La testimonianza civile e intellettuale di un artista innovativo

da | 14 Lug 21

Storie. Mimmo Butera ricorda il prof. Gaetano Di liberto, artista fecondo e innovativo, figura di primissimo piano per tanti anni della vita culturale del nostro territorio. Fu sindaco di Grotte nel 1969 e nel 1977.

Gaetano Di Liberto

Gaetano Di Liberto

Per Gaetano Di Liberto, l’arte doveva assumere i contorni marcati della tutela della memoria storica, ma al contempo, doveva possedere il ruolo preminente di innovazione dell’attuale vicenda culturale, introducendo inevitabili sollecitazioni riflessive in ordine alla condizione umana, all’insopprimibile conflitto tra  il primato etico e civile e la parossistica ricerca di soluzioni effimere e transitorie.

Arte, quindi, secondo Di Liberto, come strumento per l’affermazione e la divulgazione di autentici valori culturali, insidiati e minati da adeguamenti di maniera od  opportunistici, prevalenti durante i periodi di particolare avvilimento della cultura, in cui si assiste a contrastate e contestabili condotte morali.

Arte come impegno, in cui si manifestava la tensione creativa ed il talento espressivo, ma anche  contesto, dove le seducenti vette della ricerca estetica si coniugavano con la profondità d’animo e la libertà di pensiero.

Gaetano Di Liberto è stato un uomo ancorato ad una rigida sobrietà, contraddistinto da un contegno austero, ma percorso da una complessa serie di poliedrici interessi. Proprio intorno alla sua persona, si coaugulava la sintesi armonica di docente attento e scrupoloso, di intellettuale raffinato e sensibile, di politico, pervaso da un intransigente senso dell’etica e della moralità, di cristiano coerente ed aperto, di artista fecondo ed innovativo, in grado di porre l’accento sull’efficace preservazione della memoria del passato e la ricerca di nuovi linguaggi  figurativi, tentando sempre di salvaguardare una definita identità culturale e tutelando ansiosamente, in ogni contesto, la dignità umana.

L’attivo impegno politico lo portò a rivestire la carica di sindaco di Grotte nel 1969 e nel 1977, riuscendo ad essere in quei frangenti punto di essenziale equilibrio tra le correnti interne al proprio partito e necessario riferimento per le forze presenti in consiglio comunale. Precedentemente, nel 1968, venne nominato  giovane commissario prefettizio. Da primo cittadino intervenne e sostenne tutte le manifestazioni culturali che si svolgevano in paese, mostrandosi sembre prodigo di consigli ed esortazioni. La sua esperienza amministrativa provocò concreti e significativi  risultati, infatti, si impegnò nell’ammodernamento della città, con particolare attenzione alla viabilità ed all’approvigionamento idrico delle famiglie.

Un dipinto di Gaetano Di Liberto

Un dipinto di Gaetano Di Liberto

L’apparente seriosità del docente cedeva all’appassionata esposizione degli argomenti di storia dell’arte, in cui si assisteva ad affascinanti collegamenti tra l’arte, la letteratura, la religione e la società. Tutto, in quelle  spiegazioni, assumeva un’intensa coerenza logica ed evolutiva, che conduceva alla entusiasmante configurazione di complessi ed avvincenti panorami culturali. Ci conduceva, serenamente, con la semplicità di un linguaggio dotto ma diretto, alla scoperta ed all’interpretazione delle vestigia del nostro passato, esortandoci  ad apprezzare le risonanze mnestiche delle forme e delle immagini, i giochi cangianti delle luci, i silenzi consolatori.

Sollecitava a rifuggire dall’ approssimazione, dall’analisi superficiale del nostro patrimonio artistico e culturale, soffermandosi sulla considerazione gramsciana che ogni opera d’arte, contiene in sè oltre che contenuti sentimentali, estetici e culturali, anche profondi significati storicistici legati al linguaggio adottato, alle immagini utilizzate, ai momenti della realizzazione.

L’amicizia con il pittore Renzo Collura, vero e proprio sodalizio artistico e umano, era fondata anche  su questa visione della tradizione, dell’inscindibile legame tra i fatti della storia, le leggende tramandate e la loro rielaborazione nell’ambito dell’ opera d’arte. Sarebbe, a questo proposito opportuno, rimembrare le suggestive opere che i due artisti hanno dedicato alla vicenda storica dello scisma di Grotte.

La seria testimonianza civile ed intellettuale di Di Liberto è riposta sulla sua particolare fibra umana, cioè sul profondo ed autentico significato delle passioni e dei sentimenti. Ma tale fibra esisteva, parafrasando il De Sanctis, perchè era sostenuta da una fede, laica, ideale, religiosa. Questa particolare fede, a sua volta, vigeva perché permaneva  la cultura, nella sua ampia accezione filosofica ed etica.

 

 

 

 

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