“La scrittura è la nostra coscienza, ci permette di confrontarci con il passato e di progettare il futuro”

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Licata, una giornata con Dacia Maraini. La scrittrice ha incontrato gli studenti dell’Istituto “Fermi”. Nel pomeriggio un incontro a teatro aperto a tutti i cittadini.

Dacia Maraini con gli studenti dell’Istituto “Fermi”

Ieri, a Licata, la presenza di Dacia Maraini per un’intera giornata. In mattinata all’Istituto “Fermi”, la scrittrice ha incontrato studenti e studentesse. L’incontro, come ha spiegato, la Dirigente Amelia Porrello, rientra nella consuetudine dell’Istituto che mira a sollecitare e stimolare i giovani alla lettura. Ed infatti il penultimo romanzo di Dacia Maraini  “Tre donne” è stato letto da ragazze e ragazzi che con performance artistiche, letture di brani e domande hanno interagito con la scrittrice, discutendo anche di temi attuali come le migrazioni, il valore della scrittura, la comunicazione tecnologica, l’emancipazione femminile. Dacia Maraini con grande sensibilità ha affrontato questi argomenti, regalando lucide analisi su questi fenomeni e conclusioni su cui riflettere.

Per quanto riguarda le migrazioni ha affermato che i movimenti migratori dei popoli ci sono sempre stati e non si possono fermare erigendo muri ma bisogna trovare soluzioni idonee che attuino lo sviluppo economico dei territori dove oggi milioni di persone vivono in estrema povertà a causa dei “furti” commessi dal cosiddetto mondo occidentale .

Dacia Maraini ha parlato anche di libertà, sottolineando che ”la libertà assoluta non esiste, perché è sempre condizionata dal rispetto della libertà altrui. La libertà ha bisogno di regole e spesso cancella i privilegi di alcuni”. Proprio la cancellazione di alcuni privilegi, prima riservati esclusivamente al genere maschile, spiega la difficoltà dell’evoluzione dell’emancipazione femminile. La scrittrice ha ricordato come il femminismo ha cambiato la società italiana, ha fatto si che si emanassero delle leggi importantissime, come l’abolizione del delitto d’onore, la riforma del diritto di famiglia, le leggi sul divorzio e sull’aborto. Ma ciò non è bastato: sul “piano del costume” c’è ancora tanto da fare, perché “è più facile cambiare una legge che una mentalità”.

Tante sono state le domande su “Tre donne letto, apprezzato ed analizzato dai discenti. Un libro che mette a confronto tre generazioni  diverse: una nonna, una mamma ed una figlia, che alla fine sono legate da uno stesso intento, quello di vivere la vita con generosità.

L’incontro con la scrittrice è stato voluto dalla docente Cettina Callea, coadiuvata dalle colleghe Laura Pintacrona, Giuseppina Incorvaia, Mariella Mulè, Rita Azzarello, Antonella Cammilleri, Silvana Cannizzaro e Rosa Infusino.

Nel pomeriggio l’incontro con Dacia Maraini è stato esteso alla cittadinanza con l’iniziativa “A teatro con Dacia” organizzato dall’Associazione “Il Dilemma” di Luisa Biondi e Katia Marino e da ragazzi e ragazze del laboratorio “Palcoscenico”. Sono stati letti alcuni brani dei suoi romanzi da Ludovica Ciancio, Nicole Marino e Anna Maria Quignones. Era presente l’assessora alle Pari opportunità Laura Termini.

Anche nel pomeriggio, grazie alle domande poste dai giovani, Dacia Maraini ha regalato al pubblico tanti spunti di riflessione, sottolineando come oggi purtroppo “l’ascolto non fa parte del nostro stare insieme nel mondo, dove predomina una comunicazione tecnologica che, vero, è democratica perché dà voce a tutti, ma purtroppo la dà anche a cretini che, con volgarità, insultano ed aggrediscono: la comunicazione tecnologica dovrebbe essere regolamentata”

La scrittrice ha poi parlato del grande valore della scrittura che è in primis quello di fermare il tempo, di regalarci memoria, e la memoria “è la nostra coscienza, è quella che ci permette di confrontarci con il passato e di progettare il futuro”. Ma ha anche aggiunto che la scrittura “ha bisogno di pensiero, di concentrazione e anche di competenza”.

Sulle scrittrici del Novecento che hanno pochissima visibilità e che paiono essere state fagocitate dall’oblio Dacia Maraini ha affermato che sono state “censurate”, non tanto dal mercato quanto dalle istituzioni letterarie. “Ad esempio, Elsa Morante, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Fausta Cialente, Anna Banti…sono all’altezza di Sciascia, di Calvino…però scompaiono sul piano del valore e del prestigio, c’è quindi una forte e netta discriminazione”.

L’incontro si è concluso con un cenno alla sua ultima fatica letteraria “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va”. Un libro sulla maternità, su “quella meravigliosa capacità delle donne di tenere in grembo una creatura vivente. Una capacità non apprezzata e spesso svilita che ha pesato e condizionato il corpo delle donne e la loro consapevolezza di sé”.

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