“La cultura fatta di soli libri non serve a nulla”

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“I ragazzi di Regalpetra”. Gaetano Savatteri racconta la lunga guerra di mafia di Racalmuto agli studenti del liceo “Fiorentino” di Lamezia Terme, e sottolinea il il valore di saper coniugare la cultura “libresca” con i più puri sentimenti umani.

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Al Liceo Classico “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme, in una sala “Oreste Borrello” tappezzata da centinaia di testi e gremita da decine e decine di studenti, lo scrittore e giornalista di origini siciliane Gaetano Savatteri ha presentato agli studenti il suo romanzo-inchiesta “I ragazzi di Regalpetra” edito da Melampo.

Un libro che dovrebbero leggere in tutte le scuole – come dice Gioacchino Tavella, consigliere di Trame e coordinatore dell’incontro – poiché non è solo una storia di mafia, ma anche una storia di ragazzi». “I ragazzi di Regalpetra” racconta la lunga guerra di mafia di Racalmuto (Regalpetra prende ispirazione dal nome dato alla città del romanzo “Le parrocchie di Regalpetra” da Leonardo Sciascia nel lavoro pubblicato nel 1955) che ha sconvolto la realtà di questa parte di Sicilia. Un conflitto che vedeva amici di un tempo ritrovarsi gli uni contro gli altri per il predominio del territorio.

La conversazione è stata anticipata dalle preziose parole del dirigente scolastico Teresa Bevilacqua e da Loredana Lucchetti, responsabile della Treccani, che ha voluto ringraziare gli studenti per «l’interessamento a questi temi trasversali» rispetto al loro programma scolastico e si è detta molto felice della collaborazione posta in essere con la Fondazione Trame.

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Ruolo da protagonisti hanno presto assunto i ragazzi del “Francesco Fiorentino” con le letture delle recensioni elaborate da loro stessi dopo la lettura dell’opera di Savatteri. «La mafia è un’increspatura dell’acqua che, prima piccolissima, tende a espandersi e la domanda che sorge riguarda chi ha lanciato quel primo sassolino da cui è scaturito tutto ciò a cui, poi, lo Stato non è riuscito a porre un solido intervento» si chiede una giovane studentessa.

Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia, presente all’incontro, ha voluto sottolineare il bisogno di riconoscere e dare una possibilità di riscatto sociale a chi ha sbagliato, senza però oltrepassare quel limite che divide il lecito e l’illecito, quello che è giusto e quello che è sbagliato. Il riferimento è caduto sugli atti di vandalismo accaduti l’altro ieri al parco lametino dedicato alla figura di Peppino Impastato, episodio che il primo cittadino ha citato per esortare i ragazzi a riflettere su quello che accade in città.

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La discussione si è dunque spostata sul tema dell’importanza della lettura e dell’istruzione in luoghi critici come la Regalpetra del romanzo di Savatteri. L’autore ha voluto lanciare un segnale d’allarme indicando quanto «la cultura fatta solo di libri e non accompagnata da fratellanza e solidarietà non serve a nulla» ed evidenziando il valore di saper coniugare la cultura “libresca” con i più puri sentimenti umani. «Se non sono riuscito a parlare con il mio coetaneo in difficoltà a cosa è valso leggere libri?» si è chiesto lo scrittore, direttore artistico anche di Trame Festival.

L’iniziativa, affiancata anche a “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole”, progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  con il Centro per il libro e la lettura, ha avuto un prestigioso incipit con i saluti di Massimo Bray, direttore generale dell’Enciclopedia Italiana e già Ministro dei Beni Culturali. Gli incontri, inoltre, hanno goduto della collaborazione dell’ALA, l’Associazione Antiracket lametina.

Nelle foto alcuni momenti dell’incontro

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