che per loro carattere e finalità sono sempre in continua evoluzione e, in ragione di ciò, tornerò a parlare di tale percorso evolutivo su questa testata per contribuire a rafforzare il filo di questo nostro discorso.

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Olindo Terrana, architetto e PhD in Pianificazione Urbana e Territoriale, ha svolto attività di consulenza per la Regione Siciliana e per vari Enti locali e Società misto pubblico-private quale Project manager e Direttore di programmi comunitari integrati interterritoriali e transnazionali. Ha insegnato Politiche Urbane e Territoriali e Urbanistica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo e ha scritto libri e saggi sulla pianificazione e programmazione urbana e territoriale.

 

 

 

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