La donna che teneva il registro delle anime

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PERSONAGGI. E’ andata in pensione Salvina Scimè, dal 1980 impiegata al Comune di Racalmuto. Per molti anni è stata l’ufficiale di stato civile che annotava nascite, morti, matrimoni e trasferimenti nel paese della Ragione

Salvina Scimè (con i fiori) tra i suoi colleghi

Per quarant’anni al Comune di Racalmuto, Salvina Scimè è andata in pensione. Una breve cerimonia, con il sindaco Vincenzo Maniglia, il presidente del consiglio comunale Sergio Pagliaro e i colleghi impiegati per salutarla e ringraziarla del lavoro svolto in quarant’anni.

Salvina Scimè, con il suo tratto garbato e riservato, è stata a lungo la memoria storica del paese. Era infatti l’ufficiale di stato civile, cioè la responsabile dell’ufficio che annota le nascite, le morti, i trasferimenti e tutto ciò che riguarda la vita burocratica dei cittadini, quindi dell’intera comunità.

Arrivata al Comune nell’aprile 1980, subito dopo la sindacatura dell’avvocato Salvatore Marchese che aveva lasciato la poltrona a Francesco Marchese, quasi omonimo ma di diversa miltanza politica: socialista il primo, democristiano il suo successore, oggi presidente del Circolo Unione.

Ha lavorato a lungo in segreteria e all’anagrafe. Dal 1996 era ufficiale di stato civile, il ruolo a cui tocca registrare ogni variazione della popolazione e della loro condizione formale: vivi, morti, sposati, divorziati, vedovi e vedove.

Adesso, con il pensionamento, questa bella e gentile signora avrà il tempo di godersi la famiglia e i suoi nipotini.

A lei, mamma del nostro collega Totò Picone, i migliori auguri di giorni felici e luminosi.

QUI SOTTO LA FOTOGALLERY DEL SALUTO IN MUNICIPIO A SALVINA SCIME’

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