“Io, amico della Noce”

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SCIASCIA 1989/2019 Il fotografo Angelo Pitrone racconta il suo rapporto con Leonardo Sciascia che ha fotografato negli ultimi anni della sua vita soprattutto nella campagna di Racalmuto dove lo scrittore si rifugiava per scrivere. Le foto sono state raccolte in un libro edito dalla Casa editrice Sciascia. Ieri a Palermo inaugurata la mostra fotografica nella splendida cornice della libreria “La stanza di carta”

Leonardo Sciascia. Quasi guardandosi in uno specchio” è il titolo della mostra (e del libro) di Angelo Pitrone dedicata allo scrittore siciliano, inaugurata ieri sera a Palermo nella libreria “La stanza di carta” di via Giuseppe D’Alessi. Sono intervenuti alla manifestazione, sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Gibellina, Piero Onorato, il libraio che ha voluto la mostra, Salvatore Ferlita, critico letteraio e docente universitario che firma l’introduzione del libro che contiene anche un ricordo di Nino De Vita, il poeta siciliano amico di Sciascia.

Presenti, tra gli altri, il fotografo Melo Minnella e la docente di architettura Maria Giuffrè, Ezio Pagano del Museum di Bagheria, lo scrittore Gaetano Savatteri, Rosario Perricone, direttore del museo delle marionette, il docente universitario Salvatore D’Onofrio, i giornalisti Nino Giaramidaro e Teresa Di Fresco, il pittore Giovanni Proietto e Valèrie Le Galcher-Baron del Centro culturale Francese di Palermo. Nel corso della manifestazione il maestro Maurizio Piscopo è intervenuto con la sua fisarmonica presentando il brano musicale dedicato a Regalpetra e scritto per ricordare Leonardo Sciascia scomparso trent’anni fa (Redazione).

Leonardo Sciascia con Ferdinando Scianna ( Foto di Angelo Pitrone )

Queste immagini riemerse trentacinque anni dopo, dalle scatole del mio archivio, per lo più inedite, raccontano quasi cinque anni, dal 1985 al 1989.

Un pomeriggio di primavera del 1985, con il professore Pietro Amato ci presentammo a casa Sciascia, nella campagna di Racalmuto, detta della Noce. Avevo cominciato a lavorare ad un mio ambizioso progetto, raccontare la Palermo degli anni della guerra di mafia e il professore Amato riteneva che bisognasse mostrare quelle foto al suo grande amico Leonardo.

Fu così che cominciai a frequentare quella casa e quella piccola comunità di amici che, d’estate, si riuniva attorno alla figura carismatica di Leonardo Sciascia. Conobbi Il buon Carmelino Rizzo, Aldo Scimè, Nino De Vita, Paolo e Giuseppe Sciascia. E uno dei miei fotografi più apprezzati Ferdinando Scianna. Sarebbero stati, purtroppo gli ultimi anni di vita di Leonardo Sciascia, che scomparirà il 20 novembre del 1989. Ma sono rimasti i legami con quel piccolo nucleo di persone che si incontravano d’estate nella campagna della Noce, comprese le figlie dello scrittore, soprattutto la signora Anna Maria e il marito Nino Catalano, e i due figli, ancora piccoli Fabrizio e Vito, e la signora Maria, la compagna di una vita fedele conservatrice della memoria e degli affetti di Leonardo Sciascia. Queste immagini riemerse trentacinque anni dopo, dalle scatole del mio archivio, per lo più inedite, raccontano quasi cinque anni, dal 1985 al 1989.

Sono scatti realizzati tra la campagna della Noce, Racalmuto, Grotte e Agrigento. Insieme ad una serie di ritratti in posa, nella residenza estiva della Noce, ci sono foto realizzate in occasione di eventi culturali quali L’Efebo d’oro ad Agrigento o il premio Racalmare di Grotte o all’inaugurazione della mostra di Scianna al Centro Culturale “Pier Paolo Pasolini” di Agrigento. Leonardo spesso compare con amici scrittori quali Manuel Puig, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Matteo Collura, o registi come Francesco Rosi e André Delvaux, o con attori come Turi Ferro, o con familiari come la moglie Maria e il nipote Fabrizio.

Una sorta di diario per immagini per raccontare quello che ha rappresentato vivere a due passi dalla Noce nella campagna di Racalmuto. In conclusione vorrei ringraziare anche il comune di Gibellina e il suo assessore alla cultura Tanino Bonifacio, che nella primavera del 2019 mi hanno stimolato a riscoprire queste immagini per realizzarne una mostra per ricordare Leonardo Sciascia a trenta anni dalla sua scomparsa.

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