Le nostre prime pagine raccontano/14

da | 17 Apr 20

1980-2020 Malgrado tutto… aspettando i quarant’anni

Nel mese di gennaio del 1996 arriva ai tanti affezionati lettori di Malgrado tutto (sparsi in tutto il mondo) il primo numero dell’anno. In apertura le affermazioni – definite “incredibili” – del vice presidente della Commissione antimafia Pino Arlacchi che, in un incontro con gli studenti di Racalmuto dichiara di non aver mai “insultato Sciascia”. Sempre in prima un commento sui temi dell’occupazione “Quali prospettive?” firmato da Giovanni Salvo. La fotonotizia riguarda i lavori fermi della costruzione del Palazzetto dello sport: “Per quanto tempo ancora?”. In terza pagina il racconto “Quei luoghi ai piedi dell’inverno” di Rina Tricoli Spalanca. Le pagine interne offrono ancora una volta uno spaccato sulla storia del paese: “Racalmuto nel XVI secolo” è l’articolo di Calogero Taverna.

La prima pagina del numero di maggio è interamente dedicata alle elezioni regionali. “La carica dei 1600” è l’articolo firmato da Felice Cavallaro. Interessante a pagina 2 l’indagine “I tumori nel nostro territorio” curata da Carmela Dulcetta, Giovanni Salvo e Calogero A. Taibi. Mentre nella terza pagina viene pubblicato uno scritto di Gesualdo Bufalino “Sciascia, amateur d’estampes”, pubblicato nella cartella degli “Amici di Sciascia” con una incisione di Domenico Faro. E proprio in occasione di una mostra di Faro a Racalmuto, nel 1986, Sciascia propose l’istituzione di una scuola di incisione da realizzarsi a Racalmuto. L’intervento inedito dello scrittore è stato recuperato da Salvatore Picone e riportato nell’articolo “Una nuova… dimenticata proposta”.

Luglio 1996. In prima pagina la foto di Gesualdo Bufalino mentre legge Malgrado tutto annuncia la tragica scomparsa dello scrittore comisano morto da poco. “Ciao Gesualdo” è il titolo. A pagina 3, in ricordo dello scrittore molto legato al giornale di Racalmuto, viene ripubblicata l’intervista rilasciata da Bufalino ad Egidio Terrana nel 1990: “La mia isolitudine”. Il titolone di apertura è nuovamente dedicato alle elezioni regionali: “L’anomalia siciliana” s’intitola l’articolo di Gaetano Savatteri. Altri articoli sono di Gaetano Restivo, Gigi Restivo, Salvatore Picone, Alfonso Puma, Olindo Terrana, Giovanni Salvo, Sergio Amato, Calogero Terrana.

Nel numero di ottobre in prima pagina un articolo di Giancarlo Macaluso dedicato alla proroga per i giovani impegnati nei progetti ex art. 23 “Articolisti, il grande inganno”. L’editoriale “Mafia e pentiti” è di Francesco La Licata, mentre l’articolo “Aspettando le elezioni” è di Emilio Messana. A pagina 2 un articolo sulla storia della chiesa del Serrone di Giuseppe Nalbone, in terza pagina un ricordo di Gesualdo Bufalino di Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia. Nel paginone interno un intervento su Sciascia di Vittorio Sermonti: “Quel mondo che solo lui poteva vedere”. A pagina 7, l’intervento di Tano Grasso alla presentazione a Racalmuto del libro “Ladri di vita”, scritto con Gaetano Savatteri. Altri interventi e articoli, all’interno del giornale, sono di Calogero Terrana, Liana Tumbiolo, Giovanni Salvo, Melo Freni, Aldo Scimè.

L’ultimo numero dell’anno, del mese di dicembre, segna un punto importante nella storia di Malgrado tutto. Addio alla composizione in linotype. Arriva il computer anche a Racalmuto. Questo cambio di passo arriva quando il giornale segna il traguardo dei primi quindici anni. In prima pagina, infatti, oltre agli articoli “Ma qual è la questione Giustizia?”, di Giovanni Bianconi, e “La strada della morte”, (articolo redazionale), due commenti sui quindici anni del giornale di Egidio Terrana e Gaetano Savatteri.
In terza pagina un articolo di Indro Montanelli dedicato a Leonardo Sciascia: “Il maestro di Regalpetra”. Una testimonianza del grande giornalista sulla biografia di Sciascia scritta da Matteo Collura. Altri articoli sono di Giovanni Salvo, Salvatore Picone, Linda Criminisi, Calogero Messina, Calogero Terrana, Calogero Taverna, Maurizio Chiodo e Calogero Grillo.

1997. In apertura “L’impresa, la mafia e la paura”, di Gigi Restivo, racconta le fiamme che hanno distrutto una falegnameria del paese. Il commento su questo fatto di cronaca è di Giancarlo Macaluso: “Nel paese di Don Abbondio”. La terza pagina è ancora dedicata a Leonardo Sciascia e ospita un intervento di Natale Tedesco: “Il villaggio universale”. Alla “Questione Giustizia” è dedicato il paginone curato da Michele Costa, tra i relatori della presentazione del libro “Il caso Contrada” di Felice Cavallaro. Altri articoli sono di Gaetano Savatteri, Antonio Di Grado, Enzo Siciliano, Angelo Cutaia, Giuseppe Nalbone, Calogero Taverna, Calogero Terrana, Pietro Billone. Anche in questo numero la consueta rubrica “Album di paese” curata da Salvatore Restivo.

Ad aprile la seconda uscita dell’anno. In apertura Giancarlo Macaluso torna ad occuparsi dei lavori ancora fermi del teatro comunale: “Regina Margherita, un’onta per tutti”. L’editoriale “La quiete dopo la tempesta” è di Gaetano Savatteri. Vi si legge, tra l’altro: “C’è qualcosa che ritorna a Racalmuto, la paura. Un’inquietudine già nota… Forse un giorno – ma allora sarà troppo tardi per fermarli – capiremo se piccoli boss crescono, se nuovi gruppi stanno formando alleanze o stanno costruendo potenze”. In terza pagina un articolo di Valentina Fascia dedicato a “Sciascia e la pena di morte”, con un bel ritratto dello scrittore di Ferdinando Scianna. In questo numero anche gli articoli di Giuseppe Nalbone (“Il piccolo Spasimo di Racalmuto”), Linda Criminisi (“Pubblica Assistenza Volontari Riuniti. Nuovo servizio per i cittadini”), Claude Ambroise (“Il grande prisma”), Pietro Amato (“Il maestro di Regalpetra”), Calogero Terrana (“La pittura di Gerlando Meli”), Alfonso Cino (“Leonardo nella… rete”), Giovanni Salvo (“Gli assassini della strada”), Calogero Taverna (“Il nome di Racalmuto”).

Nel mese di luglio in apertura un articolo della redazione dedicato alle elezioni amministrative “Racalmuto torna alle urne”. In fondo pagina “S. Anna: partono i restauri”, di Salvatore Picone, dedicato ai lavori nella chiesa del 1796. In terza pagina il testo di Luisa Adorno che accompagna la cartella di incisioni degli “Amici di Sciascia” con il ritratto di Leonardo Sciascia di Piero Guccione. Il paginone interno è dedicato alla politica locale, con un’intervista di Gigi Restivo al sindaco uscente Salvatore Petrotto. A pagina 6 il primo appuntamento con “Viaggio nella memoria”: “Gli ultimi zolfatari di Regalpetra” di Salvatore Picone, a pagina 7 l’articolo di Biagio Alessi dedicato ai 350 anni dalla scomparsa di Pietro D’Asaro.

L’ultimo numero del ’97 arriva in edicola a novembre. In prima pagina le elezioni amministrative: “Morreale sfida Petrotto” è il titolo dell’articolo di Gigi Restivo. Sempre in prima un intervento di Antonio Di Grado sulla Fondazione Sciascia: “L’utopia educatrice”. In terza pagina viene riproposto, dopo tanti anni, il racconto “Contrada Noce”, in occasione della stampa del volume “Gli amici della Noce”, che raccoglie i sette fascicoli dello stesso titolo pubblicati da Sciardelli. Una pagina di questo numero è dedicata alla musica e ad alcuni tenori di Racalmuto, con un articolo di Calogero Messina dedicato a Franco Calabrese, il ritorno a Racalmuto del tenore Salvatore Puma, raccontato da Salvatore Picone e i concerti in tutt’Europa del chitarrista Dario Macaluso. Per la rubrica “Viaggio nella memoria”, “Gli ultimi mugnai di Racalmuto” di Salvatore Picone e Salvatore Pinò. Altri articoli sono di Giuseppe Nalbone e Calogero Taverna.

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