La guerra segreta per portare il commissario Montalbano ad Agrigento

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TELEVISIONE. Nell’episodio del commissario Montalbano in onda questa sera, lunedì 6 marzo, alcune scene sono girate ad Agrigento. Nell’episodio “Come vuole la prassi”, Luca Zingaretti torna nella Vigata dei libri di Andrea Camilleri. Storia di un braccio di ferro tra province, produzioni televisive e set all’aperto

Luca Zingaretti al tempio di Giunone. Una delle scene in onda questa sera

E’ il mese di settembre del 2014 quando per la prima volta si sancì un diritto: Vigata è Porto Empedocle, Montelusa è Agrigento e i luoghi del Commissario Montalbano non sono quelli della fiction.

Le fortune cineturistiche generate dalla popolarità televisiva nel mondo vanno distribuite equamente e non limitate al Ragusano. Sembra una rivendicazione assurda, velleitaria, perfino patetica e a Ragusa storcono il naso. Camilleri è Montalbano e Montalbano è ragusano. Un sillogismo perfetto finché a tentare la carta improbabile non è l’allora sindaco di Porto Empedocle Lillo Firetto, nelle vesti di presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi, forte di un’amicizia vigorosa e sincera con lo scrittore Andrea Camilleri. La produzione ha già minacciato di lasciare la Sicilia e andare via in Puglia, attirata dalle sirene di una Film Commission più fiorente e pronta allo scippo. Seduti attorno ad un tavolo ci sono il produttore della fortunata serie televisiva, Carlo Degli Esposti, il direttore esecutivo della Palomar Gianfranco Barbagallo e i sindaci del comuni del Distretto Turistico Sud-Est, Noto, Scicli, Modica e Ragusa. Firetto non batte i pugni, ma con la sua consueta flemma porta su quel difficile terreno le tesi di una richiesta legittima, che assume il sapore di un necessario indennizzo. E’ un primo passo importante.

Degli Esposti acconsente: il Commissario della fiction si ricongiungerà alla Vigàta letteraria, quella immaginata da Andrea Camilleri. I sindaci di Scicli, Modica, Ragusa e Noto borbottano. In fondo sembra una piccola cosa, ma è un primo tassello. Porzioni di set si sposteranno nell’Agrigentino. Intanto, è la serie del “Giovane Commissario Montalbano” a sbarcare alla Scala dei Turchi insieme alla fidanzata Livia. E’ il gennaio del 2015. La serie va in onda su Rai Uno dopo qualche mese, in primavera, per la regia di Gianluca Tavarelli, protagonisti Michele Riondino e Sara Felberbaum, rispettivamente nei panni di Montalbano e della giovanissima fidanzata.

E’ ancora estate e un altro tassello suggella la congiunzione tra luoghi letterari e cinematografici. Il Distretto Turistico Valle dei Templi incontra a Palermo Gloria Giorgianni, fondatrice della casa di produzione Anele, che sta producendo per Rai Uno un format assolutamente inedito di dieci piccoli corti, tratti dai racconti del libro “Donne” di Andrea Camilleri. Lo scrittore racconta le donne più importanti della sua vita e come non ritrarle in televisione nei luoghi reali?

Si raggiunge un accordo. Il Distretto offre la sede logistica per la sartoria, per il ricovero degli automezzi, l’accoglienza della troupe e delle maestranze, un centinaio in tutto, l’assistenza per i casting delle comparse. I film si preannunciano di successo con un cast di tutto rispetto: Nicole Grimaudo, Claudio Gioè, Anita Kravos, Giampaolo Morelli, Carolina Crescentini, Neri Marcorè, Vincenzo Amato, Francesco Mandelli, Nino Frassica e molti altri. A firmare i soggetti è anche Alessandra Mortelliti, nipote di Andrea Camilleri.

Le riprese cominciano in ottobre e interessano il centro storico di Agrigento, Palazzo Tommasi, Casina Giambertoni, la Valle dei Templi, la spiaggia di Giallonardo, la campagna di Montaperto, l’aereo dell’Air Pub Cafè di San Cataldo, e nel cast vengono coinvolti i ragazzi della Casa del Musical, di Marco Savatteri, che, con le coreografie di Gabriel Glorioso, devono improvvisare un boogie.

Gli episodi vanno in onda dal 30 agosto 2016 e l’atteso successo è confermato. Il format piace. I giudizi del pubblico sono unanimi. Questo sancisce un altro traguardo importante: Andrea Camilleri può essere apprezzato nelle versioni televisive delle sue opere, anche quando non si tratta del Commissario Montalbano. Può essere la proposta di un “compromesso”. Al Ragusano il Commissario Montalbano e all’Agrigentino tutte le altre opere.  La produzione parla già di altri progetti per Rai Fiction, come “Il Casellante” o “La concessione del telefono”.

 A Ragusa la comunicazione evita abilmente di citare le riprese di “Donne” nell’Agrigentino. E non è un caso. Questa storia del “decentramento”, o sarebbe meglio dire della “ricongiunzione” con i luoghi natii di Camilleri, al sud est della Sicilia non è gradita. Al punto che quando la produzione della serie televisiva di “Immaturi” giunge ad Agrigento e comincia i sopralluoghi con la Film Commission ormai collaudata del Distretto Turistico Valle dei Templi, Noto rilancia l’offerta. E la produzione comunica ad Agrigento che, purtroppo, è stata scelta un’altra zona.

Si chiama concorrenza. E ci sta, perché Agrigento è ancora all’inizio e merita più collaborazione da parte delle imprese.

Perché Sicilia sud est è uguale a Cineturismo? Un sistema economico più vivace, una capacità di essere coesi verso l’obiettivo e un’attitudine naturale nel fiutare gli affari. Tutti elementi in cui Agrigento mostra ancora la sua fragilità. Ma Firetto, divenuto sindaco di Agrigento, e sempre presidente del Distretto Turistico non demorde e intende portare ad Agrigento la nuova serie del Commissario Montalbano.

Prima di ciò, accadono due passaggi fondamentali: nell’ottobre 2015 a Casa Corriere, nel Cluster BioMediterraneo di Expo Milano, Andrea Camilleri manifesta pubblicamente, in collegamento video, apprezzamento per gli sforzi in atto nel voler legare i luoghi della fiction ai luoghi che hanno ispirato i suoi romanzi.  Nel febbraio del 2016, in Campidoglio, lo scrittore, in diretta Rai, riceve dalle mani di Firetto la cittadinanza onoraria. Lo scrittore, empedoclino, ha studiato ad Agrigento e alla Città di Templi è legato da tanti ricordi. Sono presenti il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il giornalista Felice Cavallaro per la Strada degli Scrittori e il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, che comunica in quella sede che la SS 640 sarà ufficialmente denominata Strada degli Scrittori, legando indissolubilmente e per decreto del ministero dei Trasporti, gli scrittori (Pirandello, Camilleri, Sciascia…) ai luoghi natii.

Nell’aprile del 2016 cominciano ad Agrigento le riprese della nuova serie del Commissario Montalbano, che torna ad essere interpretato da Luca Zingaretti. L’episodio va in onda lunedì 6 marzo 2017, su Rai Uno in prima serata, per la regia di Mario Sironi. Il titolo è “Come voleva la prassi”. Lunghe sequenze di quella fiction sono state girate ad Agrigento all’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi. Lo stesso promo in onda in questi giorni per annunciare la messa in onda, anticipa uno spezzone in cui si vede Luca Zingaretti nei panni del mitico commissario di Vigàta aggirarsi tra le colonne doriche del tempio di Giunone. Una “finestra” internazionale che promuove Agrigento e la sua Valle alla luce del fatto che il commissario televisivo, che ha alle spalle 11 stagioni e più di trenta episodi, è visto mediamente da 10 milioni di persone per poi essere tradotto in 13 lingue e venduto in 28 Paesi del mondo.

“Questa volta la fiction promuove il territorio agrigentino – recita una nota del Comune – e non è detto che prossimamente non possano girarsi nuovi episodi ancora nella città dei templi. Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che è in stretto contatto con il produttore Carlo Degli Esposti non nasconde questa nuova possibilità”.

Anche di queste ultime apparizioni agrigentine non c’è traccia nella stampa del sud est, anzi. Sui blog, sui siti di informazione, sui profili social di strutture ricettive è sempre esaltata e amplificata un’identità rafforzata in tanti anni: “la vera Vigata, si legge, è qui”. Non volendo perdersi in dissertazioni filosofiche circa il concetto di verità, va comunque rilevato un senso di orgoglio e di attaccamento, certo giustificato da indubbi flussi turistici, che andrebbe emulato. L’aver colto in questi ultimi anni l’importanza del cineturismo e l’aver creato una rete istituzionale e di imprese in grado di sostenere produzioni cinematografiche e televisive è un punto a favore del nostro territorio.

Bisogna recuperare il tempo perduto ed è ovvio che non basta la collaborazione con la Film Commission della Regione Siciliana, oggi Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo. Occorre che sia il territorio a comprendere quanto queste attività, apparentemente marginali, possano influire in termini di lavoro, di promozione, di rilancio del sistema produttivo. In questo momento la Film Commission del Distretto sta assistendo la produzione di un film messicano. Le riprese partiranno verso la fine del mese ad Agrigento e alla Torre di Monterosso. La distribuzione è destinata a sei Paesi in due Continenti.

 

 

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One Response to La guerra segreta per portare il commissario Montalbano ad Agrigento

  1. Frank Rispondi

    11/03/2017 a 5:45

    senza offesa per nessuno, ma Montalbano televisivo è per fortuna ragusano,il successo del Montalbano televisivo , oltre che alla bravura degli attori, va da attribuire anche ai luoghi magici incantati e misteriosi particolari che lasciatemelo dire solo nel Ragusano si trovano, non voglio sminuire nessun posto perché ripeto la Sicilia è bella tutta e io non sono neanche ragusano , ma bisogna essere oggettivi e dire le cose come stanno, e gioire del fatto che esistano luoghi cosi belli, per non parlare di una luce bianca particolare e rasserenante che solo nel territorio ibleo si trova, da siciliani si dovrebbe essere felici per la citta scelta e non invidiosi, non mi riferisco all’ articolo ovviamente ma parlo in generale , siamo italiani, siamo siciliani, siamo tutti sotto lo stesso cielo e quindi smettiamo di fare inutili guerre o polemiche, ripeto il Montalbano televisivo è nato a Ragusa e non lo si può strappare via da li, sarebbe profondamente ingiusto e dirò di più Zingaretti , Cesare bocci e gli altri attori del cast
    hanno sempre detto chiaramente di essere letteralmente innamorati di quei luoghi , e di sentirsi in pace con l universo quando si trovano li, ne sono affezionatissimi e io penso che tutto il cast , si rifiuterebbe di girare ancora Montalbano qualora dovessero cambiare location!!!!sarebbe come togliere un figlio alla madre entrambe le parti ne soffrirebbero,una cosa è il libro una cosa è la serie tv, con tutto il rispetto ovviamente per Camilleri,
    I ragusani poi sono sempre stati gente umile,e accogliente e meritano il successo che i loro luoghi stanno avendo, luoghi che prima del successo della serie , erano sconosciuti, incontaminati quasi deserti e venivano visti anche dagli altri abitanti della Sicilia stessa, come l estremo sud! il turismo li quasi neanche esisteva a dispetto di città siciliane più famose , quindi il territorio Ibleo sta avendo la meritata ribalta , luoghi cosi belli non potevano restare nell’ ombra meritavano di essere scoperti e valorizzati, perché è un bene per l umanità avere posti del genere ringraziamo che esistano e di averceli in Italia e in Sicilia!!! e lasciate Montalbano alla sua Ragusa !

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