L’Europa tra storia, presente e futuro

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Orientamenti della Unione Europea, al dicembre 2019, per la fase di Programmazione 2021-2027 (9)

Olindo Terrana

Nei precedenti articoli per grandi linee generali, ho affrontato la nascita e l’evoluzione dell’Unione Europea, i valori, gli obiettivi e i settori d’intervento che hanno caratterizzato il modus operandi, le attribuzioni e i suoi Organi decisionali e consultivi, la struttura e la ripartizione del Bilancio finanziario 2014-2020 e i principali caratteri dei Fondi Strutturali.

A partire dal presente articolo affronterò sinteticamente gli orientamenti generali dell’UE per la fase di programmazione 2021-2027 e, in particolare, con il prossimo articolo (10) descriverò le specifiche rubriche del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, e nei successivi articoli parlerò rispettivamente dello stato del processo di attuazione del QFP 2021-2027 al dicembre 2019 (11), della Politica Agricola Comune (12) e della Politica Di Coesione (13) nella fase di programmazione 2021-2027.

In merito agli orientamenti dell’UE per la fase di programmazione 2021-2027 al dicembre 2019, ritengo sia utile partire dal discorso di Juncker “Verso un’Europa migliore – Un’Europa che protegge, che dà forza, che difende” e, ancor più, dal “Libro Bianco della Commissione sul Futuro dell’Europa e sulla via da seguire”, quali riferimenti di orientamento politico sul futuro della nuova UE a 27 e sulle sfide che la stessa affronterà in un contesto internazionale in cui sembrava che l’UE, prima della pandemia da Covid 19, fosse caratterizzata da un nuovo dinamismo economico e finanziario, ma anche dalla necessità di affrontare grandi sfide nel quadro dell’impatto determinatosi dal maggior ricorso alle tecnologie e all’automazione sul mercato del lavoro e sulle imprese e dai fattori demografici che, allo stato odierno, stanno fortemente trasformando le economie e le società, dove la disoccupazione, in particolare quella giovanile, rimane alta in molte parti d’Europa, insieme al divario fra le Regioni e alla tendenza all’invecchiamento della popolazione con la consequenziale necessità di rendere i sistemi previdenziali più moderni (1).

Ma anche a fronte delle notevoli pressioni migratorie, delle minacce per la sicurezza alle porte e all’interno dell’UE, all’espandersi della retorica populista e nazionalista che trova terreno fertile nella mancanza di fiducia della gente, e per rispondere meglio alle loro aspettative e creare maggiore consenso tra gli Stati membri e contenere l’instabilità geopolitica e la messa in discussione di valori e principi consolidati, quali i valori di pace e democrazia, nonché il nostro stile di vita sostenibile anche in rapporto ai cambiamenti climatici e alla sempre più crescente scarsità di risorse in ambito mondiale.

La Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni del 23/10/2018 COM(2018) 800 final stabilisce il “Programma di lavoro della Commissione per il 2019” al fine di “Mantenere le promesse e prepararsi al futuro” riassumendo, per un verso, il percorso attuativo delle 10 priorità della Commissione Juncker incentrate a rilanciare l’occupazione, la crescita e gli investimenti, potenziare l’equità sociale, gestire la migrazione, attenuare le minacce alla sicurezza, sfruttare le opportunità offerte dalla transizione digitale ed energetica, dare all’UE un ruolo più incisivo a livello mondiale e rafforzare la trasparenza e la legittimità democratica e delineando, per altro verso, il quadro delle iniziative finalizzate a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, aumentare il ricorso al voto a maggioranza qualificata e consentire un processo decisionale più efficiente nei settori fondamentali della fiscalità e delle politiche sociali, riflettere sul percorso verso un’Europa sostenibile per il 2030 e preparare il terreno per un nuovo quadro istituzionale per la politica in materia di energia e clima e l’eventuale riforma del trattato Euratom, rafforzare ulteriormente il quadro per lo Stato di diritto del 2014 e delineare le modalità per rendere l’UE più unita, più forte e più democratica in termini di comunicazione.

Tutto ciò nel quadro delle raccomandazioni che la Commissione, a fine aprile 2019, ha formulato per l’agenda strategica dell’UE, per il periodo 2019-2024, che dovrebbe concentrarsi su 5 dimensioni fondamentali: un’Europa che protegge, perché nel mondo di oggi la pace è potere; un’Europa competitiva che investe nelle tecnologie di domani e sostiene le nostre maggiori risorse: il mercato unico, la nostra industria e la nostra moneta comune; un’Europa equa che difende i nostri principi fondamentali in materia di uguaglianza, Stato di diritto e giustizia sociale nel mondo moderno; un’Europa sostenibile che assume la guida dello sviluppo sostenibile e della lotta ai cambiamenti climatici; un’Europa influente, che cerca di proteggere e aggiornare il sistema basato su regole che finora ci sono state utili (2).

Già con l’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 del 2 maggi 2018 la Commissione ha presentato un pacchetto di misure nelle quali è delineata la prossima fase di programmazione che tiene conto oltre che dell’uscita del Regno Unito dall’UE, anche delle nuove esigenze e delle importanti sfide da affrontare, attraverso significative innovazioni nel riparto delle risorse finanziarie. Tale Bilancio, corrispondente all’1,11% del RNL – Reddito nazionale lordo dell’UE a 27, si compone di sette rubriche e in termini di impegni, a prezzi costanti 2018, prevede stanziamenti pari a 1.135 Mrd di euro e 1.279 Mrd di euro a prezzi correnti con previsione di tasso di inflazione annuo del 2%. Tali impegni in termini di pagamenti si traducono in 1.105 Mrd di euro (1,08% del RNL) a prezzi costanti e 1.246 Mrd di euro a prezzi correnti.

In riferimento al Bilancio a prezzi correnti (1.279 Mrd di euro) la ripartizione fra le rubriche con la relativa dotazione finanziaria totale del settennio per rubrica è la seguente:

  1. Mercato unico, innovazione e agenda digitale – 187,370 Mrd di euro;
  2. Coesione e valori – 442,412 Mrd di euro, di cui: coesione economica, sociale e territoriale 373,000 Mrd di euro;
  3. Risorse naturali e ambiente – 378,920 Mrd di euro, di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti 286,195 Mrd di euro;
  4. Migrazione e gestione delle frontiere – 34,902 Mrd di euro;
  5. Sicurezza e difesa – 27,515 Mrd di euro;
  6. Vicinato e resto del mondo – 123,002 Mrd di euro;
  7. Pubblica amministrazione europea – 85,287 Mrd di euro, di cui: spese amministrative delle istituzioni 66,028 Mrd di euro.

In pratica rispetto al precedente bilancio 2014-2020, dove era presente il Regno Unito, si ha un considerevole aumento valutato che il precedente bilancio prevedeva: 959,9 Mrd di euro di impegni e 908,4 miliardi di euro di pagamenti a prezzi costanti 2011 e 1.082,5 Mrd di euro di impegni e 1.023,9 Mrd di euro di pagamenti a prezzi correnti (3).

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NOTE

(1) Il Discorso di J. C. Junker al Parlamento europeo è del 14 settembre 2016 ed è stato approvato dai Leader dei 27 Stati membri dell’UE a Bratislava il 16 settembre 2016. Il Libro Bianco della Commissione Europea sul Futuro dell’Europa e sulla via da seguire è stato pubblicato l’1/3/2017.

(2) Dichiarazione di Sibiu (Romania) del Consiglio Europeo del 9/5/2019 “Riaffermiamo la nostra convinzione che, uniti, siamo più forti, in questo mondo sempre più instabile e complesso. Riconosciamo che è nostra responsabilità, in quanto leader, rendere questa nostra Unione più forte e il nostro futuro più promettente, riconoscendo al contempo la prospettiva europea di altri Stati europei.

Per questo motivo approviamo oggi all’unanimità 10 impegni che ci aiuteranno a tener fede a questa responsabilità:

– Difenderemo un’Europa unita, da est a ovest, da nord a sud. Trent’anni fa milioni di persone hanno combattuto per la libertà e l’unità e hanno abbattuto la cortina di ferro che aveva diviso l’Europa per decenni. Non c’è posto per divisioni che nuocciono al nostro interesse collettivo.

– Resteremo uniti, nel bene e nel male. Daremo prova di reciproca solidarietà nei momenti di bisogno e resteremo sempre compatti. Possiamo parlare con un’unica voce, e lo faremo.

– Cercheremo sempre soluzioni congiunte, ascoltandoci a vicenda in uno spirito di comprensione e rispetto.

– Continueremo a proteggere il nostro stile di vita, la democrazia e lo Stato di diritto. I diritti inalienabili e le libertà fondamentali di tutti gli europei sono stati conquistati a caro prezzo e non li daremo mai per scontati. Difenderemo i nostri comuni valori e i principi sanciti dai trattati.

– Otterremo risultati sulle questioni di maggiore importanza. Sulle questioni che contano, l’Europa continuerà a pensare in grande. Continueremo a prestare orecchio alle preoccupazioni e alle speranze di tutti gli europei, avvicinando l’Unione ai cittadini, e agiremo di conseguenza, con ambizione e determinazione.

– Rispetteremo sempre il principio di equità, che si tratti di mercato del lavoro, assistenza sociale, economia o trasformazione digitale. Ridurremo ulteriormente le disparità esistenti tra di noi e aiuteremo sempre i più vulnerabili in Europa, anteponendo le persone alla politica.

– Ci daremo i mezzi per essere all’altezza delle nostre ambizioni. Doteremo l’Unione degli strumenti necessari per realizzare i suoi obiettivi e portare avanti le sue politiche (….)

– Salvaguarderemo il futuro delle prossime generazioni di europei. Investiremo nei giovani e costruiremo un’Unione pronta ad affrontare il futuro e in grado di rispondere alle sfide più pressanti del XXI secolo.

– Proteggeremo i nostri cittadini e ne garantiremo la sicurezza rafforzando il nostro potere di persuasione e di coercizione e collaborando con i nostri partner internazionali.

– L’Europa sarà un leader mondiale responsabile. Le sfide che siamo chiamati a fronteggiare oggi riguardano tutti noi. Continueremo a lavorare con i nostri partner mondiali per difendere e sviluppare l’ordine internazionale basato su regole, per sfruttare al meglio le nuove opportunità commerciali e per affrontare congiuntamente sfide globali come la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.”

(3) L’uscita del Regno Unito potrebbe determinare un maggiore sforzo finanziario dei 27 Stati membri in quanto tale uscita potrebbe produrre, secondo la Commissione europea, una riduzione nel bilancio annuale dell’UE tra i 10 e i 12 miliardi di euro annui, corrispondente a circa il 10%.

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