Le nostre prime pagine raccontano

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1980/2020 Malgrado tutto… aspettando i quarant’anni

La prima pagina del primo numero di Malgrado tutto (luglio 1980)

Da oggi, e fino al prossimo mese di luglio, un nuovo appuntamento con il nostro giornale. Ogni venerdì vi proporremo le prime pagine della versione cartacea di Malgrado tutto, partendo dal primo numero, stampato nel luglio del 1980, fino all’ultimo pubblicato nel 2012, anno in cui siamo approdati in rete.

Un nuovo appuntamento, dunque, che rientra nell’ambito delle diverse iniziative che stiamo pianificando per festeggiare insieme a tutti i nostri lettori i 40 anni del nostro giornale.

E veniamo adesso al primo primo numero di Malgrado tutto, stampato in ciclostile e uscito l’11 luglio del 1980. In copertina la foto di Leonardo Sciascia, che anticipa un articolo dello scrittore dal titolo L’uomo del sud?, che Sciascia scrisse proprio per quel primo numero del giornale.

Sotto la testata, a mo’ di distico autoironico, le parole di una canzone di Eugenio Bennato: “Ma che sarà, che cosa ti offrirà quest’altra storia, quest’altra novità, l’unico rischio è che sia tutto finto, che sia tutta pubblicità…” 

L’articolo di Leonardo Sciascia

Seguono pagine dedicate alla musica (con un ricordo di Francesco Macaluso, maestro di fisarmonica per tanti ragazzi) con interventi di Domenico Mannella e Piero Macaluso; altre alla politica locale, con le opinioni a confronto di Salvatore Marchese e Salvatore Petruzzella, due amministratori di Racalmuto. Altri articoli sono firmati da Francesco Petruzzella, Gaetano Savatteri, Guido Giudice e una lettera al giornale di Giovanni Salvo. In ultima pagina l’arrivederci ai lettori: “Malgrado tutto… quello che, speriamo, nascerà da questo giornale… Malgrado tutto…. Malgrado tutto… speriamo di poter risvegliare dall’apatia e dall’indifferenza questo paese“.

Di questo primo numero furono stampate circa duecento copie. Oggi è una rarità assoluta.

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One Response to Le nostre prime pagine raccontano

  1. Salvatore Morgante Rispondi

    17/01/2020 a 16:28

    L’uomo del Sud ? Ancora un esempio della diffidenza di Leonardo Sciascia nei confronti di G. Tomasi di Lampedusa e del suo Gattopardo: uno scrittore troppo “nobile” per delineare nella maniera “sciasciana” l’antropologia dell’uomo siciliano. Infatti il contrasto emerge in maniera netta nella riflessione dello scrittore racalmutese: non l’ambiente geografico ma è la storia delle presenze straniere che provvede a modellare nei secoli il profilo de popoli.

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