Leonardo Sciascia torna a Gibellina

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L’Agorà della città intitolata allo scrittore di Racalmuto LE FOTO di Angelo Pitrone

Trentun anni fa Leonardo Sciascia ha ricevuto, in quella sala ora a lui dedicata, la cittadinanza onoraria di Gibellina. E proprio in occasione di quest’anniversario e del cinquantunesimo del terremoto del Belìce, ieri si è svolta una commovente cerimonia dove sono state rievocate le parole di Sciascia.

Con questa intitolazione – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – la città di Gibellina vuole ricordare e ringraziare simbolicamente il grande scrittore e intellettuale che nella sua vita ha intrecciato un forte legame d’amore e d’impegno civile con la città dell’arte contemporanea. Un legame umano e culturale iniziato nel 1970 con il famoso ‘Appello di Solidarietà’, firmato insieme ad altri illustri intellettuali italiani come Renato Guttuso, Cesare Zavattini, Carlo Levi e tanti altri, e poi proseguito nel 1988 a vent’anni dal terremoto quando, nella Sala Agorà, pronunciò l’accorato e commosso discorso ‘Rimemorazione’, un elogio alla rinascita di Gibellina e della Valle Belìce attraverso l’arte e la cultura“.

Alla cerimonia di intitolazione dell’Agorà a Leonardo Sciascia, organizzata dal Comune in collaborazione con il “Coordinamento dei sindaci della Valle del Belìce” e con la “Fondazione Orestiadi”,  hanno fatto gli onori di casa il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera e l’assessore alla Cultura Tanino Bonifacio, con Calogero Pumilia e Francesca Corrao per la “Fondazione Orestiadi”. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Racalmuto e presidente della “Fondazione Sciascia” Emilio Messana, e Felice Cavallaro, consigliere della Fondazione Sciascia e presidente della “Strada degli scrittori”.

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