L’Europa tra storia, presente e futuro

da | 22 Giu 20

La Politica di Coesione nel periodo 2021-2027 (12)

Olindo Terrana

Tra gli obiettivi fondamentali dell’UE vi è quello di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale (art. 3 TUE) e, in particolare, ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni (art. 174 TFUE) e per tali finalità la politica regionale dell’UE è principalmente strutturata nei tre fondi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) destinato a ridurre gli squilibri regionali esistenti nell’UE a favore dello sviluppo e adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo e alla riconversione delle regioni industriali in declino; FC (Fondo di Coesione) finalizzato al finanziamento di progetti in materia di ambiente e di reti transeuropee nel settore delle infrastrutture dei trasporti negli Stati membri con un RNL (Reddito Nazionale Lordo) pro capite inferiore al 90% della media UE; FSE (Fondo Sociale Europeo) orientato alla promozione occupazionale dell’UE, alla mobilità geografica e professionale dei lavoratori e a favorire l’adeguamento alle trasformazioni industriali e ai cambiamenti dei sistemi di produzione attraverso la formazione e la riconversione professionale.

Per il periodo 2021-2027, pre Covid 19, la Proposta di Regolamento recante le disposizioni comuni disciplina i 7 fondi FESR, FC, FSE+, FEAMP, AMIF, ISF e BMVI per aumentare la convergenza economica e sociale, per aiutare tutte le regioni a sfruttare la globalizzazione fornendo loro gli strumenti adeguati per una crescita solida e duratura, per facilitare la gestione di tali fondi, per un maggiore allineamento dei programmi alle priorità dell’UE, per aumentarne la loro efficacia, attraverso un aumento della concentrazione delle risorse su aree prioritarie dell’UE e per determinare maggiori sinergie interfondo nelle strategie di sviluppo urbano e territoriali e con altri importanti strumenti quali la Politica Agricola Comune, il programma per l’innovazione Orizzonte Europa, lo strumento per la mobilità e l’apprendimento Erasmus+ e il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima (1).

A tal fine la nuova Politica di coesione è incentrata su 5 obiettivi strategici al posto degli 11 obiettivi tematici della precedente programmazione:

  1. un’Europa più intelligente, attraverso la promozione di una trasformazione economica intelligente e innovativa;
  2. un’Europa più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi;
  3. un’Europa più connessa, attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale;
  4. un’Europa più sociale, attraverso l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali;
  5. un’Europa più vicina ai cittadini, attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere e delle iniziative locali.

Attraverso tali obiettivi tutte le regioni europee continueranno a beneficiare dei fondi della Politica di coesione secondo la tradizionale suddivisione in regioni meno sviluppate, in transizione e più sviluppate. Il metodo di assegnazione, basato sulla cosiddetta “Formula di Berlino”, resta principalmente imperniato sul PIL pro capite (86%) e su nuovi criteri quali la disoccupazione giovanile e il basso livello di istruzione (15%), i cambiamenti climatici (1%) e l’accoglienza e integrazione dei migranti (3%).

I principali investimenti del FESR e del FC, del quale l’Italia nella programmazione 2014-2020 non ha beneficiato, saranno incentrati sui primi due obiettivi e dovrebbero concorrere a conseguire l’obiettivo di contribuire almeno con il 25% della spesa UE all’azione per il clima.

La frammentazione delle norme nella precedente programmazione ha creato difficoltà alle AdG dei programmi e ai potenziali beneficiari, quali gli imprenditori, dal ricorrere alle fonti di finanziamento, pertanto, la Commissione attraverso “80 misure di semplificazione nella politica di coesione 2021-2027” propone un corpus unico di norme per i 7 fondi UE attuati in regime di gestione concorrente con eventuali disposizioni specifiche sui singoli fondi, quali la diversità nelle impostazioni, nei gruppi target e nelle modalità di attuazione.

Nello specifico la semplificazione riguarda:

  1. Quadro giuridico: più sintetico e unificato, per offrire certezza sin dall’inizio;
  2. Quadro politico: più snello per una programmazione più semplice;
  3. Condizioni: meno requisiti strategici per aumentare l’efficacia della politica;
  4. Programmazione più rapida e strategica: per un avvio semplice e veloce dell’esecuzione;
  5. Strumenti territoriali: progettazione più semplice adattata alle situazioni locali;
  6. Attuazione più agevole: consegna dei risultati più rapida e semplice;
  7. Gestione, controllo e verifica: semplice, proporzionale e altamente affidabile;
  8. Strumenti finanziari (SF): disposizioni meno dettagliate e più semplici;
  9. Monitoraggio e valutazione: segnalazione più frequente e leggera, disposizioni semplificate;
  10. Interreg: unico quadro normativo adeguato al contesto specifico di cooperazione (2).

Questo significativo processo di semplificazione, oltre a facilitare le sinergie fra i vari fondi con altri settori del QFP, per le PMI rende più intellegibile il quadro normativo e più realizzabili i potenziali investimenti con meno trafile burocratiche e attraverso opzioni semplificate in materia di costi quali la non obbligatorietà di presentazione di ogni singola fattura o busta paga e il rimborso sui risultati raggiunti.

La maggiore flessibilità riguarda anche la cosiddetta “Revisione intermedia”, che avrà luogo nel 2024 e porterà ad una sorta di riprogrammazione, nel 2025, attraverso la quale gli Stati membri riesamineranno i programmi, la possibilità di trasferire fondi da una voce prioritaria ad un’altra, entro una soglia massima del 5%, senza necessità di approvazione ufficiale della Commissione e all’attivazione della clausola specifica, in caso di calamità naturali, per mobilitare da subito finanziamenti sull’evento calamitoso e un radicamento più incisivo con i territori, al fine di una migliore gestione delle specifiche esigenze regionali.

A tal fine il rafforzamento della dimensione urbana nella politica di coesione aiuterà la lotta contro l’esclusione e il cambiamento climatico e faciliterà l’integrazione dei migranti nelle città e nelle aree metropolitane, pertanto, per tale ragione il 6% del FESR sarà destinato ad investimenti per lo sviluppo urbano sostenibile a livello nazionale e verrà introdotta l’iniziativa europea “Urban”, un nuovo strumento di cooperazione tra centri urbani, incentrato sull’innovazione e sullo sviluppo delle capacità attinenti alle priorità tematiche dell’agenda urbana per l’UE come, ad esempio, la povertà urbana, l’integrazione dei migranti, l’edilizia abitativa, la qualità dell’aria e la transizione energetica. Verranno, inoltre, sostenute le strategie di viluppo locale, elaborate sotto forma di ITI – Investimenti territoriali integrati e CLLD – Sviluppo locale di tipo partecipativo, per assicurare il cambiamento strutturale e il miglioramento della capacità di innovazione locale.

La Politica di coesione, tramite il FESR, continuerà a sostenere la Cooperazione interregionale e transfrontaliera applicando il valore aggiunto dei programmi Interreg a tutti i programmi della politica di coesione con un maggior accento sulla cooperazione istituzionale e sui servizi pubblici comuni. Attraverso la creazione di nuclei paneuropei per l’innovazione si potranno, inoltre, sviluppare progetti congiunti e con il nuovo strumento “Investimenti interregionali per l’innovazione”, ispirato a “Vanguard” si potranno espandere progetti interregionali finanziabili in settori prioritari come i big data, la bioeconomia, l’efficienza delle risorse, la mobilità interconnessa o la cibersicurezza.

Lo strumento a sostegno della pace e della riconciliazione nell’Irlanda del Nord e nelle sue regioni di confine dell’Irlanda viene riconfermato con PEACE+ e le nove regioni ultraperiferiche continueranno a ricevere un sostegno particolare per fronteggiare le loro specifiche sfide territoriali e per sviluppare la crescita blu, le scienze spaziali e le energie rinnovabili (3).

Le cosiddette “Condizioni abilitanti” sostituiranno le Condizionalità ex ante del precedente periodo di programmazione, con 20 condizioni che riguardano aree tematiche simili a quelle precedenti e quattro condizioni orizzontali (appalti pubblici, aiuti di Stato, applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e Convenzione delle Nazioni Unite sulle persone con disabilità).

Significativa l’introduzione del principio dell’audit unico che determinerà, nei confronti dei beneficiari dei fondi come le PMI ed i piccoli imprenditori, un unico controllo a fronte dei molteplici e spesso scoordinati controlli del periodo precedente, anche se una quota minima di tali controlli verrà concordata tra la Commissione e gli Stati membri.

Ai fini del monitoraggio le relazioni di attuazione annuali saranno sostituite da una revisione annuale, sotto forma di un dialogo politico tra le autorità responsabili del programma e la Commissione e ogni due mesi gli Stati membri trasmetteranno alla Commissione i propri dati relativi all’attuazione che verranno inseriti nella piattaforma Open Data Coesione per essere disponibili a tutti i cittadini.

In merito al “Disimpegno”, infine, va ricordato che è previsto il ritorno alla regola “n + 2” in sostituzione della “n + 3 (4).

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Note:

  • Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo Plus(FSE+), al Fondo di coesione(FC), al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo e migrazione (AMIF), al Fondo per la Sicurezza interna(ISF) e allo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (BMVI).
  • Commissione Europea, “Manuale di Semplificazione – 80 misure di semplificazione nella politica di coesione 2021-2027”, Direzione generale della Politica regionale e urbana, Bruxelles.
  • Le regioni ultraperiferiche sono: Azzorre, Isole Canarie, Guadalupa, Guyana francese, Madeira, Martinica, Mayotte, La Réunion e Saint-Martin)
  • Commissione europea – Scheda informativa sullo Sviluppo regionale e politica di coesione oltre il 2020, Strasburgo, 29 maggio 2018, http://ec.europa.eu/regional_policy/it/2021_2027/

Nota biografica

Olindo Terrana, architetto e PhD in Pianificazione Urbana e Territoriale, ha svolto attività di consulenza per Stati e Organismi internazionali, per la Regione Siciliana e vari Enti locali e Società pubbliche e miste pubblico-private quale Project manager e Direttore di programmi comunitari integrati interterritoriali e transnazionali. Ha insegnato Politiche Urbane e Territoriali e Urbanistica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo e ha scritto numerosi libri e saggi sulla pianificazione e programmazione urbana e territoriale.

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