L’anima del mio Paese ti fermerà

da | 12 Mag 20

Lettera al signor C

Eva Di Betta

Signor C, i sorrisi che tu pensi di avere trafugato, in realtà sono solo adombrati quando si parla di te, della tua poderosa malvagità. Ma non sono sfioriti nelle bocche di ciascuno e di tutti. Tutte le mattine sorge il sole, ed è già sorriso che fiorisce sul volto, un istante breve ma intenso, il bacio luminoso al nuovo giorno. Poterlo contemplare è un regalo e per ogni dono nasce spontaneo un sorriso. Il viso sereno dell’amore mi restituisce in ogni momento quel sorriso soffuso ora, e disegno con le dita nello specchio i contorni dei volti amati, adesso lontani. E’ un sacrificio amoroso, signor C.

Ma tu, cosa ne sai dell’amore? Tu non hai un cuore che batte per amore. Ecco un altro sorriso, signor C, che non hai spento. Lo vedo stampato sulla faccia di quell’oss che sta imboccando la nonnina che da sola non può. Lui le sussurra parole gentili, mentre le parla le sorride. E’ meno amara probabilmente la pillola d’una forzata solitudine. Quel sorriso dell’operatore sanitario è coraggio, è desiderio di farcela, rende contagioso il coraggio e non il virus, è anima nuda e viva, signor C. Con cui tu non sei riuscito a misurarti.

La fisarmonica d’ognuno di noi ha smesso di suonare alterne melodie, sembra essersi rotta irrimediabilmente. Tornerà a riespandersi, ad emanare suoni deliziosi, sarà anch’esso dolce canto dell’anima. La libertà è rannicchiata, proprio come quella fisarmonica, aggattata come un bambino tra materne braccia. E’ ristretta, rattrappita tra pareti domestiche. A volte è troppo stretta, non ha bastevole spazio, e allora il pensiero, a cavalcioni dell’anima, mette le ali e vola attraverso le nostre finestre, leggero leggero.

E’ il personaggio del libro che sto leggendo seduta al mio divano, signor C, che mi regala il bianco cavallo alato per sorvolare oltre la cappa in cui credi d’averci imprigionati. E’ l’inebriante profumo della crostata appena sfornata che, socchiusi gli occhi, mi rimanda alle pareti verde speranza del caffè dove tornerò ad assaporarla assieme a chi amo. Sì, quella speranza di tornare a popolare il cielo che tu non hai il potere di sottrarci. Le chiese, pensavi d’averci tolto. D’aver allontanati figli e Padre. Ma l’anima d’un cristiano è salda e forte e ama sapendo d’essere riamata.

E, seppure distanti, siamo uniti. Tu questo lo ignori, signor C perchè sei troppo intento ad uccidere, per accorgerti che davanti ad una preghiera le famiglie comunicano con Gesù. Tu non sai che là, dove due o tre sono riuniti nel Suo nome, il Signore è lì, in mezzo a loro. E le loro mani non lascerà mai. Veglierà sempre sui figli suoi, che torneranno a popolare le chiese, che siamo noi, ovunque ci troviamo. Una cosa ci distingue nel nostro essere figli di Dio, l’amore l’umo per gli altri. Da ciò ci riconosceranno. E come si ama qual è il segreto dell’amore, signor C. Con tutta l’anima si ama, con quell’anima che tu non sei stato in grado di prendere.

Quanta fame in giro per il mondo, signor C. Ne sei felice? Credi dunque d’aver creato un castello di disperazione, affamando la gente? La povertà del corpo, però, signor C, non è la povertà dell’anima. Per tante persone che hanno oggi perduto il lavoro, e non hanno più possibilità di sfamare i propri figli, per tante mani vuote e protese, ci sono altrettante mani, solide e aperte. Instancabili ed incessantemente operose, per aiutare i propri fratelli.

Sono mani piene di spirito di solidarietà, vocabolo a te, sono certa, sconosciuto. Sono le anime dei volontari, dei militari, dei servizi sociali, dei comuni, di tutti quei semplici cittadini che si stringono attorno ad un cordone invisibile al pari del tuo, ma che, a differenza tua, agisce per il benessere. E’ una catena d’amore che tu non potrai mai spezzare, perfido signor C. Perchè da sempre le forze del bene vincono su quelle del male.

L’anima del mio Paese, signor C, ti fermerà.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Archivi


  • Quel libro su Agrigento disperso e ritrovato
    HAMILTON IN LINEA La ristampa delle "Memorie storiche" di Giuseppe Picone era stato inviato ad Angelo Cino della Fratellanza Racalmutese di Hamilton. Ritrovato in un mercatino dell'usato, ora è tornato a casa […]

Facebook