“La morte di mio padre e quella sicurezza che ci è ancora negata”

da | 3 Gen 22

Lettera di Enrico Bellomo al nostro giornale

Venerando Bellomo con il figlio Enrico

L’improvvisa morte dell’Avvocato Venerando Bellomo, avvenuta il 16 luglio del 2021, venti ore dopo aver fatto la seconda dose del vaccino anti covid, ha suscitato nei familiari il sospetto che potesse esserci una correlazione fra la somministrazione del vaccino e il decesso, ed è per questa ragione che la famiglia ha presentato un esposto alla Procura per accertare la causa dell’improvvisa morte del loro congiunto.

Scrive oggi il Dott. Enrico Bellomo, figlio di Venerando, in una lettera inviata al nostro giornale:

Niente di quanto riportato nei giorni immediatamente successivi alla morte di mio padre, e cioè che non ci sia alcuna correlazione tra il decesso e la vaccinazione fatta da mio padre 20 ore prima, è mai stato comunicato e ufficializzato a me o ai miei familiari o a chi ci sta assistendo”.

La relazione sui prelievi eseguiti non è ancora stata depositata. La fretta con cui si è deciso di dare una notizia priva di ufficialità e delle necessarie quanto delicate indagini non ha nulla a che fare con il limbo di paura e rabbia in cui ci troviamo da troppo tempo. Ha inoltre semplificato e liquidato un tremendo timore che, mi rendo conto, è difficilmente comprensibile a molti.

Piacerebbe anche a noi avere la stessa sicurezza di quanti sono convinti diversamente da quanto sto scrivendo.

Questa sicurezza ci è ancora negata. Oggi continuo a vedere tutto nero, a non poter vincere il terribile sospetto, a litigare con quella parte di me che costantemente cerca di guardare avanti ma che vede il nulla.

In merito a questa faccenda tanto si è detto. Vi assicuro: poco di vero, nulla di certo. E questa incertezza trova pace solo nella convinzione che un giorno la scienza sappia consolare la nostra amarezza, che la verità sia meno terribile di quello che temiamo di immaginare e che nella nostra solitudine altri, e prima ancora noi stessi, troviamo la forza di vedere la luce”.

“Questo lo merita mio padre, della cui assenza dispero, e lo meritiamo tutti noi, nella cui presenza spero”.

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