Io sto con Dell’Osso e la Meloni, senza se e senza ma

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Gli insulti a Matteo Dell’Osso, per essere passato dal M5S a Forza Italia, e quelli di Oliviero Toscani a Giorgia Meloni meritano una riflessione sul livello di degenerazione a cui è arrivata la politica e la sua comunicazione.

Giorgia Meloni e Matteo Dell’Osso

L’ondata di insulti violenti che sono stati inviati via social a Matteo Dell’Osso dopo la sua decisione di passare da M5Stelle a Forza Italia meritano una riflessione sul livello di degenerazione a cui è arrivata la politica e la sua comunicazione.

Matteo Dell’Osso ha la Sla, è disabile. E’stato eletto in parlamento dal M5Stelle proprio per portare e difendere la realtà dei disabili e battersi per una migliore e più orientata legislazione, ma soprattutto per rappresentare in modo forte la diversità e con essa il senso di dignità di chi, pur soffrendo, e sottolineo soffrendo, di una menomazione abbia gli stessi diritti di tutti gli altri, quelli ‘normali’.

Per ottenere l’eguaglianza dei diritti, dei trattamenti, delle dignità è necessario approntare tutti quegli strumenti e quelle modifiche che rendono la vita quotidiana dei disabili difficile e soprattutto discriminata. Dell’Osso si è visto respingere dal governo le sue proposte di legge, si è sentito tradito da M5Stelle e ha deciso di uscirne per approdare a Forza Italia. Da parte dei dirigenti di M5Stelle non ho sentito né letto parole di condanna verso quei messaggi di cui ci si dovrebbe vergognare. Non ne ho sentito né letto neanche da parte di dirigenti di altri partiti, specie di quelli di sinistra, forse perché Dell’Osso va a Forza Italia e non a sinistra (su ciò ci si dovrebbe interrogare). Niente tuttavia giustifica gli insulti. Dovrebbero esistere un limite e una misura, senza cui si regredisce allo stato infantile. Questo dovrebbe valere per tutti, perché confondere l’insulto e la minaccia con la libertà di espressione è una patologia delle relazioni umane e democratiche.

La malattia culturale, morale e politica è arrivata a un punto tale, che ormai i dirigenti politici si comportano con il cosiddetto popolo, che è in realtà plebe, come alcuni presidenti di squadre di calcio di fronte alle intemperanze e le violenze dei tifosi della loro squadra. Prese di distanza, condanne formali ma con un complice ammiccamento. Il calcio tuttavia è fatto di tifosi, la politica di cittadini. Trasformare i cittadini in tifosi è la peggiore forma di degenerazione della politica che si possa immaginare. Al limite dovrebbe valere il contrario e talvolta per fortuna accade.

Alfonso Maurizio Iacono

La stessa cosa che riguarda Matteo Dell’Osso vale per ciò che Oliviero Toscani ha detto a Giorgia Meloni. Ho letto e sentito a sinistra molte prese di distanza. E tuttavia Cacciari dice che Toscani è intelligente ma talvolta esagera con le parole. Un buffetto insomma. Laura Boldrini si richiama giustamente alla sua nota e corretta posizione contro la violenza e l’odio nei confronti delle donne, di cui è stata ed è vittima da parte della destra, dei maschilisti, dei sessisti, dicendo però genericamente che ciò vale per tutte le donne offese e poi conclude riferendosi alla Meloni: “perché lei non difende avversari?”. Ora, gli insulti di Toscani sono da condannare in specifico e anche se Giorgia Meloni, al posto della Boldrini forse non lo farebbe. Non sapere più distinguere tra persone e argomenti è il segno di una caduta in un pozzo senza fondo. Una caduta di cui non ci accorgiamo neanche più, perché troppo impegnati nella psicopatologia del risentimento che ci sta rendendo ciechi alla misura, agli argomenti, ai principi. Non sapere distinguere è il vero segno della volgarità.

Ogni politico e rivoluzionario degno di questo nome ha sempre saputo distinguere tra idee e persone. Forza Italia è la forza politica per me più lontana insieme a Lega e a Fratelli d’Italia, ma di fronte agli insulti ricevuti da Matteo Dell’Osso, io sto con lui. Giorgia Meloni è la persona più lontana da me e dalle mie idee che si possa immaginare, ma tra lei e Oliviero Toscani, io sto con la Meloni, senza se e senza ma.

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One Response to Io sto con Dell’Osso e la Meloni, senza se e senza ma

  1. Agostino Spataro Rispondi

    12/12/2018 a 12:01

    Bravo Maurizio. Ciao. Agostino

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