L’Europa tra storia, presente e futuro

da | 4 Mag 20

Il Bilancio dell’Unione Europea ( 5 )

Olindo Terrana

L’Unione Europea per finanziare le politiche e i settori d’intervento dei quali si occupa dispone di un bilancio annuale che corrisponde all’1% c.ca del reddito nazionale lordo totale di tutti gli Stati membri nel loro complesso.

Tale bilancio è finanziato sulla base delle cosiddette “risorse proprie” dell’UE che provengono principalmente da: i dazi doganali sui prodotti importati nell’UE, compresi i prelievi agricoli e le multe applicate alle imprese che non rispettano la normativa europea; una parte dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata ai beni e ai servizi in tutta l’UE; i contributi versati dagli Stati membri in funzione della rispettiva ricchezza.

Il bilancio annuale è parte del “Quadro finanziario plurien­nale” che è il bilancio settennale dell’UE elaborato dalla Commissione europea e approvato unanimemente dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Tale bilancio si basa sul principio che le spese devono corrispondere alle entrate e gli stanziamenti per impegni non possono superare l’1,20% del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE. Il Quadro Finanzia­rio Pluriennale per il periodo 2014-2020 è stato deciso nel 2013.

Il bilancio dell’UE sostiene in generale la crescita e la creazione di posti di lavoro e attraverso la Politica di Coesione finanzia gli investimenti per aiutare a superare il divario economico che separa i Paesi e le regioni dell’UE e contribuisce a sviluppare le zone rurali dell’Unione. Parte del bilancio è utilizzata per affrontare efficacemente le sfide poste dalla crisi dei rifugiati e dall’afflusso migratorio e per rafforzare la sicurezza all’interno dei confini europei.

Nel novembre 2014 la Commissione europea ha fissato il suo programma di lavoro attraverso le seguenti “Dieci priorità per l’Europa”:

  1. Nuovo impulso all’occupazione, alla crescita e agli investimenti;
  2. Mercato unico digitale connesso;
  3. Unione energetica resiliente con politiche lungimiranti per il cambiamento climatico;
  4. Mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida;
  5. Unione economica e monetaria più profonda e più equa;
  6. Un accordo realistico e equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti;
  7. Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia;
  8. Una nuova politica della migrazione;
  9. Un ruolo più incisivo a livello mondiale;
  10. Una Unione di cambiamento democratico.

Il Regolamento (UE, EURATOM) N. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 stabilisce il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020 dell’UE, dove sono stabiliti i massimali per la spesa dell’Unione sia per settori specifici e sia nel complesso generale, compresi gli “strumenti speciali” per la Riserva per aiuti d’urgenza, per il Fondo di solidarietà, per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, per la Flessibilità ed i Margini per imprevisti.

Il massimale di spesa in impegni del QFP 2014-2020 è di 959,988 Mrd di euro, mentre quello in pagamenti è di 908,40 Mrd di euro nel corso della sua durata.

Tali importi sono inferiori a quelli del QFP 2007-2013.

La spesa dell’UE per il 2014-2020 è ripartita in sei macro rubriche delle quali i massimali per la spesa sono:

  1. Crescita intelligente e inclusiva, 450,763 Mrd di euro dei quali:

1a. Competitività per la crescita e l’occupazione (sostegno alla ricerca e all’innovazione, investimenti nelle reti transeuropee e sviluppo delle piccole e medie imprese), 125,614 Mrd di euro;

1b. Coesione economica, sociale e territoriale (ridurre le disparità esistenti tra i livelli di sviluppo nelle regioni dell’UE e ampio sostegno alla politica di coesione dell’UE), 325,149 Mrd di euro;

  1. Crescita sostenibile: risorse naturali (politica agricola comune (PAC), politica comune della pesca e azione in materia di ambiente), 373,179 Mrd di euro di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti 277,851 Mrd di euro;
  2. Sicurezza e cittadinanza (azioni legate all’asilo e alla migrazione, iniziative connesse alle frontiere esterne e alla sicurezza interna), 15,686 Mrd di euro;
  3. Ruolo Mondiale dell’Europa (azione dell’UE a livello internazionale, aiuti umanitari e assistenza allo sviluppo. Contiene il Fondo europeo di sviluppo con sostegno finanziario dagli Stati membri), 58,704 Mrd di euro;
  4. Amministrazione, 61,629 Mrd di euro;
  5. Compensazioni, 27,00 Mln di euro (garanzia alla Croazia di non contribuire al bilancio dell’UE più di quanto non ne benefici nel primo anno successivo all’adesione).

Gli Strumenti speciali comprendono:

– Riserva per aiuti d’urgenza per le operazioni umanitarie, di gestione civile delle crisi e di protezione svolte in paesi terzi per far fronte a eventi imprevisti;

– Fondo di solidarietà dell’UE per gli aiuti finanziari in caso di gravi catastrofi in uno Stato membro o in un Paese che ha avviato negoziati di adesione con l’UE;

– Strumento di flessibilità per le esigenze chiaramente individuate che non possono essere finanziate entro i limiti dei massimali del QFP e per un importo annuo max 471 Mln di euro;

– Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per aiuti ai lavoratori in esubero nella ricerca di un nuovo impiego per cause di trasformazioni del commercio mondiale o di crisi finanziaria ed economica mondiale, per un importo annuo max fino a 150 Mln di euro;

– Margine per imprevisti, pari allo 0,03% del reddito nazionale lordo dell’UE di circa 4 Mrd di euro.

Tali importi di previsione sono integralmente compensati fra rubriche o all’interno di una stessa rubrica al fine di lasciare invariato il totale dei massimali annui e la dotazione complessiva di ciascuna rubrica.

Il Regolamento relativo al QFP è stato oggetto di due revisioni. La prima nel 2015 dovuta all’adozione tardiva di programmi dell’UE gestiti congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri, la seconda nel 2017 con l’introduzione di una serie di modifiche nell’ambito della revisione intermedia obbligatoria del QFP.

In riferimento al QFP 2014-2020 il bilancio UE per stanziamenti di impegno per il 2020 ammonta a 140,242 Mrd di euro e ha la seguente ripartizione di spesa:

  • Crescita intelligente ed inclusiva, 69,004 Mrd di euro;

1a.   Competitività per la crescita e l’occupazione, 21,079 Mrd di euro;

1b.  Coesione economica, sociale e territoriale, 47,925 Mrd di euro;

  • Crescita sostenibile: risorse naturali, 50,558 Mrd di euro di cui spese connesse al mercato e

Pagamenti diretti 37,605Mrd di euro;

  • Sicurezza e cittadinanza, 2,469 Mrd di euro;
  • Ruolo Mondiale dell’Europa, 8,794 Mrd di euro;
  • Amministrazione, 9,417 Mrd di euro, di di cui: spesa amministrativa delle istituzioni Mrd

7,590 Mrd di euro;

  • Compensazioni, 0,00 Mln di euro[1].

In riferimento a quanto precedentemente accennato è utile sottolineare che in tale Bilancio sono previsti fra gli Strumenti Speciali di cui al Capo 2 del Regolamento UE N. 1311/2013 la Riserva per aiuti d’urgenza e il Fondo di solidarietà dell’UE.

La Riserva per aiuti d’urgenza è regolata dall’articolo 9 di tale Regolamento ed “è destinata a consentire una risposta rapida alle esigenze di aiuto specifiche dei paesi terzi a seguito di eventi che non potevano essere previsti al momento della formazione del bilancio, in primo luogo per effettuare interventi umanitari ma anche, eventualmente, a fini di gestione civile delle crisi e protezione civile e in situazioni particolarmente difficili dovute alla pressione dei flussi migratori alle frontiere esterne dell’Unione”. Come esplicitato al comma 2 dello stesso articolo l’importo annuo della riserva è di 280 Mln di euro (prezzi 2011) per un importo complessivo di € 1.960 Mln di euro.

Il Fondo di Solidarietà dell’UE è regolato dall’art. 10 del suddetto Regolamento ed “è destinato a consentire un’assistenza finanziaria in caso di catastrofi gravi sul territorio di uno Stato membro o di un paese candidato, come definito nell’atto di base pertinente.” Il massimale d’importo annuo disponibile è di 500 Mln di euro (prezzi 2011). Come esplicitato al comma 2 dello stesso articolo “In casi eccezionali, se le residue risorse finanziarie del Fondo di solidarietà dell’Unione europea disponibili per l’esercizio in cui si verifica la catastrofe, quali definite nell’atto di base pertinente, non sono sufficienti a coprire l’importo dell’intervento ritenuto necessario dal Parlamento europeo e dal Consiglio, la Commissione può proporre di finanziare la differenza attingendo dagli stanziamenti annuali messi a disposizione per l’esercizio successivo”.

[1] Fonte: Regolamento (UE, EURATOM) N. 1311/2013 e www.consilium.europa.eu/it.

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