Leonardo Sciascia, le foto nel cassetto di Angelo Pitrone

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Per lo più inedite, e realizzate tra il 1985 e il 1988, dal 15 marzo sono esposte a Gibellina nella mostra, curata da Salvatore Ferlita, “Quasi vedendosi in uno specchio”.

1986, Leonardo Sciascia riceve a Grotte la cittadinanza onoraria

Le foto, per lo più inedite, sono realizzate tra il 1985 e il 1988, nella casa di Leonardo Sciascia alla Noce, nella campagna di Racalmuto, a Grotte e Agrigento.

Sono foto che Angelo Pitrone ha custodito gelosamente nel suo cassetto per tanti anni e che adesso, a trent’anni dalla scomparsa dello scrittore, vengono per la prima volta esposte al pubblico nella mostra “Quasi vedendosi in uno specchio”a cura di Salvatore Ferlita, che è stata inaugurata il 15 marzo a Gibellina, nello spazio espositivo del M.A.G. (Meeting di Pietro Consagra).

Spesso sono immagini private scattate durante l’estate alla Noce o in occasione di eventi culturali quali l’Efebo d’oro ad Agrigento o il Premio Racalmare di Grotte o l’inaugurazione di una mostra fotografica di Scianna al Centro Culturale Pasolini di Agrigento.

Insieme ad una serie di ritratti dichiarati, in cui Leonardo Sciascia posa nella sua residenza di campagna, ci sono immagini di Sciascia con personaggi e amici, dal fotografo Ferdinando Scianna allo scrittore Manuel Puig, dall’attore Turi Ferro al regista Francesco Rosi, dallo scrittore Matteo Collura all’arciprete di Racalmuto Padre Puma.

Tutto raccontato in 25 foto in bianco e nero di grande formato. Una mostra raffinata per qualità fotografica e di grande importanza artistica e documentaristica, perché racconta con eleganza iconografica la storia di un intellettuale negli aspetti inediti.

L’evento, promosso dall’ Amministrazione Comunale di Gibellina, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Associazione Culturale Mag e con il patrocinio del Comune di Racalmuto e della Fondazione Sciascia, è inserita nel contesto delle celebrazioni di “Rimemorazione” di Leonardo Sciascia a Gibellina, che ha visto già nello scorso gennaio l’intitolazione della Sala Agorà al grande scrittore.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 aprile 2019.

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Angelo Pitrone 

Angelo Pitrone, Foto di Manlio Nocito

 Angelo Pitrone opera ad Agrigento, dove è nato il 5 agosto del 1955. Si occupa di fotografia fin dagli anni Settanta. Gli anni Ottanta rappresentano un periodo di grande movimento ed evoluzione nella sua ricerca. Pubblica un volume sul territorio di Agrigento: Viaggio nella Sicilia di Pirandello, per l’editore fiorentino Vallecchi (1984).

In questi ultimi anni ha cercato un modo nuovo per rappresentare lo spazio, il paesaggio diventerà il soggetto principale della sua ricerca. Nasce così l’album fotografico Palermo Bandita (1997), con un testo di Giuseppe Tornatore. Le immagini di Palermo rappresentano un momento di svolta, di passaggio tematico e di stile della sua fotografia, che si concentra soprattutto sulla Sicilia, terra dove ha scelto di vivere  e di lavorare.

Nel 1998 pubblica Pirandello e i Luoghi del Caos con lo scrittore Matteo Collura sul paesaggio del Caos, esponendo per la prima volta una mostra fotografica nella Casa Natale di Luigi Pirandello.

Con l’inizio del nuovo secolo pubblica due importanti volumi: il primo, Solarium, raccoglie oltre dieci anni di immagini a colori sul paesaggio e sulla costa della Sicilia, per le Edizioni dell’Epos di Palermo; il secondo è il catalogo della mostra che si inaugura al Museo Archeologico di Agrigento nel 2001, L’isola del mito, sui temi essenziali che costituiscono, per l’autore, gli aspetti propri del paesaggio siciliano.

Ancora il paesaggio della Sicilia è il protagonista del libro I luoghi del romanzo, con un testo di Matteo Collura, ripercorrendo con le immagini la Sicilia di Sciascia, di Pirandello e di Tomasi di Lampedusa, edito nel 2004 da Salvatore Sciascia di Caltanissetta. E’ del 2005 la pubblicazione  Linea di terra. Viaggio in Sicilia per treni e stazioni, per la giovane Casa Editrice Linea di passaggio di Palermo. Ed infine nel 2006 ha dato alle stampe per l’Editrice L’Epos un reportage di grande impegno civile sulla condizione degli immigrati in Sicilia: Migranti. E per le Edizioni di Passaggio Viaggio d’acqua, sui porti della Sicilia, con un racconto di Vanessa Ambrosecchio.

Il Museum, museo d’arte contemporanea di Bagheria, diretto da Ezio Pagano, ha pubblicato due importanti cataloghi Migranti e Palermo Cordoba Andata e Ritorno, relativi a due mostre che ha curato in Argentina, rispettivamente, a Mendosa nel 2009, e a Cordoba nel 2011.

Numerose sono state nel corso di questo ultimo quarto di secolo le mostre, personali e collettive, alle quali ha partecipato in Italia ed all’estero. In questa sede corre l’obbligo di ricordare la mostra che  si è svolta a Vézelay nel 2008, presso la Maison Jules-Roy, curata da Edith de la Héronnière sulla Sicilia: I luoghi del romanzo.

Per motivi professionali ha seguito diverse campagne archeologiche in Libia, ed ha illustrato per l’Assessorato Beni Culturali  della Regione Sicilia, dove svolge la sua attività professionale, numerosi cataloghi di tema archeologico, architettonico ed artistico.

Ha insegnato per diversi anni Storia e Tecnica della Fotografia presso la facoltà di Lettere dell’Università di Palermo.

Hanno scritto di lui: Giuseppe Tornatore, Edith de La Héronnière, Matteo Collura, Roberta Valtorta, Diego Mormorio, Giuliana Scimè, Gaetano Savatteri, Andrea Camilleri, Melo Freni, Francesco Calabrese, Maurizio Calvesi, Renato Tomasino, Aldo Gerbino, Enzo Lauretta, Pippo Pappalardo. Sue principali mostre personali a: Grosseto, Milano, Assisi, La Spezia, Palermo, Agrigento, Roma, Mantova, Mendoza, Berlino, Vézèlai, Parigi, Cordoba.

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