La voce dei poeti contro la guerra

da | 16 Mar 22

“Dove è adesso la voce dei poeti, mentre le bombe sventrano i corpi dei nostri figli, accucciati come bestie ai margini estremi del terrore?”

Ignazio Marchese –  Bia Cusumano

Dove è adesso la voce dei poeti, mentre le bombe sventrano i corpi dei nostri figli, accucciati come bestie ai margini estremi del terrore?

Dove s’ ode il loro canto che muta

i corsi della storia, ora che i cannoni sono gli unici suoni che le orecchie ascoltano come ninna nanna di morte? L’ Orrore avanza e strazia e tutti muti stiamo noi, funamboli della Parola?

Ora che i nostri figli muoiono assiderati nelle ore più buie di questo secolo,

Noi taciamo impotenti?

Urliamo dunque, lasciamo i nostri versi

perfetti e corriamo ad abbracciare i corpi straziati dei nostri figli uccisi.

Cercano fuga non nei nostri sonetti ma nei nostri giorni.

Dimentichiamo di essere poeti se non sappiamo essere uomini.

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La voce dei poeti contro la guerra

Testo di Bia Cusumano, Voce di Ignazio Marchese, Montaggio di Giacomo Fattori

 

1 commento

  1. Giovanni Bonagiuso

    La voce dei poeti ha il potere di strappare all’ oblio ,alla dissolvenza del tempo ,il pianto di coloro che altrimenti passerebbero sui fogli della storia come fossero scarabocchi ; caduti giù senza nome e senza croci .C’ e’ una umanità che passa inosservata nella storia perche ‘ non lascia di se ‘ ,come nella storia monumentale ,busti e monumenti ,icone e segni di guerre e di conquiste ,ma e’ forse quella più vera ed autentica ,rispetto al ritratto stilizzato ed oleografico della storia solenne ; quella che ai ragazzi si fa studiare a scuola .Tutti conosciamo i nomi di Alessandro e Cesare ,Napoleone e Gengis Khan ,ma nessuna lapide o iscrizione rammemora le migliaia di uomini e donne ,e anche bambini ,morti per fornire il combustibile di cui si e’ alimentata la loro gloria .Sembrano vuoti a perdere ,caduti reietti ,senza identità ,nei bassifondi della storia ufficiale .Eppure e’ la parte di umanità che senza la patina degli abbellimenti letterari e degli stilemi encomiastici , soffre ,muore ,lotta ,spera . Il quotidiano non fa notizia , i vinti della storia senza volto sono trascinati dalla fiumana del progresso ,degli affari del secolo ,senza lasciare traccia di se ‘ ,come già Giovanni Verga affermava ,intitolando agli sconfitti della storia il suo ” Ciclo dei vinti ” .A questa disincantata constatazione si aggiunge l’ effetto disumanizzante della tecnologia che ,dai tempi già della guerra del Golfo ,ci ha abituati a percepire la guerra come un video game : abbattere un aereo nemico o una bomba cosiddetta ” intelligente ” che sbagliava e colpiva una abitazione di civili era come l’ astronave nemica abbattuta in un video games war di una sala giochi .Poi si videro ,dopo il “game over “quanto “intelligenti ” davvero fossero quelle bombe .E’ il lato oscuro del progresso ,quel misto di tecnologia e barbarie che la guerra contemporanea e’ diventata .Nella sua ” Filosofia di Jena ” Hegel ha espresso in forma paradossale una grande verità :” Anche le manifestazioni piu vitali perdono la loro serietà ,subiscono un istupidimento quando dal privato subiscono una massificazione ” Finché la guerra era una lotta ,come nel passato ,tra clan rivali o tribù guerriere , la morte in battaglia conservava una sua tragicita’ ,si colorava di un’ aura romantica di eroismo ,come nell’ epos omerico .La contemporaneità ha avuto l’ effetto perverso di ” spersonalizzare ” la guerra rendendola anonima e burocratica .Quando la guerra diventa la componente statistica di conflitti di proporzioni estese , in cui i belligeranti neanche si guardano in faccia , allora suscita un senso di indifferenza al di fuori di chi ne e’ colpito .” Un morto e’ un dolore , un milione di morti sono ” notizia ” ,come ha detto l’ antropologo Todorov .Guarda caso ,uno studioso russo .Semplice caso fortuito ?

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