La Statale 640 e quel purgatorio per raggiungere Agrigento

da | 25 Giu 21

Aspettando, tra pazienza e rassegnazione, che vengano finalmente ultimati i lavori. 

Anna Maria Scicolone

Sono giornalista dal lontano 1989. Dal 1990 cominciai a seguire per il quotidiano La Sicilia la progettazione del raddoppio della SS 640 e poi la sua realizzazione. Avevo 26 anni allora. A quel tempo era soltanto un’ipotesi progettuale. Si parlò di finanziamento del progetto dal 1997. Di finanziamento dell’opera, la prima volta, nel 2003. I lavori partirono nel 2009, sei anni dopo.

Avevo 45 anni. Mio figlio ne aveva 23, quasi la mia età quando si era cominciato a parlare del raddoppio della  ss 640. Per studio, prima, e per lavoro, poi, cominciò a viaggiare dall’aeroporto di Catania ad Agrigento, tra deviazioni, semafori e rassegnazione. Ora ho 57 anni. Mio figlio è padre di tre bambine e ogni anno torna da Milano con la sua famiglia nella magnifica Trinacria per il sole, il mare, il cibo buono e gli affetti. Lo avviso per telefono di calcolare il tempo delle deviazioni sulla ss 640 e mi dice di stare tranquilla. Poi mi chiama per confermare che al peggio non c’è fine. Lo so, gli dico. Ora bisogna addentrarsi nelle campagne per raggiungere Caltanissetta su una strada, che è praticamente una trazzera, che costringe a rallentare quando s’incrocia un veicolo che procede in senso opposto. Ma perchè una simile soluzione, per quanto provvisoria?

Mio figlio mi legge in diretta un cartello che qualcuno ha scritto a mano: “Non bestemmiare. Il Comune non ti ascolta, ma Dio sì”.

La trazzera porta a Caltanissetta e devi essere molto intuitivo per capire come uscire dal reticolo di strade e stradine. Quando incontri un segnale di direzione “Agrigento” ti pare di aver vinto al lotto. Devi uscire e recuperare la ss 640 o sei perduto.

Come mio figlio, come me, come tutti, residenti o non residenti in Sicilia, lasciata l’autostrada A19, per raggiungere Agrigento devono passare questo purgatorio. Come me tanti siciliani hanno visto trascorrere la propria esistenza nella speranza di questa superstrada: un’infrastruttura di base, intendiamoci, non la BreBeMi, cioè la A 35 (lavori partiti nel 2009 e terminati nella primavera del 2014.

Tutta un’altra storia, insomma, cioè là dove si parla di Pnrr con senso compiuto. Qui la speranza, invece, porta pazienza e rassegnazione. Accontentiamoci. In fondo, quando riusciamo a uscire da Caltanissetta è tutta un’altra cosa. E lo diciamo pure, premiamo il piede sull’acceleratore e non ci pare vero: sembra un’autostrada!

Per la cronaca, per passare rapidamente Caltanissetta ci sono circa 5 km sotto la collina, i cui lavori finalmente procedono con le gallerie di collegamento tra le due carreggiate e le opere di messa in sicurezza. La previsione effettiva (non sulla carta) di consegna è per l’anno di grazia 2026. Speriamo. Per allora avrò 62 anni.

1 commento

  1. Giovanni

    1964-2021 = 57 anni ( gap nord – sud)
    Asse meridiano principale della rete autostradale italiana, collega Milano a Napoli passando per Bologna, Firenze e Roma per una lunghezza complessiva di 760 km. Inaugurata il 4 ottobre 1964, sotto la Presidenza del Consiglio di Aldo Moro.

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