“Laurearmi da casa? Non pensavo che potesse mai accadere”

|




Giorgio Profita racconta la sua laurea al tempo del coronavirus. “Nonostante sia sempre stato un appassionato di possibili scenari apocalittici, mai e poi mai avrei immaginato tutto questo”

Giorgio Profita

Il giorno della laurea è uno dei giorni più emozionanti della vita. La discussione della tesi è un momento che resta indelebile, come il giorno del matrimonio, resta impresso nella memoria di ciascuno di noi per sempre. Giorgio Profita nella sua vita ha avuto sempre un sogno: quello di aiutare gli altri, quello di fare il medico come suo padre. Il suo sogno si è avverato qualche giorno fa. Mai al mondo avrebbe pensato di laurearsi da casa, dalla sua cameretta, dinnanzi ad un computer e di festeggiare soltanto con la propria famiglia senza la presenza degli amici più cari. E’ la laurea dei giovani al tempo del coronavirus. Giorgio Profita nasce a Palermo, ha frequentato il Liceo Scientifico Don Bosco Ranchibile, per poi intraprendere gli studi in medicina presso l’Università della città.

Una delle sue  grandi passioni è la musica che l’accompagna in ogni momento della giornata. Suona la chitarra a livello amatoriale. Per Giorgio suonare è  come una valvola di sfogo, dopo una faticosa giornata di studio e di pratica in ospedale, piena di pensieri e di doveri. Ha sempre pensato alla musica come l’arte migliore per esprimere ogni sentimento che accompagni la condizione umana, e sicuramente quello più alla portata di tutti. Le note possono evocare in modi diversi l’animo umano in tutte le sue forme. Anche la lettura l’ha sempre accompagnato, sia nei momenti di studio che in quelli di svago, ed ha sempre creduto nel valore terapeutico della scrittura. Giorgio pensa che  spesso la cura migliore per il nostro benessere fisico e spirituale è la vista di un tramonto in riva al mare con un buon pezzo di sottofondo.

Che cosa hai provato il giorno della laurea?

E’ stato uno dei giorni più strani della mia vita, sicuramente ho provato tanta gioia insieme ai miei genitori. Ho avuto chiara la consapevolezza di aver portato a termine un percorso pieno di sacrifici e pieno di consapevolezza, penso che in un percorso di studi denso e lungo come quello in medicina e chirurgia, non ci sarà mai un giorno in cui  ci si sentirà completi, rispetto a quella che è la vastità del sapere soprattutto scientifico. La sensazione reale è stata quella di aver chiuso un capitolo della mia vita, forse il primo di tanti, che spero seguiranno nella mia formazione di medico.

Avresti mai immaginato di laurearti online da casa?

No, non pensavo che potesse mai accadere, nonostante sia sempre stato un appassionato di possibili scenari apocalittici, non pensavo che avrei vissuto sino al momento in cui una tale eventualità si fosse manifestata realmente ed in maniera talmente critica, da impedire la vita quotidiana dei cittadini al punto di garantirne la sopravvivenza. Tuttavia sin dall’inizio si parlava di eventuali cerimonie a porte chiuse. Da un certo punto di vista sono contento, che date le condizioni in cui ci troviamo oggi, sia stata la scelta la modalità online ad avere il sopravvento, poichè sicuramente, grazie alla tecnologia tanti si sono potuti stringere attorno ai propri figli, amici e parenti tentando di rendere il quanto più possibile merito al traguardo della laurea di questi tempi. Un abbraccio virtuale è quanto di meglio ci si possa augurare.

Con l’esperienza che stiamo vivendo stanno cambiando molte cose, viene rivalutata la figura del medico e quella della salute. Qual è il tuo pensiero in merito?

Spero che la figura del medico venga rivalutata e che il cittadino comune tanto affezionato al dottor Google, si renda conto che gli stessi operatori sanitari, fino a ieri  bistrattati al grido di “malasanità”, che ormai da anni pervade il paese, oppure presi di mira ed aggrediti nelle guardie mediche e nei pronti soccorsi, sono gli stessi che in questo momento combattono giorno e notte per tenere in vita i nostri cari, e sono sempre loro che stanno mettendo a rischio la loro vita per la cura degli altri, come del resto è sempre stato, anche se spesso questo sacrificio è stato coperto da tanta e troppa maldicenza. Spero che ci sia più rispetto da domani, e che si prenda consapevolezza del fatto che dietro un camice bianco c’è una persona come tutte le altre, che ha scelto di dedicare la propria vita allo studio, al sacrificio sempre pronto ad aiutare gli altri  e a salvare e rendere migliore la vita di tutti, rischiando spesso la propria.

Dopo l’esperienza del coronavirus nascerà più solidarietà tra le persone?

Penso, che nascerà una solidarietà diversa,  una solidarietà vera e che in un primo momento risentirà sicuramente di questa crisi, penso che per valutare le conseguenze sociali di ciò che verrà dopo, bisognerà prima constatare le cicatrici che questo periodo lascerà sulla nostra popolazione da tutti i punti di vista, economico, sociale, sanitario e personale, la solidarietà anche se appannaggio di molti si riduce poi all’apporto dei singoli, e mai come oggi, in questi tempi di contagio il singolo si vede minacciato dalla massa. Penso, che bisognerà aspettare per vedere come reagirà la gente al dopo covid-19.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Al momento sono molto confuso, sicuramente continuerò a studiare per affrontare il grande imbuto del concorso di ammissione alla scuola di specializzazione.

_____________________

Giorgio Profita si è laureato in Medicina presso l’Università agli studi di Palermo. “IL SALVATAGGIO D’ARTO NEL PIEDE DIABETICO” l’argomento della sua tesi. Il suo voto è stato 110/110 con lode ed ammissione al “Premio Nicolosi”.

Al Dott. Profita gli auguri del nostro giornale

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *