Le cicatrici dei diritti umani violati sono sempre più profonde

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Ricorre oggi il settantesimo anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Ma la realtà del mondo di oggi è quella di “un mondo senza diritti”.

Il 10 dicembre 1948 l’ Assemblea delle Nazioni Unite proclamò la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” della quale ricorre quest’anno il 70° anniversario.

Pace e sicurezza, sviluppo socio-economico, diritti umani, lotta contro la discriminazione nei confronti delle donne, erano i pilastri su cui si voleva ricostruire il mondo distrutto dalla seconda guerra mondiale. L’umanità intera ha vissuto in questi 70 anni la grande speranza del cambiamento e del rinnovamento su scala mondiale che realizzasse per tutti gli esseri umani e per tutti i popoli della terra i principi e i valori sanciti dalla Dichiarazione. Anno dopo anno purtroppo, da quel lontano 10.12.1948, le illusioni e le speranze hanno lasciato sempre più il posto alla delusione, non essendosi realizzati i contenuti e i valori della “Dichiarazione Universale “, che mai come in questo momento sono necessari per riuscire a costruire una società più giusta, basata sui principi dell’uguaglianza e della solidarietà.

La realtà del mondo di oggi è purtroppo ancora quella di  ”un mondo senza diritti”. Una realtà in cui per tanti bambini il regalo di Natale sarà il nugolo di bombe che verrà sganciato sulla  loro testa e sui loro sogni; per tante donne le carezze di Natale saranno le mani sporche di sangue di chi li frugherà senza rispetto e senza ritegno anche nella loro più intima dignità; per tante famiglie il pranzo di Natale sarà la polvere che saranno costrette a ingoiare nel loro cammino alla ricerca di un approdo in  una terra che li accolga e dia loro e ai loro figli la possibilità di un futuro, se e quando non saranno le onde del mare a seppellire i loro corpi per sempre.

Una realtà in cui le cicatrici dei diritti violati si fanno sempre più gravi e più profonde: per la negazione dei diritti economici, sociali, politici e civili; per la presenza ancora massiccia di arresti arbitrari, torture, pena di morte, apartheid, razzismo, attentati alla vita ed alla integrità fisica,  internamenti psichiatrici. Una realtà in cui non mancano: i Genocidi,  le pulizie etniche, le  esecuzioni sommarie, le scomparse di persone, gli stupri e i massacri di vecchi,donne  e bambini,  e la fame.

Una realtà in cui si diffondono sempre più nuove forme di razzismo, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza e la solidarietà viene sempre meno.

Per celebrare degnamente il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani oggi più che mai urge  riscoprire il senso della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo” nei suoi valori e nei suoi principi di umanità e di convivenza civile che interessi economici, mire espansionistiche e il diffuso egoismo di certe minoranze che hanno, però,  il potere di decidere delle sorti politiche, economiche e sociali, del mondo, sta cercando di smantellare. Non si può non rilevare che quando si parla di diritti umani di norma ci si riferisce a diritti che sono basilari per vivere in pace e in armonia, quali  il diritto alla pace,  il diritto all’uguaglianza, il diritto alla libertà, il diritto alla vita, e la “Dichiarazione Universale” ne cita altre 26, tutti a fondamento del rispetto che sempre va portato alla Persona Umana, senza nessuna discriminazione di razza, di genere, di ideologia, di religione.

La “Dichiarazione Universale dei diritti umani “,  pertanto,  rappresenta ancora,  un traguardo raggiungibile  di crescita e di miglioramento della propria condizione e situazione di vita per tanti popoli e persone. Una speranza fondata che non può andare delusa e che impegna tutti i popoli e tutti i governi del mondo ad adoperarsi perché si realizzi, “considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo” .

 

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