L’altro Re Magio

da | 2 Gen 22

Il racconto della domenica

Mario Gaziano

Non capisco perché nei Presepi i Re Magi debbono essere solo e sempre tre..

Io sono Antorre, il quarto Re Magio, lasciato solo dagli altri tre Re Magi …perchè dicono che nei presepi di tutto il mondo i Re Magi debbono essere sempre solo tre.

Ma io non ho creduto a loro e sono tre mesi che cammino per cercare e trovare questo Bambino.

Ma ancora non ho trovato niente, eppure ho girato mezzo continente: dell’Asia e del Mediooriente. Niente di niente, ho trovato..

Ho lasciato la mia reggia nella Persia del Nord, dove io governavo un popolo valoroso di tredici, dico tredici…propriamente tredici montanari campagnoli, dislocati e sparpagliati sopra il Pizzo di Ncola Maroli.

E ora è già da tre mesi che cammino per andare a trovare (a) questo Bambino. Sono partito anche per fare rabbia a tutta quella gente che non crede alla nascita del Bambino Gesù, se prima non lo vede con i propri occhi. Ma ancor di più per fare invidia e sbafarìa agli altri tre Re Magi che non sono voluti partire con me:

Gasparre, cugino di mio cugino, Melchiorre cognato di mio cognato e Baldassarre, parente dei miei parenti, che, come si sa, a me non vengono propiamente niente.

E dire che io Antorre di tutti i Re Mnagi sono il più importante, e dunque toccava a me portare al Bambino Gesù un bellissimo tappeto tutto fatto a mano: Appunto…un vero tappetto persiano. Ma se essi non mi hanno voluto portare con loro...io mi sono messo a guardare il cielo, e ho scorto, ho visto lassù nel cielo stellato una bella STELLA COMETA, bella, chiara, luminosa, perfetta nella sua assoluta perfezione: la stella cometa della Costellazione dell’Ariete…Sì, quella con le corna tutte attorcigliate.

Dissi a me stesso “Antorre piglia il meglio scecco, il più forte asino, della sceccherìa e corri più veloce del vento, per portare al Bambino Gesù conforto e sostentamento.

Anche se la nottata è di malotempo! Ma sapete cone si dice?: Buontempo e malotempo non dura tutto il tempo.

E così preso tascapane e fiasco di vino mi misi in cammino.

“Ahò, scecco,vola!!!!” .

Ordunque lascio il mio Paese, e dopo venti giorni arrivo nella terra dell’Armenia.

Lì incontro quattro cammellieri e domando loro: ”Sapete dove si trova la terra di Betlemm, paese di pace, di amore e senza bombe?”.

Sorpresi e increduli mi presero per pazzo e mi risposero tutti a coro: ”Un Paese così sopra la terra, in questo mondo, proprio non c’è. Un pese di pace, di fratellanza e di amore non lo trovi manco se muori”.

Ma io non me la sono sorbita quella risposta negativa, e ho contro risposto di mala maniera, mandandoli a scansare.

Allora mossi il mio sciccareddru e mi avviai per una nuova strada impolverata. Testardo, con la testa cocciuta, come una zucca indurita: sì….gli risposi malamente perchè: testa che non parla si chiama cocuzza.

Stanco e distrutto, ma non sconfitto, guardo ancora in cielo, e vedo di nuovo la mia Stella Cometa: e mi rimetto in cammino per andare ad onorare ancor di più nostro Bambino Gesù.

Cammino, cammino, cammino… e arrivo nella terra bagnata da due fiumi: Il Tigri e l’Eufrate, terra di sole e di vento, senza persona alcuna e cristiani in preghiera.

Luce accecante, caldo, vento e desolazione. Vado avanti. Col punteruolo aizzo il mio asinello che non ne può più. Dò calci ai fianchi per farlo correre. Gli grido “ahò, sce’ cammina, cammina”.

Ma il povero asinello distrutto cade a terra stravaccato, senza fiato, arso di sete e di sudore. Muore.

Con tutte le forze che mi restano mi rimetto in cammino. Non ne potevo più.

Sulle spalle borraccia, tascapane e il gran tappeto persiano da donare al Bambinello Gesù.

Ma dopo circa due ore mi trovo sbracato a terra per l’arsura e per la fame. Morto..stramorto per la stanchezza!!! Senza forze…senza fiato…

E pieno di tristezza e di rabbia mi chiedevo perchè nei presepi i Re Magi debbono essere per forza sempre e solo tre.

Ma stante che i guai della pentola li conosce solo il suo cucchiaio, io per scampare ai miei guai chiudo gli occhi e aspetto in preghiera la santa morte…..

Ma all’improvviso vedo una luce: una luce splendente, abbagliante. E dentro quella luce vedo il dolcissimo viso del Bambinello…bello…sorridente …bello…

Non so dire se era sogno o realtà. Lui mi vide e prendendomi per mano mi disse: “Re Antorre, vieni con me. Non ti irretire con gli altri tre Re Magi.Tu hai fatto più di mille chilometri per trovare me, tra strade sterrate, vento e mille pericoli. Per venire ad adorare me bambinello. Ma lo sai che hai combinato? Hai sbagliato stella cometa…sì hai sbagliato stella cometa”.

“Come? Sbagliato?” dico io.

E Lui: “Sì…hai sbagliato stella cometa..e hai pure sbagliato a partire”

“E perchè?” dico io.

”Perchè, mi dice sorridendo, nei Presepi i Re Magi sono sempre e solo tre”.

Io ci rimasi di stucco, quasi rimbambito.

Lui, dolce, dolce mi prese per le mani e mi portò in cielo, volando, lontano, lontano sopra il mio tappeto persiano.

E lì mi incantai: lì, sulle nuvole bianche soffici e luminose, vidi un meraviglioso grandioso presepe, tutto colorato con luci e musica, tutto addobbato di ori e di fiori .

E in quel presepe luminoso…. tanti Re Magi: dieci, cento, mille da tutto il mondo.

Ora io non so se ero sveglio o se sognavo. So solo che il Bambinello Gesù l’ho visto prima degli altri tre Re Magi: alla facciaccia di Gasparre, cugino di mio cugino, di Melchiorre, cognato di mio cognato, e di Baldassare, parente dei miei parenti che a me non vengono propriamente niente.

Mi è rimasto solo un disappunto, un dispiacere grande: L’ho capito  in cielo, tra sogno e realtà, perchè nella Terra  nei Presepi i Re Magi debbono essere sempre e solo TRE.

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