La leggenda della luna piena

da | 14 Dic 21

Leggende. Il nome che le antiche tribù degli Indiani d’America hanno dato a ciascuna delle dodici notti di luna piena

Lia Rocco

Le antiche tribù degli indiani d’America hanno dato un nome a ciascuna delle dodici notti di luna piena che si succedono durante l’anno. Tali nomi indicano non solo il plenilunio ma l’intero mese che lo comprende.

Così Gennaio è il mese della Luna del lupo perché i lupi affamati ululano attorno agli accampamenti.

Febbraio è il mese della Luna della neve perché è in questo mese che ci sono le nevicate più abbondanti.

Aprile è il mese della Luna del pesce perché le sardine e le aringhe risalgono i fiumi per deporre le uova.

E Luglio è il mese della Luna del cervo perché a luglio spuntano le nuove corna sulla fronte dei cervi .

E Novembre è il mese della Luna del castoro perché è in questo mese che i castori vanno in letargo.

Dicembre è invece il mese della Luna delle notti lunghe e fredde.

Dovete sapere che la luna all’inizio della creazione era solo uno spicchio, una falce che brillava fiocamente nella notte oscura e si beava della pace e del silenzio in compagnia delle stelle.

Una notte questa pace venne disturbata dall’ululato di un lupa che era salita sulla montagna più alta e aveva cominciato ad ululare proprio verso la luna. Era un ululato terribile e disperato. Si sentiva per tutta la foresta. E arrivava sino al cielo.

La luna sentito questo lamento si rivolse alla lupa rimproverandola: Perché ululi così? Non puoi smetterla? Stai disturbando inutilmente la pace della notte.

E la lupa di rimando disse: Non posso smetterla e non la smetterò. Ho perso il mio cucciolo. E la notte è così buia. E lui non troverà la strada per ritornare da me. Chissà dove è finito. Chissà quanti pericoli sono in agguato.

La falce di luna si impietosì. E cominciò a pensare a come avrebbe potuto aiutare la lupa. Ed ebbe un’idea che mise subito in atto. Iniziò  a trattenere il respiro. E cominciò a gonfiarsi … a gonfiarsi … a gonfiarsi …E tanto si gonfiò che divenne una sfera perfetta. Luminosissima nel cielo di velluto nero.

Un chiarore placido, luminoso, incantato si adagiò su tutta la foresta. Tutti gli angoli, gli anfratti, le tane più buie erano illuminati.

E il lupacchiotto fu presto ritrovato. La lupa lo strinse forte e ringraziò la luna che dall’alto li guardava materna.

Manitù, il grande spirito creatore e custode del mondo, vedendo quello che era accaduto, decise di fare un dono alla generosa falce di luna. E le promise che, una volta al mese, tutti i mesi dell’anno, sarebbe diventata tonda, piena, luminosa, e tutti i cuccioli persi sarebbero stati così ritrovati.

E da quel giorno, nei giorni di luna piena, tutti i lupi del mondo ululano felici alla luna .per ringraziarla.

1 commento

  1. Alfonso Maurizio Iacono

    Che dolce!

    Rispondi

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