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La barca della pace per un nuovo Natale

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Da Favara parte una strada nuova che costruisce e solidifica “l’asse della pace”, che da Lampedusa arriva a questo martoriato comune siciliano per lanciarsi verso Assisi.

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“Ero forestiero e mi avete accolto”: sono queste le parole che campeggiano sull’intera fiancata del barcone “El pescador” che dal 23 dicembre 2015 assume le sembianze del presepe e rappresenta le istanze di pace e solidarietà che vengono coltivate in terra siciliana per diffondersi nell’intero Paese.

Se dovessimo numerare le modalità che possono indicare e sviluppare percorsi di pace, dovremmo indicare il segno dell’infinito. Ora, da Favara, parte una strada nuova che costruisce e solidifica “l’asse della pace” che parte da Lampedusa, arriva a questo martoriato comune siciliano per lanciarsi verso Assisi.

L’anima creativa di questo progetto di pace è frate Giuseppe della Comunità Francescana di Favara. Utopia che diventa realtà e porta nella piazza antistante del convento dei frati un lungo barcone che è stato trasportatore stracarico di migranti di cui alcuni sono rimasti sepolti nelle acque del Mediterraneo.

Può un mezzo di trasporto macchiato dal sangue di giovani migranti assurgere ad elemento di nascita di un futuro di pace? Certamente sì. Il barcone che diventa presepe, che racconta una storia non più di sofferenza e morte, ma di rinascita, di rinnovamento, di fiducia, di solidarietà piena. Il barcone non ha bisogno di mediazioni, è presente in tutta la sua possenza, in un richiamo concreto al suo ruolo: ieri strumento negativo, oggi decisamente positivo e costruttivo. Favara è il Comune che ha saputo dare accoglienza a migranti vivi e -purtroppo- anche morti, che nella comunità di San Francesco ospita un numero incredibile di cittadini provenienti dall’Africa e dall’Asia che trovano non solo accoglienza ma anche possibilità di lavoro.

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Favara, dopo Assisi, è il Comune che mette in evidenza il “barcone” quale elemento tangibile della migrazione sfruttata e manipolata che spesso diventa tragedia come dimostrano i tremila e cinquecento morti nel 2015 nelle acque del Mediterraneo..

Da tutto ciò parte il “progetto di pace” che trova la sua evidente espressione nello sventolio della bandiera della pace issata sul pennacchio della cabina di comando del barcone stesso per opera di un giovane di colore che su questo barcone ha traversato il nostro mare.

La pace ha colori vivaci e non certo il nero del terrorismo, delle divisioni, dei sorprusi, dei fondamentalismi, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Il prossimo previsto gemellaggio dei due Comuni Assisi e Favara costruisce una linea ideale che -ripeto e sottolineo- parte da Lampedusa per attraversare la Sicilia sino alla Città natale di San Francesco che con il suo barcone e con la marcia della Pace si pone al centro della costruzione di una sana società che trova il proprio humus nell’accoglienza e nei principi della Misericordia. Uniti per costruire pace, si può e si deve.

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