Lampedusa, “In Mare la Pietà”

|




Quella Madonna in marmo bianco che diventa Madre universale. Al porto la presentazione della scultura di Fabio Viale. Una Madre pronta ad ospitare su di sé chi giunge dal mare, una Pietà che offre il suo grembo all’intera Umanità.

La “Pietà” nel mare di Lampedusa

Una Madre pronta ad ospitare su di sé chi giunge dal mare, una Pietà che offre il suo grembo all’intera Umanità.

Oggi al porto di Lampedusa, Fabio Viale presenterà “In Mare la Pietà”, un nuovo passaggio, questa volta attraverso un’azione performativa, di Souvenir Pietà (Madre), con il patrocinio del Comune di Lampedusa e il supporto della Galleria Poggiali.

Lo scultore ha replicato in scala 1:1 la Pietà Vaticana di Michelangelo Buonarroti aggiungendo a questo capolavoro della storia dell’arte uno scarto percettivo determinate: nel primo caso è stato riprodotto il Cristo senza la Madre, nel secondo invece la Madre senza il Figlio a simboleggiare un’angosciata separazione.

La “Pietà” nel mare di Lampedusa

Il passo successivo del lavoro ha assunto poi una dimensione più concettuale con Lucky Ehi presentata in occasione dell’apertura della sede milanese della Galleria Poggiali. In questo caso Viale ha invitato a prendere posto nel luogo del Figlio e a riempire il vuoto tra le braccia della Madre un giovane nigeriano di religione cattolica, sfuggito a morte e persecuzione, conosciuto in un centro di accoglienza per rifugiati di Torino.

Quella Madonna in marmo bianco di Carrara diviene una madre universale, delle epoche e delle religioni, accoglie l’ultimo, assume le sembianze di una donna col velo e pare dismettere il portato cattolico connotato e fragoroso per divenire una figura universale velata da un copricapo di misericordia assoluta. Nell’esposizione milanese, la scultura era accompagnata da un manifesto di 4 metri per 3 che occupava tutta la parete della galleria e raffigurava Lucky Ehi nudo nel luogo del Cristo, e dalla registrazione sonora della sua storia di migrante.

La scultura di Fabio Viale

Il nuovo passaggio del progetto di Fabio Viale sarà adesso quello di posizionare la scultura, orfana del Cristo, su un peschereccio ormeggiato presso il porto di Lampedusa in corrispondenza della Guardia Costiera. La statua, rivolta verso il mare e la Libia, rappresenta la sintesi magniloquente di un messaggio di accoglienza e universalità.

L’opera è stata realizzata quando la questione migranti era un’emergenza solo per Lampedusa. Oggi il dramma delle migrazioni, e purtroppo anche dei tanti naufragi, investe il Paese ed è un tema centrale nelle politiche internazionali. La sua Pietà non entra nel merito dell’approccio ai problemi o delle soluzioni ma si pone su un livello più alto…

“Credo che sia un’immagine rappresentativa – afferma Viale -, anzi una sintesi di un momento storico drammatico”.

Perché a Lampedusa e perché adesso questo messaggio dall’isola? 

“Lampedusa è un simbolo, è come uno stargate. È molto importante che la pietà venga posizionata anche solo a livello simbolico in questo avamposto tristemente noto. È un messaggio di umanità che prescinde dal colore della pelle e dalle idee politiche. Il mese di agosto è il momento della pausa, del riposo ed è più facile, mi auguro, veicolare questo messaggio di sensibilizzazione. Lo scopo dell’iniziativa è di creare un’immagine reale della pietà in questo bellissimo mare teatro di tragedie immense. Spesso le immagini indicano delle direzioni e aiutano a focalizzare il senso delle cose”.

Qual è la partecipazione e l’ interesse del collezionista che l’ ha acquistata? 

“L’ opera venne acquistata un anno fa quando ancora era solo un progetto. Il collezionista ci ha gentilmente dato la disponibilita ad esporla perché crede in questa scultura ma preferisce rimanere anonimo. Ci sono opere che sfuggono dagli schemi e non sono semplicemente arte, come un figlio, che ha preso la sua strada”.   

Qual è stata l accoglienza a Lampedusa? 

“La cordialità e la gentilezza delle persone che vivono a Lampedusa mi hanno colpito. Non sembra di essere in Italia” 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *