La dilagante sciattezza di Roma, capitale di un Paese in declino

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La città meravigliosa dei film non esiste, al suo posto vi è un concentrato di sciatteria e immigrati abbandonati ai bordi delle stazioni. Nemmeno i disperati del mare vogliono più venirci in Italia.

Roma

Che Paese che è l’Italia. Non vi è angolo immune della corruzione scrive il New York Times, in questi giorni pagheremo miliardi di tasse. Le nostre tasse servono sempre meno ad offrire servizi dignitosi e sempre di più ad arricchire corrotti.

Se passeggi per Roma hai l’impressione di una dilagante grande sciattezza, se passeggi per Agrigento pensi che questa città è ancora e sempre come la raccontava Pirandello. È una fortuna che vi siano letteratura cinema e Tv a creare altri mondi. La Sicilia di Camilleri ad esempio è quella che vorremmo e che temo mai sarà. Vale lo stesso per la Roma di Sorrentino, piace tanto agli stranieri che vengono da noi fiduciosi di ritrovare le atmosfere dei film e poi, come è accaduto a mia cugina che vive a Monaco di Baviera, non riescono a credere ai loro occhi, la città meravigliosa dei film non esiste, al suo posto vi è un concentrato di sciatteria e immigrati abbandonati ai bordi delle stazioni.

immigrati che dormono

A proposito, chi si è sempre chiesto perché la nostra forma di accoglienza si traduca in disperati che puliscono i vetri ai semafori e dormono di notte a Termini ed Ostiense diventati ormai mega ostelli di infima categoria a cielo aperto, adesso sa perché, perché è stato un fiorente business per la mafia romana. Semmai a Salvini che vuole sbarcare al Sud bisognerebbe ricordare che mentre lui si sbraccia per fermare l’invasione africana, in realtà sono gli altri i disperati del mare che non vogliono venirci più in Italia, un paese che non attrae neppure chi muore di fame. Siamo messi così male che anche i poverissimi hanno pena di noi e ci evitano.

P.S. E in tutto questo il Pd che fa? Un giorno sì e uno no dibatte di scissione, che fanno gli altri partiti? Un giorno sì e uno no tramano per eleggere un nuovo Capo dello Stato non ostile alle singole ambizioni. Ma Capo di che? Di quale Stato?

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One Response to La dilagante sciattezza di Roma, capitale di un Paese in declino

  1. Calogero Taverna Rispondi

    15/12/2014 a 11:15

    Si vede che il signor Galluzzo abita in una città diversa da quella in cui abito io. Non nego che sto in un quartiere diciamo “bene” di Roma, ma bazzico anche gli altri quartieri ove abitano nipoti forse meno fortunati di me. Comunque di questo improvviso micidiale degrado che denuncia il signor Galluzzo non riesco a capacitarmi. Credo di intendermene un tantinello di economia e mi sento di affermare che a Roma non vi è crisi economica almeno nei drammatici termini ostensi dall’acuto giornalista. Può anche darsi che ciò sia dovuto a questa grande corruzione che tutti dicono esistere. Se mio padre si lamentava che negli anni Cinquanta “sordi nun nni caminavanu” a Racalmuto (ed era miseria nera) si vede che a Roma li “sordi” scorrono a fiumi. E tutti vi si abbeverano. Credo (e spero) lo stesso giornalista. Dall’ebreo Giggetto – che una brodaglia di sospetti carciofi te la fa pagare un occhio della testa – se ci riesci trova un discreto posto se non prenoti un mese prima. Non ho i dati statistici ma ci scommetto quel che si vuole per dire che Roma (per fortuna) sta scoppiando di turisti e di tutte le risme e di ogni parte del mondo. Oltretutto c’è papa Cicciu che tira e il mercoledì tu è meglio che giri lontano dalle mura leonine vaticane. Ove il servizio d’orine è mirabile. I poliziotti hanno anche la vista lunga e acciuffano due partenopei (non zingari né extra comunitari) che alla solita svanita vecchietta rompono il parafango per spillarle i soliti 350 euro. L’altro giorno ai due malfattori lo scherzo gli si è ritorto contro e le forze dell’ordine li hanno fatto finire in gattabuia. Questo a San Pietro in Roma; non mi risulta altrettanto a Canicattì.
    Può anche capitare che il comandante della forestale romana si accorga che fanno stage di alberi in viali persino storici. Nessuno ha chiesto i debiti permessi: si dà quindi da fare; interpella gli uffici comunali competenti ma quelli nicchiano; non collaborano. Allora una bella scappata in procura e nel giro di un paio di anni scoppia questo grande scandalo della storia romana. Mi dice che debbo attendermi l’arresto tra breve di altri 24 personalità di grande spicco compresi politici ed alti funzionari. Le verrine sono certo state scritte a Roma ma solo ora in questa Roma tanto vilipesa e magistratura e sistema di controlli e intercettazioni impietose stanno consentendo un repulisti ammirevole. A me questa Roma così pulita così colta alla Marino piace. E’ molto piaciuto alcune settimane fa approdare al centro, immergermi a piedi in quella dilatata (da Marino) area dei Fori Imperiali e godermi l’incanto di frotte di turisti multilinque dinanzi alla portentosa dovizie di sublimi vestigia dell’antica Roma. Certo i mercantucoli ebrei delle strade di afflusso, strabocchevolmente intasate, ove tenevano bottegucce in totale evasione vedono i loro affari micidialmente afflosciarsi. E siccome sono casta e che razza di casta stanno cercando in tutti i modi di mettere sulla graticola di San Lorenzo il barbuto e cupo Marino. Ma a me Marino piace. Spero che continui così: pulizia al Comune e salvaguardia del patrimonio archeologico al Centro. FA OPERA CULTURALE, IMPOPOLARE QUINDI E MI ACCORGO CHE NEANCHE ALL’ILLUSTRE CORRISPONDENTE DI MALGRADO TUTTO CIO’ AGGRADA: PAZIENZA! CERTO SE LA CUGINA BAVARESE CERCA in via veneto di farsi palpare il culo da Mastroianni penserà di avere sprecato i soldi del viaggio; non c’è più cinema né dolce vita in via Veneto (e meno male dico). Certo a Roma i barboni sono una istituzione. Amano dormire pulitini ed educati negli androni delle tante stazioni romane. Una pecca? Gravissima? Qualche costo alla tradizione bisogna pagarlo. E questo allontana i turisti? Non mi risulta. Certo è grido di dolore che entusiasma i fascisti (ma a me sai quanto me ne frega: pensino ad Alemanno che è cosa loro). L’accattonaggio e non solo vetraiolo permane (un po’ attenuato mi è sembrato, ma posso sbagliarmi). Dà fastidio? a me sì; vado subito in escandescenze, ma l’ammetto: è la mia anima razzista che esplode. Non mi prendo sul serio. Ne tanto frena le correnti turistiche, che anzi si accrescono. Gli zingari? problema atavico a Roma: ma i risultati di certa pulizia magari a grande costo nelle aree urbane mi sembra di coglierli. Non tutti i mali vengono per nuocere. Naturalmente appare chiaro che io non vivo a Roma, invece Galluzzo e Malgrado Tutto, sì.
    P.S. Dimenticavo: a Racalmuto per tutta la metà di quest’anno il mio partito PD veniva accusato di essere solo litigioso e di essere perdente a fronte di altre aggregazioni politiche tutte composte, disciplinate, unite, dai programmi abbacinanti. Il mio partito vinse, anche contro di me, e gli altri hanno perduto persino in malo modo. Ora il mio partito stralitiga a Roma o a Bologna o dove vi pare: in totale disaccordo andremo alle elezioni e vinceremo: gli altri signori della politica che non litigano mai ma solo esigono ubbidienza assoluta ai capi, statene sicuri: perderanno. E questo perché siamo in democrazia: le unanimità non ci si addicono. Ai tempi del Duce? altra storia ma era FASCISMO.

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