L’aziendalismo nelle università e nelle scuole è il massacro della formazione

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Ecco cosa potrebbe cominciare a fare il nuovo Governo

C’è un altro governo. Una boccata di ossigeno, senza dubbio. I toni sembrano, per fortuna, già cambiati, ma fino al punto che anche a sinistra molti pare abbiano dimenticato d’un colpo che l’attuale capo del governo è la stessa persona che assecondava e appoggiava, nero su bianco, Salvini e che Di Maio, attuale ministro degli esteri, era lì a condividere le non poche nefandezze. Dobbiamo dimenticare? Non dobbiamo eccedere in permalosità? E’ più giusto e sensato applicare il concetto filosofico di epoké, che significa sospensione. Sospendiamo il giudizio. In fondo perfino il grande Paolo di Tarso fu colpito sulla strada di Damasco e divenne uno delle più grandi vette del cristianesimo. Si parva licet, Conte mi ricorda, a dire il vero, Leonard Zelig piuttosto che Paolo di Tarso, comunque tutto dipenderà da ciò che il governo saprà fare e da quali forze economico-sociali sarà influenzato (se non fosse influenzato da nessuno, sarebbe fantastico. Ma, appunto, sto fantasticando e il rinnovo della concessione a Autostrade uccide la mia fantasia).

Alfonso Maurizio Iacono

Molto concretamente potrebbe avviare alcuni interventi programmatici sul piano ambientale e educativo, cominciando a far uscire l’università, la scuola e la sanità (Speranza: nomen omen? Speriamo!) dalla malposta concezione aziendalista oggi dominante e devastante. Per esempio, si potrebbe pensare di dotare le istituzioni pubbliche (scuole, ospedali, atenei ecc.) di acqua disponibile a cui attingere con bottiglie non più di plastica, vietando così l’uso incontrollato, ma molto redditizio, di materiali che inquinano. Mi rendo conto che così si disturbano notevoli interessi, ma costringere le aziende (quelle vere) a modificare i loro sistemi produttivi, producendo bottiglie con altri materiali, non è poi chiedere la luna. Al contrario sarebbe un modo di far prevalere il bene pubblico e ambientale.

Alcuni lo stanno facendo o ci stanno provando. Si comincia a vietare l’uso di bottigliette di plastica in determinati luoghi (Rosignano, Livorno), mentre si cerca di introdurre il metodo delle bottiglie di alluminio in alcune scuole (Pisa), ma sarebbe bello che della questione se ne facesse carico il governo. Si tratta solo di un piccolo esempio. E’ una questione di metodo.

Ci vuole il senso del futuro che entra in modo progettuale nel presente, ma anche il senso dell’autonomia dai poteri forti. E soprattutto l’uscita da quella patologia ideologica che è l’aziendalismo. Le aziende vere sono un’altra cosa e si muovono in contesti e con finalità del tutto diversi.

L’aziendalismo nelle università, nelle scuole, negli ospedali è il massacro della formazione, l’asfissia delle professioni nonché l’anticamera dell’insanità mentale. Un governo che cominciasse ad avere un po’ di senso critico e di sguardo progettuale non sarebbe male. Mantengo l’epoké.

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