La contesa per il restauro del casolare dove fu ucciso Peppino Impastato

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Lettera del fratello Giovanni: “Uniamoci per decidere insieme cosa fare”

Peppino Impastato

Sul restauro del casolare di Cinisi, dove nel ’78 fu ucciso Peppino Impastato, per diversi anni al centro di una contesa tra Enti per la ristrutturazione, interviene con una lettera Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che propone una riunione con le Istituzioni e le associazioni, che fanno riferimento alla figura di Peppino, per trovare la soluzione migliore per la collettività.

Scrive Giovanni Impastato:

Dopo 41 anni finalmente si sta muovendo qualcosa riguardo il casolare, sta accadendo ciò a cui ormai non speravamo più. Non ci siamo però mai rassegnati, abbiamo lottato, fatto appello a tutte le istituzioni, denunciato tramite i giornali, raccolto firme, aperto il casolare alle scuole per il 9 Maggio, fino ad arrivare al punto, come famiglia, di impegnarci a livello economico cercando un prestito bancario per acquistarlo e donarlo successivamente alla società civile, come abbiamo fatto con la nostra casa che adesso è diventata “Casa Memoria”. Purtroppo l’acquisto del Casolare non è stato possibile per la richiesta veramente eccessiva del proprietario.

Giovanni Impastato

Oggi siamo davvero soddisfatti perché finalmente la questione si sta risolvendo, anche se con notevole ritardo.

Ringrazio coloro che si sono impegnati in questi anni, dalle associazioni che fanno riferimento alla figura di Peppino, ai giornali e le televisioni che ci hanno dato ampio spazio.

A questo punto mi sembra doveroso riconoscere l’impegno del Governatore Nello Musumeci, che ha avviato la delibera di esproprio, ringraziandolo per la promessa mantenuta alcuni anni fa, nel 2013, in visita a Casa Memoria, quando era Presidente della Commissione regionale antimafia.

Il casolare

Allo stesso modo vogliamo ringraziare anche il Sindaco della città metropolitana di Palermo Leoluca Orlando ed il Sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo che si sono attivati per un finanziamento ed un progetto, approvati, per l’acquisto e per il restauro del Casolare e del terreno adiacente.

Ora è il momento di unirci per decidere insieme cosa fare, un tavolo tra tutte le parti per trovare la soluzione migliore per la collettività. Quando le  Istituzioni ti sono vicine è più facile che i problemi si risolvano, bisogna per questo restare uniti per raggiungere un obiettivo comune”.

foto da internet

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