La Questione Sicurezza

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Credo che oggi la sinistra politica abbia gravemente concesso alla destra di occuparsi di questo delicato tema. Una riflessione di Alessandro Tedesco

Alessandro Tedesco

In una recente intervista a Claudio Petruccioli pubblicata sul quotidiano “il Dubbio”, Il giornalista, ex dirigente PCI, ex parlamentare, ex Presidente Rai ecc., fa il punto su quello che potrebbe essere il Nuovo Ordine Mondiale nei prossimi anni, dipingendo una guerra, se non realizzata sul campo con armi convenzionali, quantomeno attraverso i flussi finanziari, informatici, di persone e merci… Destra e sinistra in questo quadro perdono totalmente significato essendosi traslati i concetti della intermediazione sociale che non avviene più su livelli personali ma disintermediati dal web.

Sui massimi sistemi quindi la disintermediazione del web opera sulle realtà bancarie, industriali, economiche, mentre sui sistemi minimi opera eliminando quelle che erano le rappresentanze sociali, politiche e partitiche. Ovvio che ciò abbia provocato degli scompensi di adattamento della politica alle nuove istanze sociali: quando si sente dire “dobbiamo tornare a parlare alla gente porta a porta” è solo una reiterazione di paradigmi obsoleti.

In questo panorama Petruccioli vede una sola possibilità di recupero quantomeno di una coscienza identitaria di sinistra, che deve ripartire dalla considerazione del concetto di “sicurezza”.

La “sicurezza” sociale è essenziale perché costituisce un elemento dirimente per  la sinistra politica, non solo italiana: “Gli operai che da sinistra votano Salvini non si sentono di destra e non li metti in difficoltà se gli dici che Salvini è fascista”, afferma Petruccioli.

Nella psicologia sociale, nella percezione di certe esigenze primarie dell’uomo, la “sicurezza “ è considerata una di quei principi a cui l’essere umano non può rinunciare e la sinistra politica se n’è sempre occupata e ne è stata la sua ragion d’essere, a cominciare dal lavoro, dalla famiglia, e la casa, la donna, l‘istruzione…

E ancora l’ex presidente Rai dice: “La libertà e l’uguaglianza sono l’impianto ideale ma è sulle sicurezza che si è costituito il movimento della sinistra, lo Stato sociale e le conquiste che comporta. Sicurezza che riguarda la concreta vita quotidiana delle persone in carne e ossa, questo è il punto! Oggi la sicurezza è in discussione in una parte grande della società”.

A questo proposito nella nostra riflessione ci vengono in aiuto le preziose le parole del filosofo/psicologo Massimo Recalcati quando sostiene che Salvini e la destra estrema, ditta Meloni & C., sono stati bravi ad interpretare quella che Freud definiva la Pulsione Gregaria, cioè quella esigenza di difesa che esercita il gruppo e che lui, Recalcati, ribattezza, nel caso dei cosiddetti sovranisti, in Pulsione Securitaria.

La Pulsione Securitaria non è altro che un istinto naturale che la persona ha quando viene minacciato il suo lavoro, la sua casa, la sua famiglia, reagendo verso l’esterno. Un istinto insito nella vita e nel quotidiano, e in un momento come questo, di difficoltà per tutti, questa Pulsione viene amplificata. L’errore della sinistra è stato non saperlo interpretare e dargli una risposta adeguata con strumenti di sinistra. Laddove ci si è tentato lo si è stigmatizzato come un comportamento reazionario.

“Oggi il problema è che ci sono milioni di persone che la sicurezza ce l’avevano e l’hanno persa. E’ questo che smuove le dinamiche sociali e politiche in Occidente. La sicurezza, ovviamente, riguarda anche l’immigrazione che va affrontata con determinazione, realismo e nel rispetto delle leggi, non opponendo alle irrazionali chiusure xenofobe (se non peggio) una sorta di generica ricetta cosmopolita”, chiosa sempre Petruccioli.

Ecco, il pragmatismo della realpolitik di certo non appartiene alla cultura politica italiana né tantomeno a quella della sinistra. Credo che oggi la sinistra politica abbia gravemente concesso alla destra di occuparsi della questione “sicurezza” che ne ha fatto solo un mero e popolare affare di difesa dei confini e personale.

 

 

 

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