La prigione e la bellezza

da | 30 Nov 21

Con Fuoririga tra i saloni e gli atri del Palazzo Ducale di Genova, sede del dogato dell’antica Repubblica

Fuoririga apre le porte delle stanze, dei saloni, degli atrii di Palazzo Ducale di Genova, sede del dogato dell’antica Repubblica a partire dal 1339, oggi gestito dalla Fondazione per la Cultura. Ma questo non è un servizio d’arte, bensì sulla promozione di questa. Sul segreto alle spalle di un centro di produzione culturale tra i più eccellenti d’Italia. Ce ne parla la Direttrice della Fondazione, Serena Bertolucci: «Fare una mostra a Palazzo Ducale, come quella su Maurits Cornelis Escher in questo momento ‒  la più completa e la più grande esposizione antologica sull’artista olandese mai allestita in Italia (disponibile fino al 2 febbraio 2022) ‒, significa avere un sogno e volerlo portare a compimento.

Serena Bertolucci, direttrice Fondazione per la Cultura

La missione di chi lavora nei luoghi della cultura è quella sì di conservare il patrimonio ma è anche quella di condividerlo. Altrimenti, in che altro modo un giovane capirebbe che quel capitale gli appartenga? Tenere una mostra significa agire perseguendo questo esatto scopo, facendo scattare quel meccanismo tale per cui chi sta guardando resti meravigliato, eliminando l’accezione negativa che, in Italia, pare avere la locuzione “roba da museo”, come fosse qualcosa di annoso e polveroso: no. La cultura è meraviglia, è quel qualcosa che, guardando ad esempio il David di Michelangelo, porti a esclamare “ma quanto è magnifico”?!», ha detto Bertolucci che, affiancando il Presidente della Fondazione Luca Bizzarri nella conduzione delle attività del Palazzo, ha dato corso alla scoperta e alla divulgazione dei messaggi incisi dai prigionieri che, fino agli anni Trenta del Novecento, hanno occupato le celle spoglie, buie e fredde della torre Grimaldina.

Tracce di dolore e di speranza, di colpevolezza e d’innocenza, di sangue e di solennità. #Genova #PalazzoDucale #SerenaBertolucci #LucaBizzarri #Arte #Prigioni

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