“L’ATI sciolga in tempi brevi i nodi legati al futuro della gestione del servizio idrico”

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E’ quanto sollecitano in una nota congiunta le segreterie provinciali di Agrigento di Cgil, Cisl e Uil

Emanuele Gallo, Massimo Raso, Gero Acquisto

“L’ATI sciolga in tempi brevi i nodi legati al futuro della gestione del servizio idrico”, è quanto sollecitano in una nota congiunta le  segreterie provinciali di Agrigento di Cgil, Cisl e Uil.

Sono passati diversi mesi dal commissariamento di Girgenti Acque SpA e, poi, della Hydortecne da parte della Prefettura a seguito delle note vicende della interdittiva anfimafia – scrivono i segretari Massimo Raso (Cgil), Emanuele Gallo (Cisl), Gero Acquisto (Uil) – In questi mesi si è sviluppato un serrato dibattito sul futuro della gestione del servizio, su come dopo l’esperienza del “gestore privato” si debba tornare ad una gestione del servizio. Da quanto apprendiamo dalla stampa alla fine il dibattito ha ruotato su una doppia possibile soluzione: quello di un’Azienda Speciale Consortile e quello di una SpA pubblica. Noi non ci appassioniamo sulla scelta del tipo di Società. Ci appassiona molto di più fissare quali tipi di obiettivi la nuova compagine societaria deve raggiungere”.

“Per Noi la gestione del servizio idrico integrato deve essere improntata –  propongono Raso, Gallo e Acquisto – a criteri certi e verificabili di economicità ed efficienza e deve garantire standard di qualità elevati, degni di una provincia moderna e civile. Questo significa acqua h24 e potabile ed un servizio di trattamento delle acque reflue che ne preveda riutilizzo e salvaguardia del mare. Dentro questo orizzonte (e con spirito diverso da quello che inizialmente ha visto l’affidamento del servizio al privato) occorre recuperare l’insieme dei Comuni della provincia ed avviare un ragionamento con la Regione sul ruolo e sui costi dell’acqua fornita da SiciliAcque. Pertanto, partendo da questi obiettivi occorre costruire un nuovo “piano d’ambito” che definisca le quantità di personale occorrenti alla garanzia di questo livello di servizio”.

“Noi siamo convinti – continuano i tre sindacalisti – che se il nuovo “piano d’ambito” parte da queste premesse non vi sia nessun problema legato alla cosiddetta “salvaguardia dei livelli occupazionali”, questione che, tuttavia, intendiamo porre con forza e che dovrebbe costituire assillo condiviso tra Noi e i Sindaci. Così come, per Noi, è altrettanto chiaro che deve essere affrontato il tema di come operare il passaggio del personale, che in atto opera nel servizio idrico integrato al nuovo soggetto gestore…”.

“Per tutte queste ragioni, ci aspettiamo che l’ATI sciolga in tempi brevi i nodi legati al futuro della gestione del servizio e restituisca, per questa via, serenità ai Lavoratori ed alle loro famiglie. L’esigenza di fare presto e bene è legata anche alla preoccupazione che abbiamo circa le condizioni economiche e finanziarie delle Società commissariate e sulla loro tenuta anche per effetto delle azioni dei creditori…”.

 

 

 

 

        

          

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